Calcio Eccellenza Puglia

Umberto Pellegrino, il "pararigori". L'estremo difensore della Vigor si racconta

"È stato un ritorno incredibile in cui mi sono ripreso il posto da titolare parando ben 9 rigori consecutivi su 10 in un unico campionato, quello degli allievi"

Calcio
Trani mercoledì 02 ottobre 2019
di Antonio Digiaro
Umberto Pellegrino, portiere Vigor Trani
Umberto Pellegrino, portiere Vigor Trani © n. c.

Classe 2001, ha conquistato tutti con le sue prestazioni tra i pali, è stato aggregato alla prima squadra già all'età di 14 anni. Tranese doc, oggi portiere della Vigor Trani: stiamo parlando di Umberto Pellegrino.

Abbiamo incontrato Umberto alla vigilia dell'importante sfida di domenica 6 ottobre contro la capolista Martina.

Come nasce la passione per il ruolo del portiere?

Sin da piccolo, il calcio è stato la mia più grande passione. La passione per la figura del portiere si è rafforzata guardando la finale dei mondiali del 2006 con Buffon che abbassa la saracinesca su Zidane. Posso dire che di la ha avuto tutto inizio.

Chi è il tuo idolo?

Attualmente mi ispiro molto ad Handanovic, portiere dell'Inter, per le sue doti da portiere e da para rigori, cosa che a me piace molto fare perché è come se segnassi un gol, ma in passato ammiravo e ammiro molto Buffon, come ho già detto.

Il ruolo del portiere sappiamo che è un ruolo abbastanza particolare, ma quanto contano i centimetri per un portiere?

Io personalmente sono alto 1,86. L'altezza è ovviamente un'arma in più per un portiere, ma non deve essere un alibi per chi non la possiede, vedi l'esempio di Gillet. Ciò che conta davvero, secondo me, è la convinzione di potercela fare.

Come fai ad unire la passione per lo sport con lo studio?

Posiziono studio e sport al primo posto perché entrambe le cose potrebbero garantirmi un futuro. La scuola, che ho scelto qualche anno fa, fortunatamente, non lascia in disparte lo sport ed è anche grazie a questo che ho la possibilità di continuare a giocare. Studio subito dopo l'allenamento, 3/4 ore al giorno per dare il massimo anche tra i banchi.

Quali sono le esperienze che più ricordi nel settore giovanile?

Non posso che dimenticare il mio ritorno in campo 2 anni fa, dopo 4 mesi di infortunio. È stato un ritorno incredibile in cui mi sono ripreso il posto da titolare parando ben 9 rigori consecutivi su 10 in un unico campionato, quello degli allievi. È stato un periodo molto difficile, perché vedere gli altri che giocavano al posto tuo non è facile, ma ormai è superato e resta solo un ricordo che difficilmente dimenticherò.

Quali sono le sensazioni che un giovane portiere come te prova nel difendere i colori della prima squadra della sua città?

Sono molto orgoglioso e onorato, poi viene tutto il resto come la felicità e la soddisfazione di indossare la maglia della mia Città, la quale ha alle spalle anni di professionismo e una tifoseria da fare invidia a diverse piazze.

Cosa provi nel vedere la squadra così in salute e quali sono le tue impressioni per il proseguo del campionato?

Vincere è la cosa più bella del mondo, però nel calcio non è sempre facile. Abbiamo affrontato partite difficilissime, ma grazie alla forza del gruppo e dei tifosi, che ci hanno seguito in tutte le partite, siamo riusciti ad andare oltre le nostre difficoltà e portare a casa 10 punti in 4 partite. L'atteggiamento è quello giusto e bisogna continuare ad averlo per migliorarci giorno dopo giorno.


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