L'appuntamento con i volti e le storie dei tranesi "emigrati"

HumansfromTrani. #4 Eleonora: «Volete lasciare Trani? Abbiate paura ma siate temerari»

Se volete segnalarci persone da intervistare e contattare scriveteci sulla nostra pagina Facebook o alla nostra mail: redazione@tranilive.it

Attualità
Trani domenica 26 novembre 2017
di La Redazione
Eleonora di Molfetta festeggia la laurea con i suoi genitori
Eleonora di Molfetta festeggia la laurea con i suoi genitori © TraniLive.it

#Eleonora

1) La paura più grande quando hai lasciato Trani per la prima volta?

Ho lasciato Trani per la prima volta a diciotto anni per studiare giurisprudenza a Trento. A quel tempo, la mia paura più grande era quella dell’ignoto. Mi spaventava il non sapere a cosa andassi incontro, i luoghi sconosciuti, i visi non familiari, le abitudini, le usanze e i modi di pensare diversi dai miei. In aggiunta, ero spaventata, ma più che altro triste, pensando a tutto quello che avrei perso lasciando Trani – amicizie, esperienze, occasioni. Col tempo, ironicamente, ho cominciato a guardare all’altra faccia della medaglia: ovvero, a tutto quello che mi sarei persa se fossi restata.

2) Cosa ti rende felice lì dove sei e cosa ti rende felice quando torni qui?

A Rotterdam mi sento realizzata dal punto di vista professionale, nel senso che ho trovato una realtà in cui il merito è riconosciuto e si investe, ma soprattutto si crede, nella ricerca e nei ricercatori. Poi sicuramente il mio compagno, la sua famiglia, i miei colleghi di lavoro e i miei amici sparsi per il mondo costituiscono un’altra buona fetta della mia felicità. Quando sono a Trani sono molto felice di trascorrere del tempo con la mia famiglia, di ritornare ai tempi lenti e pacati del sud Italia, di ritrovare quei luoghi, profumi e sapori che solo a Trani puoi trovare.

3) Cosa ti manca di più e cosa ami del luogo in cui ti trovi?

Prima di tutto, mi manca la mia famiglia poiché sono molto legata a loro. Poi, da buona forchetta, mi manca il cibo italiano. Infine, mi mancano quelle piccole cose legate alla realtà locale, come l’odore del pane appena sfornato nei panifici, le vecchiette affacciate ai balconi che scrutano i passanti e il profumo del nostro mare. Di Rotterdam amo il suo multiculturalismo, la sua vitalità, il profilo dei suoi palazzi, gli immensi parchi e le foreste intorno. A Rotterdam puoi fare, trovare e vedere di tutto, ed è difficile non amare tutte le possibilità che la città ti offre.

4) Cosa pensi di poter dire a chi sta per lasciare Trani per qualche motivo?

Abbiate paura, ma siate temerari. Non passate il vostro tempo lontano da Trani a rimuginare sulla vostra decisione, a chiedervi come sarebbe stato se foste rimasti. Per tornare c’è sempre tempo. Se per volontà o per costrizione dovete lasciare Trani, fate tesoro della vostra esperienza altrove, per breve o lunga che sia. Esplorare e conoscere realtà sociali e culturali diverse da quella cui siete abituati non potrà che farvi bene. Sono esperienze che arricchiscono la mente e l’animo sotto tutti i punti di vista, da quello personale a quello professionale, e non per ultimo quello umano.

5) Cosa potrebbe spingerti a tornare?

Poco e nulla. Vero è che nella mia vita mai dire mai. Tuttavia, al momento, non penso di tornare. Lasciare Trani, e in seguito l’Italia, è stata una scelta tanto combattuta quanto sofferta. Ed è comunque una scelta che pesa ogni giorno perché tu lasci la madrepatria, ma lei non lascia te – nel tuo modo di essere, nel tuo modo di pensare, in altre parole in quello che sei. Detto questo, tornare a casa vorrebbe dire scendere a compromessi, fare i conti con certe realtà e accettare una serie di situazioni che al momento non credo di poter accettare.

6) Che idea ti sei fatto della tua città d’origine, ora che sei lontana?

A grandi linee, l’idea che mi sono fatta di Trani non è molto dissimile di quella che mi sono fatta dell’Italia in generale. Ovvero, un territorio con una miriade di potenzialità che non sono sfruttate o lo sono male. E i motivi, a mio parere, sono da ricercarsi in una serie di caratteristiche molto ‘italiane’, come diffuse pratiche di clientelismo, una volontà politica farraginosa e un’amministrazione poco efficiente. E questa immagine, nella mia mente, si accosta a quella dei nostri paesaggi meravigliosi, delle bellezze culturali, dell’arte e delle tradizioni. Ho una sorta di amore-odio per l’Italia.

Eleonora Di Molfetta è dottoranda di ricerca in criminologia presso Erasmus School of Law, Rotterdam (Paesi Bassi).


HumansFromTrani - Il futuro passa anche da chi ha lasciato questa terra. Per poco, per molto, per sempre. Da chi tornerà con competenze diverse, da chi la guarderà da lontano ma saprà sempre da dove è partito. Sulla scorta del progetto famoso in tutto il mondo, HumansOfNewYork, e anticipando la pagina "People from Trani" di Wikipedia abbiamo posto 6 domande (sempre le stesse) a decine di tranesi emigrati nei luoghi più disparati. Se volete segnalarci persone da intervistare e contattare scriveteci su Facebook o alla nostra mail: redazione@tranilive.it

Le altre storie

Vittorio - Nicla - Valerio

Lascia il tuo commento
commenti
I commenti degli utenti
  • Vittoria ha scritto il 26 novembre 2017 alle 15:21 :

    Purtroppo in Italia anche con il 110 e lode non c'è futuro per i nostri figli. Bravi coloro che non scendono a compromessi e con coraggio vanno via da questa Italia che non dà alternativa. Complimenti. Rispondi a Vittoria

  • Annamaria catania ha scritto il 26 novembre 2017 alle 11:34 :

    Grande Ele Rispondi a Annamaria catania