Imprese e Covid: l'impatto e le prospettive di ripresa

Il dottore commercialista Fabio Mitolo, autore della collana "Disposizioni Fiscali 2021" edita da Ad Maiora, fa una panoramica sull'impatto dell’emergenza sanitaria sul tessuto economico italiano

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Trani - giovedì 11 marzo 2021
Fabio Mitolo, autore della collana "Disposizioni Fiscali 2021" edita da Ad Maiora
Fabio Mitolo, autore della collana "Disposizioni Fiscali 2021" edita da Ad Maiora © TraniLive

La pandemia da Covid-19 e le restrizioni imposte per arginarla hanno avuto un profondo impatto sul sistema produttivo italiano. Secondo ultime indagini Istat, tra giugno e ottobre scorsi, circa due terzi delle imprese del territorio ha subìto significative riduzioni di fatturato per effetto della contrazione della produzione industriale, della chiusura di interi settori dei servizi e della drastica riduzione dei consumi.

Il dottore commercialista Fabio Mitolo, autore della collana "Disposizioni Fiscali 2021" edita da Ad Maiora, approfondisce la situazione delle imprese italiane ad un anno dalla crisi sanitaria che ha impattato l’economia generale.


La pandemia ha inciso sull'economia generale e sulle piccole e medie imprese. Mai come ora ci si è resi conto della necessità di una riforma fiscale da attuare in tempi brevissimi. Quali sono state le conseguenze sulle piccole e media imprese, anche a seguito degli aiuti messi in atto dal Governo?

La pandemia ha avuto un impatto a livello generale. Per quanto riguarda il tessuto economico italiano, costituito per lo più da piccole e medie imprese, più che chiarire come la pandemia ha inciso su di esse, considererei le conseguenze e gli effetti sull’economia italiana a seguito delle misure prese per contrastare il diffondersi virus. Le piccole e medie imprese sono arrivate impreparate ad inizio pandemia, una politica economica blanda, accompagnata da una legislazione fiscale non sempre perequativa hanno fatto sì che le imprese italiane (non tutte ovviamente) nel tempo non abbiano avuto modo di crearsi solide basi; è bastato il primo mese di restrizioni, infatti, affinché le imprese avessero già crisi di liquidità. Come categoria, noi commercialisti non abbiamo potuto che seguire in maniera molto scrupolosa la clientela man mano che si andavano delineando misure a sostegno delle imprese, misure purtroppo a volte accompagnate da proclami che hanno creato un po’ di scompiglio agli addetti ai lavori. Molteplici sono state le misure adottate dal Governo con i vari decreti, si è passati dalla sospensione dei versamenti ai ristori alle imprese, dai crediti d’imposta sui fitti sino a misure legate a sostegno dell’occupazione. Come accennato in precedenza, in Italia abbiamo avuto negli ultimi anni un legislatore fiscale più attento alle entrate intese come quantità, che alle entrate intese come capacità contributiva del contribuente. Sicuramente c’è necessità di una riforma fiscale, il Governo precedente aveva iniziato a predisporre un indirizzo generale sul fisco del futuro, ma allo stato attuale ovviamente nulla si potrà fare. Compito del nuovo Governo una riforma fiscale, ma che deve essere fatta con l’ausilio delle parti coinvolte, una fra tutte con rappresentanti della nostra categoria, professionalità in grado di capire le esigenze e le particolarità del tessuto imprenditoriale del nostro paese.


Con la pandemia che avanza, il nuovo Governo sarà costretto a replicare, in gran parte, le misure già utilizzate fin qui, dai ristori alla sospensione dei versamenti ed altre agevolazioni.

Sicuramente, e la legge di bilancio ne è una conferma. La legge 178/2020 ha, infatti, seguito la scia dei decreti emanati nel corso dell’anno 2020, si è passati dalla conferma di agevolazioni per gli anni futuri ad integrazioni e/o modifiche di quanto già legiferato, si veda ad esempio la disciplina iva in tema di vaccini e strumentazione legata alla diagnostica di cui al comma 453 dell’art. 1 della legge di bilancio, comma che è intervenuto su quanto già definito nel decreto 34/2020 . Sono state introdotte misure a sostegno delle aziende per quanto l’assunzione di lavoratori e anche a sostegno degli autonomi come ad esempio la ISCRO di al comma 386 dell’art.1 della legge di bilancio.È in dirittura di arrivo l’emanazione del prossimo decreto (decreto sostegni) che, secondo le prime bozze ormai in circolazione, sarà incentrato su contributi alle aziende, in buona sostanza con la stessa logica dei decreti precedenti ma partendo da dati differenti, e su una dilatazione e/o stralcio dei debiti verso erario e istituti previdenziali ed assistenziali.
 

Tutto il sistema, dalle istituzioni alle imprese, ha lavorato in questi mesi per costruire un percorso di regole che potesse gestire con equilibrio l’impatto stravolgente della crisi finanziaria ed economica che ne sarebbe derivata. Crede che le imprese pagheranno due volte il prezzo della crisi Covid?

Le imprese hanno subito già abbastanza. Le imprese potrebbero pagare per due volte l’incertezza di proseguire le attività in uno scenario delineato da divieti e limitazioni all’esercizio della stessa. Ritengo, invece, capire come e quando il Governo, tramite le sue articolazioni, tenterà di ricevere quanto erogato a seguito di controlli, sia sulle misure adottate eventualmente non spettanti, sia su quelli derivanti dalla normale attività di controllo.
 

Quali gli effetti sui bilanci 2020?

Noi commercialisti abbiamo ormai già in elaborazione i dati dell’esercizio testé trascorso. Certo, ci sono imprese che hanno visto aumentare i fatturati, ma la situazione generale è di un decremento degli utili a cui farà da eco un minor introito nelle casse erariali. Per contenere gli effetti delle perdite derivanti dall’applicazione degli articoli del codice civile, è intervenuto inizialmente il decreto 23/2020 con l’art. 124 che ne ha sospeso l’applicabilità, salvo essere poi rivisto e reso più organico dall’art. 6 della legge bilancio. In buona sostanza le perdite maturate nel corso dell’esercizio 2020 (qualora coincidente con l’anno solare) posso essere ripianate nell’arco di cinque anni, dopo si entrerà nelle more di quanto previsto dagli art. del Codice Civile.
 

La sua esperienza con la casa editrice Ad Maiora

Il rapporto con la casa editrice Ad Maiora ed in particolare con il dott. Pierro è ottimo, basato su una stima reciproca sia dal punto di vista umano che professionale. Era l’inverno dell’anno 2017 quando ad un incontro per una consulenza ho avuto il piacere di conoscere Giuseppe. Sinceramente sono bastati pochi minuti per entrare in sintonia ed iniziare una collaborazione i cui frutti si sono visti con la pubblicazione del primo testo nel mese di gennaio 2018.

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