La storia

Da una settimana dormono in piazza Dante, una famiglia tranese chiede dignità

Della famiglia si stanno preoccupando alcuni residenti: "Nel 2020 è imbarazzante vedere una famiglia costretta a dormire sulle panchine in piazza, non possiamo accettarlo"

Cronaca
Trani venerdì 28 agosto 2020
di Donato De Ceglie, Alessandro Landini
La moglie e la figlia di Domenico, vicino alle loro borse e valigie in piazza Dante
La moglie e la figlia di Domenico, vicino alle loro borse e valigie in piazza Dante © Tranilive

La storia della loro sventura inizia dodici anni fa, quando hanno dovuto fare i conti con la necessità di affidarsi ai servizi sociali per difficoltà economica. Dodici anni travagliati tra case, sussidi, b&b, panchine, stazioni, dormitori e case accoglienza. Il signor Domenico Di Ceglie di tanto in tanto vende il pesce, "Un paio di cassette, non sono un grande pescivendolo, faccio quello che posso" dice. È percettore di reddito di cittadinanza, circa 700 euro al mese, utilizzati sino al mese scorso stando a quanto dettoci, in parte (500 euro) per pagare l'affitto del B&B, il resto per vivere alla giornata. Domenico da una settimana è in piazza Dante con la sua famiglia, sua moglie di 45 anni e sua figlia di 19. La loro storia non è nuova negli ambienti comunali. Da una settimana però hanno come tetto gli alberi di una piazza del centro cittadino e vivono nei pressi della fontana.

Ognuno occupa una panchina, non si stanno recando neanche alla Caritas per mangiare, passano la giornata lì, cercando come possono di trovare gli spazi necessari per i bisogni quotidiani. In piazza hanno la loro "casa", quattro valigie, qualche borsa e il secchio per le pulizie casalinghe. Tutto quello che avevano nell'ultimo Bed and breakfast nel quale vivevano ora è per strada, accanto a loro. Non riescono ad avere un lavoro con busta paga normale, per permettersi di ottenere un affitto normale, denunciano Domenico e sua moglie. Domenico trema mentre parla e ogni tanto si lascia andare ad uno sfogo di pianto, lacrime che non riesce a trattenere neanche sua figlia quando racconta la situazione nella quale vivono.

Dal Comune ci fanno sapere che una soluzione è stata già proposta ma rifiutata: raggiungere il dormitorio a Barletta. "Perché dovremmo spostarci a Barletta? Io chiedo un tetto e se possono anche un lavoro, io sono pronto a pagare, non mi interessa avere soldi. Voglio solo che la mia famiglia sia unita qui, non devono dividerci per darci un posto in cui dormire" dice Domenico. Sempre stando alle informazioni che ci sono state date dal Comune, negli ultimi anni questo nucleo famigliare nello specifico sarebbe stato già beneficiario di circa 6mila euro annui di sostegno, in favore delle strutture che hanno ospitato la famiglia. Al momento questa famiglia è in attesa di soluzione, ma avrebbero già rifiutato la prima proposta. Nella serata di ieri, sempre stando alle informazioni inoltrateci dal Comune, sarebbero stati contattati dal Pis per una soluzione temporanea per la notte ma la famiglia ha risposto negativamente richiedendo una sistemazione stabile, da condividere insieme e non con il rischio di dover accettare di dormire in luoghi diversi. "I servizi sociali dovrebbero preoccuparsi di unire le famiglie, lavorare per tentare di trovare una soluzione per tenerle unite, non per dividerle".

Aggiornamento, 29 agosto 2020 - Stando ad ulteriori informazioni raccolte, la famiglia non starebbe lì da una settimana ma da un paio di giorni. Dal Comune ribadiscono che il nucleo famigliare ha rifiutato alcune sistemazioni proposte, lavorative e di riparo.

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I commenti degli utenti
  • Anton Altamura ha scritto il 29 agosto 2020 alle 23:58 :

    Io c'e'lo un altra casa vuota Di Mia nonna ma non so se mia madre fole x aiutare Rispondi a Anton Altamura

  • Carmela Di Ceglie ha scritto il 29 agosto 2020 alle 18:36 :

    Sono la diretta interessata, la figlia di Di Ceglie, ci è stato riferito l'ultimo aggiornamento e non ci è stato proposto alcun alloggio e lavoro, ad oggi, da parte del Comune. Tuttavia comprendo, essendo sotto campagna elettorale, queste fake news sono essenziali per ottenere i voti, no? Poi, io e la mia famiglia dovremmo essere proprio pazzi per rifiutare tali aiuti. Quali lavori e alloggi ci sono stati proposti, se dal Comune non si è fatto vivo nessuno fino ad ora? Perché non aveti elencato i nomi di tali offerte? Perché non è vero, ecco perché. Mica ci piace stare in mezzo ad una strada, specialmente io che ho 19 anni e sono una donna. Dato che il Comune vi sta aggiornando, vi hanno riferito che l'assistente sociale mi ha detto che essendo maggiorenne posso rimanere per strada? Rispondi a Carmela Di Ceglie

  • Antonella Marolla ha scritto il 29 agosto 2020 alle 02:48 :

    Non conosco la famiglia ma offro ospitalità x la ragazza se volete contattatemi Rispondi a Antonella Marolla

  • Roberto Gravinese ha scritto il 28 agosto 2020 alle 18:33 :

    Buonasera, tristissimo leggere quanto riportato dalla vostra testata giornalistica. Ancor peggio è assistere talvolta all'immobilismo della pubblica macchina amministrativa, in taluni casi ingarbugliata ed indifferente. Rispondi a Roberto Gravinese

  • mastrototaro leonardo ha scritto il 28 agosto 2020 alle 13:06 :

    a colonna esiste un gabinetto pubblico sempre chiuso datelo in gestione al signore con un compenso dignitoso da poter far vivere la sua famiglia anche con il fitto casa Rispondi a mastrototaro leonardo