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Centrodestra verso Trani2020: niente primarie, cinque sigle, candidato con vincolo di mandato

Raimondo Lima (Fdi) commenta: "Ho chiesto io che fosse inserita la clausola del “vincolo di mandato”. Negli ultimi anni abbiamo assistito a continui cambi di schieramento e tradimenti del mandato elettorale"

Politica
Trani domenica 24 novembre 2019
di La Redazione
Comune di Trani
Comune di Trani © TraniLive.it

"Le sottoscritte forze politiche, in vista delle prossime competizioni elettorali della primavera 2020, si impegnano a presentare un progetto unitario alternativo all’amministrazione di centrosinistra uscente. La concomitanza con le elezioni regionali, impone, a maggior ragione, una scelta coerente con gli schieramenti in campo, pur nella consapevolezza di creare condizioni di allargamento esteso ad altre liste civiche ed associazioni che esprimano la volontà di condividere programmi da realizzare per un reale cambiamento della città di Trani, corrispondente alle esigenze dei cittadini".

Così scrivono i segretari cittadini di Fratelli d'Italia, Luigi Simone; Forza Italia, Alfonso Mangione; Lega, Nicola Giorgino; Cambiamo, Sabino Antonino; Trani Libera, Francesco Altamura. "In quest’ottica, i partiti sottoscrittori di questo documento, dopo aver individuato il perimetro di appartenenza alla “Coalizione dei Tranesi”, procederanno ai criteri di sintesi migliori per la scelta del candidato sindaco per la prossima sfida elettorale. I segretari e rappresentanti delle liste, a prescindere dal risultato, si impegnano a far firmare ai propri candidati un “vincolo di mandato” che impedisca, nel corso dei cinque anni, i famigerati “cambi di casacca” che hanno tristemente contraddistinto, negli ultimi anni, l’agone politico".

Raimondo Lima (Fdi) commenta: "Ho chiesto io che fosse inserita la clausola del “vincolo di mandato”. Negli ultimi anni abbiamo assistito a continui cambi di schieramento e tradimenti del mandato elettorale. Quanti consiglieri sono stati eletti all’opposizione e sono diventati parti integrante della maggioranza? Se vieni eletto in uno schieramento, lí devi restare. Altrimenti meglio dimettersi. È ora di dire basta".

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I commenti degli utenti
  • Franco ha scritto il 25 novembre 2019 alle 10:30 :

    L'eletto risponde a chi lo ha votato, ci mancherebbe che rispondesse solo al partito che lo ha candidato. Sarebbe la dittatura dei partiti, del capo politico o del capo comico (figure che in alcuni casi coincidono. Rispondi a Franco

  • salvatore di gennaro ha scritto il 25 novembre 2019 alle 06:17 :

    Gentile Maria, se un militante di un certo partito vota un candidato di quel partito, si aspetta che tale candidato segua gli indirizzi di quel dato partito. Uno che abjura, non tradisce solo il partito, ma innanzitutto l'elettore che l'ha votato. Ho volutamente "allitterato". Riguardo al referendum, se nella seconda votazione di entrambe le Camere, finalizzata alla revisione della stessa, si raggiungono i 2/3 dei votanti, il referendum non è necessario. Cordialità. Rispondi a salvatore di gennaro

    Maria P. ha scritto il 25 novembre 2019 alle 09:55 :

    Informati bene, i 2/3 non sono stati raggiunti quando richiesto e quindi ci sono 90 giorni per chiedere un referendum popolare sulla modifica della Costituzione rappresentata dal taglio dei parlamentari che è legge approvata,ma non promulgata. Anche TraniLive ha dato notizia della raccolta firme presso l'Ufficio elettorale del Comune. È il popolo a decidere sulla Costituzione anche se periodicamente qualcuno ci prova. Salvo poi uscirne con le ossa rotte, come nel referendum del 2016. Rispondi a Maria P.

  • Marco ha scritto il 25 novembre 2019 alle 00:20 :

    Imporre a un candidato o a un eletto dal popolo (non dal partito che lo candida) un vincolo di mandato sarebbe un reato penale perseguibile per legge. Rispondi a Marco

  • Umberto Galassi ha scritto il 24 novembre 2019 alle 20:26 :

    L'articolo 67 della COSTITUZIONE prevede che deputati e senatori non abbiano vincolo di mandato. L'obbligo richiesto a Trani mi sembra una forzatura antidemocratica e comunque non avrebbe, secondo me, nessun valore giuridico e chi vorra' "cambiare casacca" lo fara' tranquillamente. Grazie. Rispondi a Umberto Galassi

  • salvatore di gennaro ha scritto il 24 novembre 2019 alle 13:48 :

    Complimenti a Raimondo. In effetti l'art. 67 Cost. è una vera vergogna: se non fosse stato creato quasi subito dopo la fine del Fascismo, e quindi è stato un incontenibile e liberatorio panegirico alla libertà conquistata, non si sarebbero mai sognati di inventare una cosa che ha permesso nascessero 65 governi in settant'anni di repubblica, al posto dei 14 previsti. Ora spererei che con tale saggia decisione, la periferia politica riesca ad influenzare anche quella centrale, per cercare di abolire quell'articolo. Comunque temo che, chi deciderà qui di cambiare casacca, lo farà ugualmente, appellandosi all'incostituzionalità di quella clausola. Rispondi a salvatore di gennaro

    Maria P. ha scritto il 24 novembre 2019 alle 18:50 :

    Questa è la tesi di chi vuol legare i parlamentari e gli eletti non ai loro elettori ma al partito che li candida. Sfortunatamente per loro la Costituzione non lo prevede e quindi dovranno provare a cambiare la Costituzione (non con le chiacchiere sui giornali online) e passare attraverso un referendum. E Renzi si sta ancora leccando le ferite per quello del 2016. Rispondi a Maria P.

  • Franco ha scritto il 24 novembre 2019 alle 12:21 :

    Un sedicente "vincolo di mandato" al pari di quello della penale sottoscritta dai candidati 5 Stelle non ha alcun valore Anzi sarebbe una forma di pressione illegittima. Rispondi a Franco