Rino è infermiere e scrittore, ogni volta che si ferma nasce una storia

Alveare. "L'arte avvicina, l'ignoranza allontana". La rubrica di Rino Negrogno

La sensazione che si avvertiva domenica era proprio questa, vivere l’arte come strumento per avvicinare, per accorciare le distanze, lo scambio culturale per arricchire chi vi partecipa, per abbattere i pregiudizi e le paure

Attualità
Trani martedì 25 settembre 2018
di La Redazione
Progetto Solart, iniziativa di Terre Solidali, Tra il Dire e il Fare e Caritas
Progetto Solart, iniziativa di Terre Solidali, Tra il Dire e il Fare e Caritas © Rino Negrogno

Edificante iniziativa, promossa dalla Caritas Diocesana di Trani-Barletta-Bisceglie e realizzata dall’impresa sociale Terre Solidali e l’associazione culturale Tra Il Dire E Il Fare, domenica 23 settembre alle ore 19, presso l’auditorium San Luigi, a conclusione di un percorso artistico realizzato nell’ambito del progetto Solart.

Un percorso socio-educativo per il dialogo tra culture che attraverso la musica, il teatro e la danza, stimola italiani e stranieri al confronto, allo sviluppo della creatività, al lavoro e alla integrazione nella società.

I canti d’amore e di speranza delle giovani eritree accolte a Trani nell’ambito del progetto Fami finanziato dalla Comunità Europea, la musica e le danze della loro terra natia e, a seguire, un insolito concerto tenuto dall’etiope Fasika Hailu e gli italiani Michele Giuliani e Rossella Giovannelli (ideatori del World music italo-etiope “Beyond the colour” e curatori del percorso artistico delle ragazze eritree), che attraverso il suono, la danza e le parole, hanno dato corpo alle emozioni, alle esperienze e alle immagini di un viaggio immaginario dal Mediterraneo all’Africa, tra Italia, Eritrea ed Etiopia, in un percorso alla scoperta del ritmo nascosto della spiritualità, seguendo la voce sussurrata dalla terra verso il cielo, oltre l’orizzonte, oltre i confini geografici, oltre le differenze.

Guardare le danze e ascoltare le voci e i suoni di ragazzi e ragazze provenienti dall’Etiopia e dall’Eritrea, due nazioni reduci da una guerra e dove, tuttora, vi è un esercito che occupa, insieme sullo stesso palco, è un’emozione indescrivibile. L’arte, come la musica, deve essere il punto d’incontro tra la voglia di conoscere la cultura e la paura nei confronti di una cultura che non ci appartiene.

La sensazione che si avvertiva domenica era proprio questa, vivere l’arte come strumento per avvicinare, per accorciare le distanze, lo scambio culturale per arricchire chi vi partecipa, per abbattere i pregiudizi e le paure che da questi derivano.

A spettacolo terminato ho udito una ragazzina eritrea che canticchiava la celebre canzone di Toto Cutugno: “Lasciatemi cantare, con la chitarra in mano, sono un italiano, un italiano vero…” e per un attimo, negli occhi delle ragazzine non vi era il terrore del viaggio sui barconi, della guerra, dell’esercito, ma vi era speranza, fratellanza, sorellanza.

Di questo si è parlato con Raffaele Sarno (Direttore della Caritas diocesana di Trani-Barletta-Bisceglie), Antoniella Marzella (Responsabile del progetto “WIN-Welcome In”), Mauro De Cillis (Antropologo) e Ibrahim El Sheik El Rashid (Responsabile Terre Solidali), della lontananza come conseguenza della non conoscenza e della vicinanza derivante dalla conoscenza, dallo scambio culturale, dall’arte.

Solo una sensazione spiacevole: tra il pubblico c’eravamo noi che di quest’arte, di questa vicinanza, ci cibiamo quotidianamente, ma non c’era nessuno di quelli che hanno paura perché non conoscono, loro resteranno quindi senza conoscenza e con la loro ingiustificata paura.

Alveare 2017

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Alveare 2018

1 Il problema etico di Giuseppe Tarantini - 2 Il Pronto Soccorso - 3 Il corte di Acca Larentia - 4 La razza del mio cane - 5 Alfredo Albanese - 6 Quale giorno della memoria? - 7 Sai già a chi votare? - 8 Caro Michele - 9 Sanremo senza Facebook - 10 Una campagna elettorale monotona - 11 Cara, brumosa, desolata periferia - 12 La favola di Sfortunina - 13 Gli occhi di Marilena - 14 Il furto al centro trasfusionale - 15 Attaccatevi al tram - 16 Nicola, novantasei anni. Colto da malore - 17 La stiratrice Isoardi - 18 Violenza contro anziani e lavoro sottopagato delle badanti - 19 Così festeggiate la Liberazione? - 20 Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono - 21 Don Dino, il sacerdote di quartiere - 22 L'arrivo di Emiliano - 23 Un vaccino per la solidarietà - 24 L'uomo nudo con le mani in tasca - 25 Doppio senso di marcia sul lungomare - 26 Ma siamo uomini o caporali? - 27 Cronaca di una serata di anormalità - 28 Il passaggio a livello è chiuso - 29 Gli zingari mettono sempre d'accordo tutti - 30 Papà, e se ti infilza? - 31 Il razzismo ve lo spiego con la mitologia - 32 Tra qualche giorno nei porti approderanno i Santi - 33 La pistola ad aria compressa - 34 Il razzismo è vita e i preti tutti pedofili 35 - Il pomodoro e il sangue - 36 Non essere stupido - 37 Le polpette avvelenate di ignoranza - 38 Finalmente potrò andare a messa la domenica - 39 Ho commesso atti impuri - 40 Cara Cecilia di Lernia - 41 Aggredito il 118

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