L'esperienza di Rino, scrittore ed infermiere

Alveare: "L'incidente dell'ambulanza". Appuntamento con la rubrica di Rino Negrogno

Quando l’ambulanza, nonostante abbia la sirena e i lampeggianti attivati, procede lentamente, non significa che i sanitari all’interno ballano festosi al suono bitonale

Cultura
Trani martedì 24 ottobre 2017
di Rino Negrogno
Incidente nei pressi di Galatone
Incidente nei pressi di Galatone © n.c.

In un terribile incidente tra un’ambulanza e un tir, ieri a Lecce, sono morti l’autista del mezzo di soccorso e il paziente, ferito gravemente l’infermiere e in modo più lieve il medico. Secondo una prima ricostruzione il conducente del camion avrebbe invaso il senso di marcia contrario colpendo in pieno l'ambulanza. La notizia mi ha, per ovvie ragioni, profondamente addolorato; ho dovuto faticare per convincere mia moglie e mio figlio che queste tragedie accadono raramente, per loro dovrei cambiare immediatamente lavoro. Ma noi che svolgiamo questa professione siamo consapevoli dei rischi che corriamo ogni giorno, li mettiamo tristemente in conto.Vorrei però fare alcune considerazioni e suggerirvi il modo migliore per ridurre questi rischi perlopiù inevitabili. Qualche giorno fa sono rimasto sgomento mentre correvamo in codice rosso per raggiungere un paziente in pericolo di vita, all’altezza della rotonda di via Falcone, un automobilista, nonostante l’ambulanza avesse sirena e lampeggianti attivati, esitava a lasciarci passare e quando il nostro autista lo ha esortato con l’ausilio del clacson e degli abbaglianti, ha risposto prontamente mostrandoci il dito medio. L’autista ha provveduto con apposita manovra e non senza difficoltà a sorpassarlo, ma provate a immaginare come ci siamo rimasti. Avremmo potuto annotare il numero della sua targa, anche se in quel momento ho desiderato fortemente fermare l’ambulanza e fratturargli quel dito, ma in quei momenti, il lettore comprenda, mentre siamo preoccupati per la sorte del paziente, mentre cerchiamo di prevedere i presidi e i farmaci che potremmo utilizzare, mentre a mente ripassiamo i protocolli, mentre siamo preoccupati per il prevedibile stato di agitazione dei parenti che spesso, a causa di questo stato, hanno una cognizione alterata del tempo, per loro cinque minuti di attesa diventano quarantacinque e spesso ci aggrediscono, a volte non solo verbalmente, in quei momenti non possiamo occuparci del deficiente di turno. Sono persuaso che quel tale dal dito medio contratto sia uno di quelli che, quando attende l’ambulanza per i suoi cari, ritenga senza alcun dubbio che sia giunta con notevole ritardo. Quando l’ambulanza corre con la sirena spiegata e i lampeggianti attivati, non si reca a una visita turistica, non è serena, è preoccupata, è spaventata. Quando l’ambulanza corre verso un incidente stradale sulla statale o sull’autostrada e trova le vostre auto che occupano le tre corsie formando chilometri di coda e voi fuori dalle auto per osservare i feriti, oltre a essere preoccupata e spaventata, diventa inutile. Quando l’ambulanza, nonostante abbia la sirena e i lampeggianti attivati, procede lentamente, non significa che i sanitari all’interno ballano festosi al suono bitonale, piuttosto, che il paziente è traumatizzato quindi è opportuno procedere senza sballottarlo oppure è andato improvvisamente in arresto cardiaco, per cui i sanitari, mentre il mezzo si reca verso l’ospedale, sono in piedi per praticargli massaggio cardiaco, farmaci e ventilazione artificiale. Per concludere, solo altre tre brevi considerazioni: l’autista dell’ambulanza di Lecce aveva certamente messo in conto questa possibilità, come tutti noi che svolgiamo questo lavoro, il paziente no; qualcuno potrebbe anche dire che se ci fossero più ospedali, le ambulanze correrebbero meno; se penso che qualcuno aveva saggiamente pensato di sostituire gli autisti con dei volontari e se penso ci sono dei volontari sulle ambulanze e che io rischio a pagamento mentre loro gratis. Condoglianze alle famiglie del collega e del paziente.


BIO - Alveare - Lavoro per strada, in mezzo alla gente, ascolto il brusio e ho l’impressione di trovarmi in un alveare; salgo e scendo i gradini delle scale, entro ed esco dalle case, dai reparti ospedalieri, delle prigioni e ho l’impressione di entrare e uscire dalle celle esagonali dei favi di un alveare; scorro le notizie e le storie sul mio pc, su e giù e mi ritrovo di nuovo in un alveare di pensieri e avvenimenti; mi fermo un istante e nella mia mente nasce una storia. Lavoro come infermiere nel servizio emergenza urgenza 118 da quattordici anni ma ho la mania della scrittura, della poesia e del racconto e qualcuno è così folle da concedermi lo spazio per farlo, ma, tutto sommato, è meglio incontrarmi in veste di poeta e scrittore. Buona lettura.

Lascia il tuo commento
commenti
Le più commentate
Le più lette