Recensione

Metti una festa della Poesia a Teatro: Lo Verso e la prima orchestra di piante

La Poesia si specchia, come Narciso, in un pozzo d'acqua che pare esser innamorato in ugual misura di sé ma resta un amore irraggiungibile

Cultura
Trani domenica 13 gennaio 2019
di Donato De Ceglie
Enrico Loverso, Metamorfosi
Enrico Loverso, Metamorfosi © Tranilive.it

Una grande festa patronale pagana, dove tutto è messo in scena con grande cura. La statuaria arte di una talentuosa e giovanissima pianista, le luminarie classiche della sagra a colorare il palco, un mercato di fiori e piante armonicamente disposti, una ballerina con una gonna in tulle ed infine il gran sacerdote vestito di bianco che porta in scena la festeggiata: la Poesia.

La rassegna Metti un libro a Teatro, organizzata dalla Ergo Sum Produzioni, presso il Teatro Impero, inizia con i miti e le parole di Ovidio sgorganti dalla canuta barba di Enrico Lo verso, interprete dello spettacolo Metamorfosi, con la regia di Alessandra Pizzi. Quello che stupisce subito la platea è quel giardino botanico dal quale spunta un ragazzo, capelli raccolti in un codino, barba lunga e scura. È Edoardo Taori, cofounder con Federica Zizzari del progetto Plants Play. Ciclamini, orchidee, piante filiforme o succulente, posizionate su un lato del palco come se fosse un piccolo mercato. Invece ad ogni singola pianta sono collegati degli elettrodi che trasmettono ad un'applicazione i suoni "percepiti" dalle piante trasformandole in strumenti per un'orchestra vegetale che accompagna tutto lo spettacolo.

Suoni legati a piccoli tocchi, sfumatture elettroniche che galleggiano in platea mentre Edoardo sfiora i petali. È questa orchestra a dare un senso a tutto lo spettacolo: la natura che richiama la musica come proprietà primaria di sé stessa, la vita che chiama il teatro a farsi contenitore del mistero. Con i brani di Ovidio le Metamorfosi danzano tra i miti più conosciuti ed i versi attorno ai quali si incastrano gli dei dell'Olimpo, con tutti i loro vizi e le loro virtù. Enrico Lo Verso recita i testi tradotti da Nicola Pice mentre a mezz'aria Marilena Martina muta le sue doti ginniche sulla base delle storie raccontate. Così diviene una danza leggera sull'aerial hoop mentre Dedalo ed Icaro sorvolano l'Ellade o si trasforma in danza più maliziosa sui tessuti aerei mentre Aracne viene condannata con la sua stirpe a vivere su di una tela.

La Poesia si specchia, come Narciso, in un pozzo d'acqua ed esprime all'immagine che ha di sé lo stesso amore che ne riceve ma seppur corrisposto resta un amore irraggiungibile. Una bellezza incontenibile e al tempo stesso intoccabile. Una bellezza che però si avvicina al pubblico con i suoi intermezzi, con le scelte della coreografia, la decisione di far esibire la giovanissima pianista tranese Liliana Iurilli.

La scommessa di portare in rassegna i grandi della Letteratura a Teatro sembra vinta già alla prima.

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