Cultura

Maddalena Fingerle con ‘Lingua madre’ è la vincitrice del premio Fondazione Megamark

Fingerle, che con la stessa opera ha vinto la XXXIII edizione del Premio Calvino, si è aggiudicata il premio di 5.000 euro messo a disposizione dalla Fondazione Megamark

Cultura
Trani sabato 18 settembre 2021
di La Redazione
Fondazione Megamark, premio 2021
Fondazione Megamark, premio 2021 © TraniLive.it

È la scrittrice Maddalena Fingerle con il romanzo ‘Lingua madre’ (Ed. Italo Svevo) la vincitrice della 6ª edizione del premio letterario ‘Fondazione Megamark - Incontri di Dialoghi’, destinato a opere prime di narrativa italiana promosso dalla Fondazione Megamark di Trani.

La cerimonia di premiazione, presentata da Antonio Stornaiolo con la partecipazione straordinaria di Emilio Solfrizzi nell’ambito de “I Dialoghi di Trani”, ha, dunque, incoronato la ventottenne Maddalena Fingerle, nata a Bolzano, che con ‘Lingua madre’ ha ottenuto più voti dalla giuria popolare composta da 40 lettori.

Fingerle, che con la stessa opera ha vinto la XXXIII edizione del Premio Calvino, si è aggiudicata il premio di 5.000 euro messo a disposizione dalla Fondazione Megamark che ha assegnato un riconoscimento di 2.000 euro ciascuno, anche gli altri quattro finalisti: Sergio La Chiusa con ‘I Pellicani’ (Ed. Miraggi), Sabrina Ragucci con ‘Il medesimo mondo’ (Ed. Bollati Boringhieri), Alice Zanotti con ‘Tutti gli appuntamenti mancati’ (Ed. Bompiani) e Gabriele Sassone con ‘Uccidi l’unicorno’ (Ed. Il Saggiatore).

Un premio extra del valore di 1.000 euro è andato invece allo scrittore Giulio Mozzi, intervenuto in videochiamata, che con la sua opera ‘Le ripetizioni’ (Ed. Marsilio Romanzi) ha ottenuto una menzione speciale della giuria degli esperti ‘per la straordinaria complessità di un romanzo introspettivo che, come un lungo e frammentario viaggio nella memoria (memoria sempre fuggevole e fallace), mescola arte e vita, verità e finzione, portando il lettore a interrogarsi di continuo e a fare i conti anche con le sue più scabrose e respingenti fantasie’.

Gli autori dei romanzi finalisti hanno ricevuto anche un pumo pugliese in ceramica, simbolo del premio e tipico portafortuna per chi inizia o riparte per un nuovo inizio. 

In rappresentanza di Sergio La Chiusa, impossibilitato a intervenire, ha preso parte alla cerimonia Fabio Meldolicchio fondatore della casa editrice Miraggi che ha raggiunto Trani con la sua vespa-libreria viaggiante; con questo mezzo Meldolicchio ha fatto un tour (documentato sui social con gli hashtag #inviaggioconmiraggi e #miraggidaleggere) toccando oltre quaranta città italiane per incontrare lettori e librai.

‘Lingua madre’ è un libro dall’identità molto spiccata e particolare. Il protagonista, Paolo Prescher, anagramma vivente delle parole sporche, è ossessionato dalle parole. L’ossessione è tale che quando il padre ad un certo punto muore, Paolo deciderà di non parlare più l’italiano e trasferirsi a Berlino. Qui incontrerà l’amore: Mira di Pienaglossa, anagramma di Sapone di Marsiglia. Mira sa pulire le parole e le pulisce a Paolo, a tal punto che quest’ultimo ricomincia a parlare italiano e si fa strada il pensiero di poter tornare a Bolzano. E tornerà, assieme a Mira, e inizialmente sembrerà tutto diverso, finalmente pulito. Ma presto le parole saranno nuovamente sporche, Mira non riuscirà più a pulirle e Paolo tornerà preda dell’ossessione. Un romanzo semplice e complesso allo stesso tempo, divertente e tragico, completo, maturo, profondo, perfetto, interamente costruito attorno alle parole, che vengono analizzate in profondità.

Lascia il tuo commento
commenti