Azione revocatoria semplificata: una nuova tutela per il creditore

L'intervista all'avv. Alfonso Cerrato, autore della monografia "L'azione revocatoria semplificata" edita dalla casa editrice Ad Maiora

Ad Maiora Live Professioni
Trani - martedì 21 settembre 2021
Avv. Alfonso Cerrato
Avv. Alfonso Cerrato © TraniLive

Con il Decreto Legge n. 83 del 27 giugno 2015, che ha ad oggetto l'introduzione di misure urgenti in materia fallimentare, civile e processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell'amministrazione giudiziaria, è stato introdotto l’art. 2929 bis del codice civile, il quale prevede che beni mobili e immobili registrati possono essere oggetto di esecuzione forzata anche se sottoposti a vincolo di indisponibilità o se oggetto di alienazione a titolo gratuito, quando il vincolo o l’alienazione siano successivi all’insorgere del credito ed a condizione che il pignoramento venga trascritto entro un anno dalla trascrizione del vincolo o dell’alienazione. Uno strumento che ha lo scopo di eliminare tutti quei tentativi tesi a far scivolare il patrimonio del debitore fuori dalla portata del creditore. Abbiamo affrontato la tematica con Alfonso Cerrato, avvocato del Foro di Roma e Dottore di ricerca in Diritto processuale civile presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università "La Sapienza”, autore della monografia "L'azione revocatoria semplificata" edita dalla casa editrice Ad Maiora.
 

Avvocato Cerrato, quali sono i rimedi previsti dall’ordinamento giuridico italiano qualora il debitore si spogli fraudolentemente dei propri beni allo scopo di sottrarre garanzie al creditore?

I principali rimedi giurisdizionali predisposti dall’ordinamento giuridico italiano al fine di “garantire” il rispetto del principio della “responsabilità patrimoniale generica del debitore” consacrato all’interno del comma 1 ° dell’art. 2740 c.c. in forza del quale: <<il debitore risponde dell’adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri>>, qualora il debitore si spogli fraudolentemente dei propri beni allo scopo di sottrarre garanzie al creditore sono rinvenibili:

a) nell’azione revocatoria ordinaria meglio conosciuta come Actio Pauliana disciplinata dagli artt. 2901 – 2094 c.c.;

b) nell’innovativa azione revocatoria semplificata di cui al nuovo art. 2929 – bis. c.c. introdotto nel 2015 e rimodellato nel 2016;

c) nel sequestro conservativo previsto dagli artt. 2905 e 2906 c.c. e disciplinato - alla luce del rinvio effettuato dal cit. art. 2905 – dall’art. 671 c.p.c.;

infine

d) anche nell’azione surrogatoria ex art. 2900 c.c.
 

Quali le situazioni in cui può essere esperita l’azione revocatoria ordinaria?

Le situazioni in cui è esperibile l’azione revocatoria ordinaria (Actio Pauliana) che permette al creditore di ottenere – in caso di accoglimento – dall’autorità giudiziaria adita, una pronuncia dichiarativa dell’inefficacia degli atti di disposizione patrimoniale posti in essere dal debitore stesso al fine di arrecare pregiudizio alle sue ragioni, sono rinvenibili nei due punti del comma 1 ° dell’art. 2901 c.c.:

a) la presenza di un debitore che ha la consapevolezza del pregiudizio che con il suo atto di disposizione patrimoniale arrecava alle ragioni del creditore (cd. scientia fraudis), ovvero, nel caso di atto anteriore al sorgere del credito, che l’atto di disposizione patrimoniale fosse dolosamente preordinato al fine di arrecare pregiudizio al soddisfacimento del credito;

b) nell’ipotesi di atti di disposizione patrimoniale “a titolo oneroso” (cioè in cui il debitore ottiene un corrispettivo dal terzo con cui negozia) che quest’ultimo fosse consapevole del pregiudizio che tale atto del debitore arrecava al creditore, ovvero, nel caso di atto dispositivo anteriore al sorgere del credito, che il terzo fosse partecipe con il debitore alla dolosa preordinazione (cd. consilium fraudis).


Quale, invece, le novità più rilevanti introdotte con l’azione revocatoria semplificata?

Le principali novità introdotte nel 2015 – 2016 con l’azione revocatoria semplificata ex art. 2929 – bis. c.c. che la rendono più efficace rispetto alla già ottima azione revocatoria ordinaria del 1942 sono tre:

a) essendo “alternativa” all’Actio Pauliana non si surroga a quest’ultima, anzi essendo esperibile anche assieme ad essa è in grado di “coesistere” con la medesima;

b) sul piano degli effetti caducatori (d’inefficacia) l’azione revocatoria semplificata rispetto all’azione ordinaria è in grado di rendere inefficacia un maggior numero di atti dispositivi, basti pensare che tramite la nuova azione sono aggredibili - purché sussistano i requisiti previsti dal più volte cit. art. 2929 – bis. c.c. – un maggior numero di atti dispositivi del debitore, come ad esempio: le alienazioni, gratuite, i vincoli di indisponibilità ed i trusts;

c) sul piano temporale mentre l’azione revocatoria ordinaria è soggetta ad un termine di “prescrizione quinquennale” ex art. 2903 c.c. decorrente da quando è stato posto in essere l’atto dispositivo fraudolento, mentre, l’azione revocatoria semplificata è soggetta ad un termine di “decadenza annuale” decorrente dalla trascrizione dell’atto di pignoramento previamente notificato alla luce del combinato disposto degli artt. 2693 c.c. e 555 c.p.c.
 

In cosa si differenzia il sequestro conservativo che il creditore può chiedere al giudice?

Il sequestro conservativo quale mezzo di garanzia della conservazione patrimoniale ex arrt. 2905 e 2906 c.c. e regolamentato - sul piano attuativo - dalla disciplina contenuta nell’art. 671 c.p.c. come tutti i sequestri quali provvedimenti d’urgenza richiedono i due presupposti d’ammissibilità del fumus boni juris = consistente nell’apparente esistenza di un credito di somme di denaro o di una quantità di cose fungibili; e nel periculum in mora = consistente nel fondato timore di perdere la garanzia generica del credito, che come detto consiste alla luce dell’art. 2740 c.c. in tutti i beni presenti e futuri costituenti il patrimonio del debitore, cosicchè da creare sui beni oggetto dell’atto dispositivo fraudolento del debitore un vincolo di indisponibilità, sulla falsariga del pignoramento (difatti il sequestro conservativo è concepito come una sorta di pignoramento anticipato). Una volta che il creditore sequestrante avrà ottenuto la sentenza di condanna del debitore il sequetro conservativo si converte in pignoramento, e se nel frattempo il debitore avesse alienato a terzi il bene sequestrato – come previsto per i beni pignorati – l’alienazione come qualsiasi atti di disposizione sarà inefficace nei confronti del creditore – sequestrante (come avviene per il creditore – pignorante), e pertanto sarà nei suoi riguardi innoppobile, conseguente il creditore – sequestrante una volta ottenuta la sentenza di condanna del proprio debitore come il creditore – pignorante potrà presentare l’istanza di vendita forzata del bene come se fosse ancora presente nel patrimonio del proprio debitore.

Sulla scorta di quanto appena dissertato ora ed in precedenza, ben si comprende come invece l’azione revocatoria semplificata ex art. 2929 – bis. c.c. rispetto al sequestro conservativo abbia un meccanismo meno complesso sul piano procedurale molto più breve sul piano temporale nonostante sia sempre un giudizio di cognizione ordinaria.


Qual è il suo rapporto con la casa editrice Ad Maiora?

E’ dal 2010 che collaboro con molte case editrici giuridiche e con AD MAIORA inizialmente collaborai per una rivista telematica e per opere collettanee, ma grazie alla Collana Linee evolutive del diritto ho avuto la possibilità di cimentarmi come singolo autore di opere monografiche in cui ho trattato due temi di grande attualità come L’azione di classe e L’azione revocatoria semplificata. Pertanto il rapporto con AD MAIORA è di ottima collaborazione, e difatti per l’inizio dell’anno nuovo dovrei riuscire anche a pubblicare un mio manuale su un tema attinente alla nuova crisi d’impresa e dell’insolvenza.

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