Il commento alla notizia

Famiglia dorme su panchina. Di Gioia (Italia in Comune): "Una situazione che non è accettabile"

Lo psicologo Antonio Di Gioia commenta la notizia di una famiglia di Trani che da giorni vive per strada

Cronaca
Trani sabato 29 agosto 2020
di La Redazione
Antonio Di Gioia
Antonio Di Gioia © n.c.

“È allucinante che non si diano risposte immediate dinanzi ad una situazione d’emergenza simile”. È il commento dello psicologo Antonio Di Gioia, candidato alle regionali nella lista “Italia in Comune” riguardo la drammatica situazione di una famiglia che da giorni vive per strada a Trani.

Padre, madre e figlia di 20 anni, una situazione drammatica che da più di 10 anni li porta a fare i conti con servizi sociali, sussidi, b&b, panchine, stazioni e dormitori e che da circa una settimana è degenerata facendo perder loro anche la possibilità di un tetto sotto il quale poter rifugiarsi da un mondo che non è stato clemente con loro. Piazza Dante a Trani è diventata la loro nuova casa e le tre panchine i loro nuovi letti.

“Non è accettabile che al giorno d’oggi ad una famiglia venga ignorata la dignità di una casa e di un pasto sicuro, stravolgendo così la vita di individui ai quali viene strappata la propria quotidianità” continua Di Gioia. “Spero che l’assessorato al Welfare della città di Trani si attivi al più presto affinché venga trovata una sistemazione dignitosa per questa famiglia”.

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I commenti degli utenti
  • Roberto ha scritto il 03 settembre 2020 alle 15:17 :

    Buongiorno, non sono al corrente del pregresso, conosco in parte l'attuale situazione. I Signori sono ospiti di una struttura, accolti dignitosamente, ciò che comunque si aspetta una famiglia che ha vissuto momenti alquanto drammatici. Ciò detto sono molto felice per loro e comunque in un tempo così ristretto visto il quasi imminente risultato un plauso lo rivolgerei anche al comune. Riguardo al consigliere di opposizione, auspico vista la sua corretta segnalazione, possa avere dato una mano di sostegno alla famiglia in questione, portando loro nella piazza Dante luogo in cui per 6 giorni hanno alloggiato, solidarieta', cibo, qualche aiuto economico ed in primis si sia impegnato nel trovare loro una sistemazione. Se tutto ciò non è accaduto permettermi è solo strumentazione politia Rispondi a Roberto

  • teresa de meo ha scritto il 31 agosto 2020 alle 15:18 :

    purtroppo questa situazione si è verificata anche da noi a corato e una famiglia dopo aver dormito un mese in macchina (febbraio 5 persone + un cagnolino con 2 fgli disabili ) , sono stati accolti per qualche mese in una ex chiesa con la paura che gli venissero tolti i 2 bambini. se non fosse stato per un privato che gli ha offeto senza garanzia alcuna una casa, i signori forse sarebbero ancora in quella chiesa accampati. Queste cose accadono e accadranno sempre se non ci sarà un assessore e degli assistenti sociale che fanno il proprio dovere, molti per dignità o per paura che gli vengano tolti i bambini ,tacciono e soffrono in povertà e in silenzio Rispondi a teresa de meo

  • Luigi Nenna ha scritto il 30 agosto 2020 alle 22:26 :

    Caro Antonio, ma tu che fai per queste persone? È facile indignarsi, ma devi trovare risposte ora anche tu, specie ora che sei un candidato; dimostra cosa sei in grado di smuovere con le tue conoscenze. Rispondi a Luigi Nenna

  • Ali Margjeka /Segretario Provinciale F.L.I.S/confas ha scritto il 29 agosto 2020 alle 13:40 :

    Se e da 10 anni cosi non se ne frega a nessuno perché Assessore Cormio ha bello stipendio non sa niente di loro .solo detto ragazza maggiorenne non possiamo fare niente loro tutto ora sono a piazza Dante grazie a colore intorno per il mangiare .per dormire in banchine grazie alle comune che assente tutto ora Rispondi a Ali Margjeka /Segretario Provinciale F.L.I.S/confas

  • Paolo Tortora ha scritto il 29 agosto 2020 alle 12:11 :

    Antonio mi lego a quanto da te sollecitato per dire che da sempre viviamo in un paese dove quanto cade sotto gli occhi di tutti è spesso invisibile. Un paese , dove si accetta che la gente sia costretta a vivere per strada, dove la prostituzione minorile e straniera opera indisturbata sotto un velato perbenismo, dove la droga obnumila le menti distorcendo il principio di realtà e rendendo gli uomini schiavi ,non può essere un paese civile. Occorre un grande cambiamento culturale che abbia come priorità i lavoro dignitoso e la conquista della libertà Rispondi a Paolo Tortora