Edilizia: l'importanza dell'adeguamento antisismico

L'architetto Emanuel Acciarito: "Il bonus fiscale è una grande opportunità da cogliere per la tutela della vita dell'uomo"

Ad Maiora Live Professioni
Trani - martedì 24 agosto 2021
Emanuel Acciarito
Emanuel Acciarito © n.c.

I terremoti che hanno colpito l'Italia negli scorsi anni, dall’Aquila all’Emilia, fino al Centro Italia, hanno evidenziato la fragilità del territorio e del suo patrimonio edilizio. Gran parte degli edifici esistenti è vetusto, si tratta quindi di fabbricati che non sono in grado di resistere alle sollecitazioni provocate dai sismi. L’edilizia antisismica ha lo scopo di costruire e ristrutturare gli edifici tenendo conto proprio del rischio sismico, in modo da renderli sicuri anche in caso di eventi come i terremoti. La normativa antisismica è disciplinata dal Decreto del Ministero delle Infrastrutture del 14 gennaio 2008, che definisce sia i provvedimenti relativi alla progettazione dei nuovi edifici, sia quelli relativi agli edifici esistenti che devono essere sottoposti ad adeguamento antisismico. Si tratta di interventi che modificano gli edifici per renderli più resistenti all’azione sismica, cioè al movimento del terreno provocato dal terremoto. 

Il Decreto Rilancio prevede una serie di misure fiscali maggiorate al 110% per l’efficientamento energetico (ecobonus) e la messa in sicurezza sismica degli edifici (sismabonus). Migliorare la classe energetica della casa e prevenire da eventuali danni sismici, significa risparmiare notevolmente sui costi dei consumi, ma anche migliorare le condizioni dell’ambiente. Ne abbiamo parlato con l'architetto Emanuel Acciarito, autore del manuale "Geotecnica sismica per la progettazione dell'architettura" edito dalla casa editrice Ad Maiora.

 

 

Architetto Acciarito, nel suo manuale si parla di progetti nell'ambito dell'architettura antisismica. Sappiamo che tra le possibilità a disposizione del cittadino per usufruire del bonus fiscale 2021 ci sono anche gli interventi di edilizia antisismica che prevedono detrazioni fiscali da un minimo del 50% fino ad un massimo dell'80%. Si parla spessissimo di efficientamento energetico, meno di interventi antisismici. Ma quanto è importante effettuare questo genere di lavori sulle nuove costruzioni?

È importantissimo. Così come è importante promuoverne il concetto base dell’intervento di messa in sicurezza del patrimonio architettonico esistente. Dobbiamo considerare che quasi tutto il territorio italiano è costituito da centri urbani costruiti quando ancora non si teneva conto dell’interazione che c’è tra il costruito e il fenomeno sismico e di quanto questo fosse seriamente pericoloso per la vita delle persone. L’incentivo del bonus è una grande opportunità che va colta con la stessa importanza sia in ambito di efficientamento energetico che in quello antisismico, perché in entrambi i casi lo si fa per tutelare sia la vita dell’uomo che quella della stessa terra, che fin quando riusciremo a tenere sana avremo ancora una speranza nel tenere sana anche quella dell’uomo.

Sappiamo anche che il bonus prevede soglie differenti in base alle classi di rischio sismico. In una regione come la Puglia, in cui le zone ad alto rischio sismico si concentrano soprattutto tra Gargano e al confine con il Molise, cosa consiglia di fare? È opportuno eseguire comunque dei lavori di messa in sicurezza su strutture preesistenti?

L’Italia è uno dei Paesi a maggiore rischio sismico del Mediterraneo per la frequenza dei terremoti che hanno storicamente interessato il suo territorio. Pertanto, ad oggi non possiamo dire che ci sia un territorio italiano meno vulnerabile dell’altro perché la pericolosità esiste e non va mai dimenticato che potrebbe essere terribilmente la causa di una ferita difficilmente guaribile in poco tempo. E’ per questo che bisogna intervenire su tutto il patrimonio architettonico e artistico del territorio italiano senza più nessuna distinzione di classe, a fronte di una tutela che sappia invece avere fin da principio una visione lungimirante più coesa e attenta a mettere in sicurezza con interventi mirati tutto il territorio italiano. La Puglia è una terra bellissima ma anche molto fragile. Pertanto va protetta e tutelata all’interno di un più ampio progetto territoriale attraverso interventi mirati alla messa in sicurezza innanzitutto del suo vecchio patrimonio architettonico. 

Lei si occupa tra le altre cose di geotecnica. Pensa sia una disciplina che può essere utile a studiare e prevenire le reazioni del terreno sottoposto a sollecitazioni dettate dalla mano dell'uomo e da fenomeni naturali sempre più violenti quali conseguenze del cambiamento climatico in corso?

Senza dubbio sì. Ho scritto questo libro proprio con l’intento di sensibilizzare sempre più professionisti e cittadini a questa disciplina, non tanto con l’intento di divulgarne totalmente l’aspetto scientifico del calcolo necessario per dare una dimensione opportuna alla struttura da realizzare, quanto più per offrire una visione dell’opera anche oltre quella linea di sezione che nasconde una parte di opera non meno importante e bella da quella visibile ad occhio nudo. Avere una visione dell’opera da capo a piedi, anche lì dove non arriva subito l’occhio umano, è importante per iniziare a tutelare e rispettare quella parte di terreno che in qualche maniera sarà da lì a poco la culla eterna della radice di quella opera di architettonica che quel territorio andrà a rappresentare.

Nel suo lavoro si interfaccia quotidianamente con diverse professionalità che devono necessariamente lavorare in sinergia. Pensa che la rete di professionisti possa potenziarsi ancora di più? E in quale modo?

Il poter dialogare apertamente in un salotto culturale tra diversi professionisti, è senza ombra di dubbio una ottima scuola per continuare a formarsi nel campo in cui si opera. Aprire le opere di questo salotto per far continuare questo dialogo tra la gente con la quale professionalmente ogni professionista dovrà confrontare nel mondo del lavoro è senza dubbio la cosa più intelligente che in questa fase storica di perdita di equilibrio tra la natura e l’uomo deve essere maggiormente coltivata. E’ per questo motivo che in un certo senso questo lavoro è proteso a far dialogare sempre di più la figura del geologo, quella del geometra, quella dell’ingegnere, quella del geotecnico e infine quella dell’architetto perché penso che solo attraverso una sola voce chiara e semplice, e allo stesso tempo diretta, si potrebbe riuscire a fare maggiormente leva sulla sensibilità della gente di fronte ad un progetto che ha come intento quello della realizzazione di una costruzione su uno specifico territorio.

Come nasce il suo rapporto con la casa editrice Ad Maiora? 

Per l’ottimo lavoro di una delle ragazze addette alle vendite dei manuali della stessa casa editrice di cui io ero già cliente. Pertanto, potrei dire che sia stato un puro caso, ma di fatto non lo è stato. Perché alla fine del 2019, io stavo cercando già una casa editrice con la quale iniziare una collaborazione, e la brava ragazza, che purtroppo non ricordo il nome, seppe raccogliere il mio appello, che come un messaggio lasciato in una bottiglia di vetro lanciata in un grande oceano in cerca di una speranza, lo ha traghettato lì dove doveva arrivare, non ignorando la mia richiesta di fronte ad una vendita che lei in quel momento doveva in qualche modo coltivare con il suo cliente. Grazie a quella ragazza, oggi posso dire di aver avuto una opportunità molto importante, e grazie alla dott.ssa Giovanna Damore, che raccolse quel messaggio, ho avuto concretamente una occasione più unica che rara. Spero di poter coltivare nel tempo questo rapporto, perché mi sono trovato benissimo a lavorare con lei e con tutto il resto della squadra della casa editrice Ad Maiora, che di fatto oggi con questo progetto mi sta tenendo a battesimo proprio in questo mondo editoriale che speravo tanto di poterne entrare a far parte con una pubblicazione direttamente firmata da me.

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