Fisco, i controlli automatizzati nell'attività di accertamento

L'approfondimento dell'avv. Francesca Tommasei, autrice dei capitoli III e IV del volume “Verifiche fiscali e controlli automatizzati” facente parte della collana "Disposizioni fiscali 2022" edita da Ad Maiora

Ad Maiora Live Professioni
Trani - giovedì 17 marzo 2022
Avv. Francesca Tommasei
Avv. Francesca Tommasei © n.c.

I controlli automatizzati rappresentano una delle tante modalità con cui si manifesta l’attività di accertamento ad opera del fisco. Suddetti controlli si fondano, per lo più, su un riscontro documentale tra i dati forniti dal contribuente in sede di dichiarazione dei redditi e quelli già in possesso dell’amministrazione finanziaria. Quando tali dati non convergono verso un unico risultato, ecco che viene formato il ruolo con la conseguente emissione della cartella di pagamento. Sono tante le condizioni affinchè la cartella di pagamento emessa a seguito dei controlli automatizzati deve rispettare perché possa dirsi valida. Il volume “Verifiche fiscali e controlli automatizzati”, ed in particolare i capitoli III e IV di cui è autrice l'avvocato Francesca Tommasei, della collana "Disposizioni fiscali 2022" edita da Ad Maiora, concentra la propria attenzione su tutti gli aspetti involgenti i controlli automatizzati di cui agli artt. 36 bis e 36-ter del D.P.R. n. 600/1973. 

Come dovrebbe comportarsi un soggetto che riceve una cartella di pagamento a seguito di controllo automatizzato ex art. 36-bis o ex art. 36-ter D.P.R. n. 600/1973?

Sicuramente una delle prime cose da verificare è se l’agente riscossore ha notificato la cartella di pagamento nei termini di decadenza previsti dalla Legge ed in particolare dall’art. 25 D.P.R. n. 602/1973 che disciplina propri i termini entro cui l’agente della riscossione deve esercitare il proprio potere riscossivo. In particolare la cartella di pagamento emessa ai sensi dell’art. 36-bis D.P.R. n. 602/1973 dovrà essere notificata, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione. Invece, la cartella emessa ai sensi dell’art. 36-ter D.P.R. n. 602/1973 dovrà essere notificata al debitore entro e non oltre il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione. Tali termini sono perentori e la loro inosservanza comporta la nullità della cartella di pagamento.

È ammissibile la notifica della cartella di pagamento ex art. 36-bis D.P.R. n. 602/1973 alle società di comodo?

La risposta a tale quesito è senz’altro negativa ed è stata recentemente confermata dalla Suprema Corte di Cassazione che con Ordinanza 29 dicembre 2021, n. 41840 ha ribadito l’impossibilità di emettere direttamente la cartella di pagamento a seguito di controllo automatizzato in quanto incompatibile con la singola e specifica fattispecie che necessita della sussistenza di un vero e proprio avviso di accertamento. La Corte ha così chiarito che in materia di società di comodo, l’Amministrazione finanziaria non può emettere la cartella ex art. 36-bis D.P.R. n. 600/1973, ammissibile solo se fondata su un controllo meramente cartolare, per l’importo indicato dal contribuente quale risultato del test di operatività, atteso che i parametri di cui all’art. 30 L. n. 724/1994 (nel testo risultante dalle modifiche apportategli dal D.L n. 223/2006, art. conv., con modif., dalla L. n. 248/2006) non rappresentano il reddito effettivamente percepito, ma dati presuntivi, il cui mancato raggiungimento costituisce, salva la prova contraria, un elemento sintomatico della natura non operativa della società. Difatti, si è rimarcato che l’emissione della cartella di pagamento a seguito di controllo automatizzato ex art. 36-bis, cit., è ammissibile solo se l’importo scaturisca da un controllo meramente formale dei dati forniti dallo stesso contribuente o da una mera correzione di errori materiali o di calcolo, ma non quando, come nel caso in esame, presuppone la risoluzione di questioni giuridiche.

Ringrazio sentitamente il Dott. Marco Ligrani, curatore della Collana “Disposizioni Fiscali 2022” insieme al Dott. Fabio Mitolo e ovviamente, la casa editrice Ad Maiora che sostenuto l’intera opera e per avermi concesso l’opportunità di prendere parte a questa emozionante esperienza che spero si ripeta.

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