La lentezza della burocrazia: i danni provocati alla giustizia

Il volume “Mediazione e conciliazione, negoziazione assistita, arbitrato e O.D.R.”, edito da Ad Maiora e scritto dall’avvocato Damiano Marinelli, fornisce strumenti ormai indispensabili agli operatori del diritto

Ad Maiora Live Professioni
Trani - martedì 16 novembre 2021
Damiano Marinelli
Damiano Marinelli © TraniLive

La mediazione e le forme di risoluzione alternativa alle controversie al di fuori del tribunale possono diminuire i casi pendenti. Il manuale “Mediazione e conciliazione, negoziazione assistita, arbitrato e O.D.R.”, scritto dal prof. Damiano Marinelli, avvocato cassazionista, arbitro, già docente universitario presso le Università di Siena, Firenze, Padova ed E-campus e Presidente dell’Associazione Legali Italiani, comprende le varie modalità di utilizzo di questi strumenti alternativi, tra cui quelli meno conosciuti rispetto ai paesi anglosassoni che invece li utilizzano con maggiore regolarità.

Avvocato Marinelli, il sistema giuridico presenta tempi a volte biblici nella discussione di controversie, e questo accade soprattutto nelle cause afferenti al diritto civile. Esiste una soluzione?

Tra i molteplici problemi che arrecano danni e pregiudizi alla ordinaria amministrazione della giustizia v’è, senza alcun dubbio, l’involontario e il consolidato squilibrio tra la domanda/pretesa e la risposta/sentenza. L’inflazione del contenzioso ha inevitabilmente prodotto un dilatamento dei tempi processuali nel quale è affiorata e si è diffusa quella sensazione d’incertezza del diritto, nelle cui more, l’esercizio di quest’ultimo, si trova ingessato. Negli ultimi 10 anni sono emerse diverse tecniche alternative di risoluzione delle dispute. Questi strumenti devono essere necessariamente utilizzati per andare in giudizio, per diminuire i casi pendenti, sono preziosi anche per risolvere questioni al di fuori del loro valore economico.

Nel dettaglio, in cosa consistono questi strumenti alternativi?

Fra le novità proprio l’implementazione maggiore delle forme di mediazione e di alternative dispute resolution (ADR) e di arbitrato. Di fatto quindi sono strumenti già utilizzati in maniera importante e saranno sempre più utilizzati. Utilizzare questi strumenti permette alle parti di rimanere proprietarie del risultato e quindi trovare un accordo tra le parti attraverso terzi. Alcune volte questi strumenti aggiudicativi simili al giudicato, quindi ad una sentenza, dove c’è un terzo che decide.

Quali tempi ci sono per far sì che questi strumenti possano trovare una effettiva applicazione nei tribunali?

Ci sono e ci saranno varie modifiche nel tempo perché, nell’ambito delle novità legislative, a partire da oggi e fino al 2025/2026, una delle novità sarà quella della riforma del diritto di procedura civile. Non si tratta di una procedura rapida e di immediata applicazione, ma è un bel segnale di cambiamento. Culture giuridiche diverse e lontane dalla nostra, durante la seconda metà del secolo scorso, hanno elaborato e introdotto nei propri ordinamenti alcune tecniche alternative di risoluzione delle dispute, attraverso le quali viene affidato all’abilità di un terzo o alle diplomazie dei procuratori delle parti l’incarico di individuare un accordo che escluda l’incardinamento di un giudizio. Presto diventerà una prassi diffusa anche nel nostro Paese. In Italia, un decennio fa, tale principio è stato accolto con diffidenza, tant’è che diversi sono stati gli sforzi del Legislatore volti a incentivare e a sfruttare le effettive potenzialità dello strumento alternativo alla giustizia, capace di favorire in concreto l’indirizzo deflattivo del processo. Sforzi e iniziative che ancora oggi rappresentano una grande fetta delle linee programmatiche presentate dal Ministro della Giustizia, 

Quali innovazioni porta il volume “Mediazione e conciliazione, negoziazione assistita, arbitrato e O.D.R.” nella panoramica delle pubblicazioni per i professionisti?

La particolarità e l’importanza di questo volume sta nell’affrontare un argomento inizialmente poco conosciuto dagli operatori del diritto e molto mutevole, poichè molto nuovo e ancora poco poco conosciuto e applicato. Si tratta di un argomento sottoposto ad un innumerevole quantitativo di novità, applicate molto più di frequente rispetto ad altro tipo di argomenti.Istituti come la negoziazione assistita, la mediazione e la conciliazione trovano una disciplina crescente, spesso vincolante, le cui modalità di espletamento on line si adeguano perfettamente ai tempi e alle esigenze dettate dalla vita e dalla professione quotidiane. L’Opera approfondisce anche il dettato del titolo VIII del libro IV del codice di procedura civile, cioè le opportunità di ricorrere all’arbitrato e l’incidenza del lodo sulle parti.

Il suo libro è stato pubblicato dalla Ad Maiora, com'è iniziata e come considera la sua collaborazione con la casa editrice di Trani? 

Il rapporto con Giuseppe Pierro e i suoi validi collaboratori è nato ormai quasi quindici anni fa, mi hanno subito chiesto se avessi voglia di collaborare e sono stato felice di farlo per la voglia e l’interesse dell’editore nel realizzare un prodotto di qualità, e per l’innovazione nelle modalità di presentazione. Abbiamo realizzato il primo manuale sul diritto di famiglia e dato poi vita alla prima rivista di famiglia, diversa dalle altre. Non si tratta di una rivista che parla di solo diritto privato, il tema viene raccontato analizzando la parte pedagogica e psicologica delle questioni, differenziandosi molto da tutte le altre pubblicazioni del genere. Ritengo l’incontro con Ad Maiora edizioni un evento fortunato che negli anni ha dato frutti interessanti e continuerà a dare linee editoriali innovative per il futuro.

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I commenti degli utenti
  • franco ha scritto il 07 dicembre 2021 alle 17:01 :

    premesso che la funzione di giustizia in senso stretto, a mio parere, deve riflettere soltanto la funzione "civile" del ramo. in quanto per il PENALE credo sia più che naturale l'intervento necessario dello Stato contro il commettere dei reati:_ pertanto a partire dal Giudizio Civile sono ormai anni ed anni che si TENTA-senza alcuna fortuna- di snellire l'elefantiaco processo civile e la sua durata "ultradecennale".si ha notizia -sempre oltremodo spesso- che l'Europa continua a condannare l'ITALIA Per la LENTEZZA delle decisioni. e che ne ricaviamo ? soltanto rimproveri e spese che NOI CITTADINI paghiamo. sarebbe ora egregio prof: che si dica la realtà? e cioè che gli avvocati in maggioranza NON aderiscono volentieri a qualsiasi riforma se non a denti stretti con gaudio dei Magistrati Rispondi a franco

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