Rino è infermiere e scrittore, ogni volta che si ferma nasce una storia

Alveare. "Non serve combattere il razzismo". La rubrica di Rino Negrogno

Erano poveri e affamati, ma quando Mussolini pronunciò le famose parole: “Corri alle armi(?), e dimostra la tua tenacia, il tuo coraggio, il tuo valore!”, tutti esultarono infervorati.

Attualità
Trani martedì 26 marzo 2019
di La Redazione
Benito Mussolini
Benito Mussolini © n.c.

Proviamo a ragionare. È ormai lapalissiano che attaccare Salvini e la destra sul razzismo non serve, anzi è controproducente. Cos’è il razzismo? È un preconcetto, è la convinzione, peraltro incontrastabile, di essere proprietari della terra dove si nasce, ma non solo, è spesso un sentimento che scaturisce dall’incertezza, se non dalla paura o più che altro dalla fobia. Ma non convinceremo mai nessuno che abbia una qualsiasi fobia, che questa sia ingiustificata e priva di fondamento. A meno che non lo sediamo con un farmaco. La destra e Salvini lo hanno capito bene, infatti hanno bassato su questa fobia tutta la loro propaganda, propaganda che si protrae a oltranza, anche mentre governano, allo scopo di celare la loro inerzia e incapacità.

Ma cercare di contrastare l’inarrestabile avanzata di questi personaggi con i discorsi sull’antirazzismo, con i caritatevoli e cristiani “siamo tutti fratelli”, non serve, anzi è controproducente. Per di più, oltre alla fobia, è evidente che la povertà e la disoccupazione non sono fobie, sono reali, e la fame obnubila la mente, opprime ogni pensiero, per cui, più la sinistra si occuperà di razzismo e meno persone crederanno in essa, perché – mentre chi si occupa solo di cacciare migranti, di legittimare la difesa prospettando un nuovo Far West dove si entra nei Saloon con cinturone, fodero e pistola, ha seguito e seguaci perché lenisce queste fobie, non ha importanza che si resti affamati, questo sentirsi padroni della propria terra, della propria casa, anche spoglia e con la luce tagliata, smorza i campi della fame – chi invece risponde solo affermando che i migranti hanno diritto a sbarcare, lascia i fobici con i crampi della fame che si amplificano con la paura.

Mussolini, nella fatidica ora segnata dal destino, quella delle decisioni irrevocabili, “invitò” il popolo italiano, proletario e fascista, a impugnare le armi(?) contro Francia e Gran Bretagna. Concluse il suo famoso e avvincente discorso dal balcone di Palazzo Venezia affermando che avremmo vinto e che la guerra sarebbe servita per garantire un lungo periodo di pace. La guerra è pace, quindi. Del resto, successivamente, lo affermò anche George Orwell nel 1949, nel suo romanzo “1984”, per spiegare che la guerra è utile per distruggere l’eccesso della produzione industriale che, altrimenti, potrebbe determinare un miglioramento delle condizioni di vita degli uomini, rendendoli così incontrollabili. Erano poveri e affamati, ma quando Mussolini pronunciò le famose parole: “Corri alle armi(?), e dimostra la tua tenacia, il tuo coraggio, il tuo valore!”, tutti esultarono infervorati.

Tentare di contrastare la destra e Salvini sul terreno delle fobie degli italiani, è una partita persa in partenza, bisognerebbe piuttosto iniziare un lavoro, lento e laborioso, per dare agli italiani fiducia in loro stessi, sfamarli, risolvere la loro povertà, altrimenti non riusciremo ad aiutare nessuno, nemmeno i migranti, che ne hanno il sacrosanto diritto, ma fin quando continueranno, la destra a lasciarli in mare e la sinistra a volerli far approdare ed entrambi a lasciare il popolo affamato mentre assiste ai rilanci e ai bluff, Salvini continuerà a guadagnarci, la sinistra perderà sempre più consenso, nessuno si salverà, né noi, né i disperati che arrivano per mare, e alla fine qualcuno potrebbe ripensare che la guerra è pace.

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Alveare 2019

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