L'intervista

L'Erasmus vissuto durante il Lockdown, la testimonianza di Damiano: un pianoforte per la serenità

L’accademia ha messo a disposizione degli studenti Erasmus una tastiera elettrica di alta fascia. “È stata sicuramente la spinta definitiva per ritornare a studiare e vivere con serenità"

Spettacolo
Trani mercoledì 03 giugno 2020
di Fabio Pengo
Damiano Marasciuolo, pianista e compositore tranese
Damiano Marasciuolo, pianista e compositore tranese © Tranilive.it

La Fase 1 del Lockdown ha segnato la storia personale di ognuno di noi, soprattutto quella degli studenti ai quali è stato chiesto di rinunciare momentaneamente alle lezioni frontali in aula e utilizzare le varie piattaforme digitali. Come già abbiamo avuto modo di parlarne su questo portale con la storia di Dario, Alessio e Antonella, questo discorso ha toccato anche gli studenti che, in piena emergenza, erano all’estero per l’Erasmus.

La storia che vi stiamo per raccontare è quella di Damiano Marasciuolo, pianista e compositore laureato al conservatorio di Bari ‘Niccolò Piccinni’ e con alle spalle masterclass vissuti con i maestri Aquiles Delle Vigne e Igor Roma. Al momento Damiano si trova in Olanda per frequentare l’anno accademico all’accademia Prins Claus di Groningen.

Vivere in un ambiente totalmente sconosciuto non è mai facile ma farlo in un momento di blocco totale quale è stato il Lockdown che abbiamo vissuto tutti, è stato ancor più complesso. “Nei primi mesi della mia esperienza mi ha aiutato il fatto che non fossi il solo a ritrovarmi all’estero, per questo io e gli altri studenti nella mia stessa situazione abbiamo imparato a fare gruppo. Poi è arrivata l’epidemia e tutti i legami appena stretti si sono dissolti” spiega Damiano.

“I primi giorni sono stati i più difficili perché non avevamo certezze e dovevamo vivere alla giornata. I contatti tra noi studenti avvenivano solo tramite cellulare e computer ed era impossibile continuare a studiare ed esercitarsi per via anche dell’impossibilità di suonare negli spazi dell'Accademia; per passare il tempo avevo solo la teoria ma sentivo che non bastava”. E’ stato proprio in questo periodo che un ruolo chiave lo ha avuto il suo mentore, uno dei professori che lo ha aiutato nel percorso. “Mi ha aiutato ad approfondire il legame che c’è tra musica e psicologia: tutto poteva diventare fonte di ispirazione, anche una foto scattata dalla finestra. Così grazie ad un suo contatto sono riuscito ad avere accesso una tantum ad una piccola chiesetta con un piano a coda”.

Ma dall'Accademia giunge poi una sorpresa, illuminante: l’accademia mette a disposizione degli studenti Erasmus una tastiera elettrica di alta fascia. “Ovviamente non ha lo stesso feeling di un pianoforte ma è stata sicuramente la spinta definitiva per ritornare a studiare e vivere con serenità”. Con l’arrivo di giugno e un ulteriore alleggerimento della fase 2, sta per arrivare anche il momento di tornare a casa: “A conti fatti posso dire che le difficoltà siano servite a farmi crescere sia dal punto di vista musicale che dal punto di vista umano. Il metodo di studio qui è totalmente differente, sin da subito ti spingono a ricercare l’originalità. Non vedo l’ora di ritornare e mettere in pratica quello che ho imparato”.

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