Rino è infermiere e scrittore, ogni volta che si ferma nasce una storia

Alveare. "Nicola, novantasei anni, colto da malore". La rubrica di Rino Negrogno

Il nipote ci racconta che Nicola è stato prigioniero in Russia e da lì si è recato a piedi in Grecia portando un compagno ferito sulle spalle. Esce tutti i giorni per incontrare i suoi amici in piazza Gradenigo

Cultura
Trani venerdì 06 aprile 2018
di La Redazione
Guerra
Guerra © Tranilive.it

«Uomo di novantasei anni colto da malore in un pizzicagnolo in via… codice giallo». E invece Nicola se ne stava seduto con il suo vincastro da buon pastore, sventolandosi con il cappello e un sorriso smagliante sotto l’occhio vigile dell’apprensivo banconiere. Trafelato e sudato, mentre misuravo la pressione arteriosa al canuto, è invece giunto suo nipote, una sessantina di anni e, detergendo la fronte perlata, già serbava la sua solenne rampogna: «Quante volte, zio, dobbiamo ripeterti di non uscire da solo – con tono severo – una caduta alla tua età sarebbe fatale» e poi, rivolgendosi a me con grande preoccupazione: «Come sta?». Ho scostato lo stetoscopio per rispondere, ma Nicola mi ha anticipato sorridendo sornione: «Quanta premura! Sto bene. Avevo il desiderio di cucinarmi due lenticchie e sono venuto a comprarle».

«Ma vive solo e si cucina da solo? – ho chiesto sbigottito al nipote – in effetti lei ha ragione – ho proseguito senza attendere la sua risposta – una caduta, alla sua veneranda età, potrebbe rivelarsi fatale; perdoni la mia sfrontatezza, ma dovreste assicurargli una compagnia, una badante».

Il nipote ci racconta che Nicola è stato prigioniero in Russia e da lì si è recato a piedi in Grecia portando un compagno ferito sulle spalle. Esce tutti i giorni per incontrare i suoi amici in piazza Gradenigo (abita più o meno vicino la caserma dei carabinieri), «piazza Sent’Austein» precisa lui, e le badanti gliele hanno proposte ma non resistono più di una settimana.

Sì perché Nicola si innamora e fa loro la corte. Per noi, che non abbiamo camminato dalla Russia alla Grecia con un compagno ferito sulle spalle, è un atteggiamento certamente deprecabile, sessista; saremmo quasi sicuramente accusati di violenza sessuale ed è giusto così; ma Nicola se la ride ripensando alla badante rumena con gli occhi azzurri che un po’ ci stava; gli ho guardato le gambe e ho cercato di immaginare com’era la sua faccia mentre camminava sulla neve con le mani imbrattate dal sangue del compagno. L’ho perdonato.

Alveare 2017

1 Ernesto Che Guevara - 2 Al capezzale dei vecchi - 3 La visita medica - 4 Il sindaco è come il pesce - 5 L'incidente dell'ambulanza - 6 Le nonne che giocavano a tombola - 7 Vi racconto il mio primo appuntamento al buio con una donna - 8 Barresi-Bottaro: che brutta storia - 9 Lei è un medico? Una donna? - 10 Quello strano fascista di Pinuccio Tarantini - 11 Rossella è andata via da Trani - 12 Disabili vs. normodotati. Volete sapere chi ha vinto? - 13 Ciao Ivan, compagno di liceo - 14 Lettera di Gesù Bambino - 15 Non sparate a Capodanno

Alveare 2018

1 Il problema etico di Giuseppe Tarantini - 2 Il Pronto Soccorso - 3 Il corte di Acca Larentia - 4 La razza del mio cane - 5 Alfredo Albanese - 6 Quale giorno della memoria? - 7 Sai già a chi votare? - 8 Caro Michele - 9 Sanremo senza Facebook - 10 Una campagna elettorale monotona - 11 Cara, brumosa, desolata periferia - 12 La favola di Sfortunina - 13 Gli occhi di Marilena - 14 Il furto al centro trasfusionale - 15 Attaccatevi al tram

Altri articoli

Odierei gli indifferenti

Lascia il tuo commento
commenti