Brutale aggressione del branco, tutti arrestati

Sei minorenni arrestati dai Carabinieri per il brutale pestaggio di un sedicenne di Trani

Presi tutti gli accusati del branco responsabile del pestaggio avvenuto a Bisceglie

Cronaca
Trani mercoledì 05 agosto 2020
di La Redazione
Aggressione
Aggressione © n.c.

Sono stati arrestati altri sei giovani, tutti minorenni, che si aggiungono agli altri sette maggiorenni già fermati dai Carabinieri a giugno, perché accusati di far parte del branco che la sera del 2 giugno scorso pestò brutalmente un sedicenne di Trani che si trovava in piazza con gli amici nel centro di Bisceglie. Gli ultimi sei arrestati sono stati collocati in comunità su disposizione del Gip del Tribunale per i minorenni di Bari. Uno solo non e' stato raggiunto da alcun provvedimento poiché in età non imputabile. L'aggressione, secondo l'accusa feroce e immotivata, avvenne verso le 22 del 2 giugno: in quattordici aggredirono il sedicenne colpendolo brutalmente al volto e in zone vitali (anche con una noccoliera) e lasciando ferito ed esanime a terra. L'aggressione avvenne alla presenza di tre amici minorenni del ragazzo che non poterono fare nulla per difendere l'amico dalla violenza del branco. Uno di loro riuscì solo a chiamare il 112. All'arrivo dei militari gli aggressori fuggirono. Il sedicenne fu soccorso e trasportato in codice rosso in ospedale.
Tutti gli arrestati sono accusati, in concorso, di minacce gravi, lesioni gravi pluriaggravate nonché porto ed utilizzo di armi ed oggetti atti ad offendere. Grazie alle immagini della videosorveglianza e alle testimonianze della vittima e degli amici, gli investigatori sono stati in grado di identificare gli aggressori. Ieri il Tribunale per i minorenni di Bari, dopo aver compiuto gli interrogatori di garanzia, ha rigettato l'istanza di revoca/sostituzione della misura in atto confermando per tutti e 6 l'attuale collocamento in comunità.

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I commenti degli utenti
  • Luigi Cormio ha scritto il 05 agosto 2020 alle 22:00 :

    Questi maledetti basta... devono stare in galera e non beneficiare di nessuna attenuante e/o sconto di pena. Se l’aggressione fosse stata operata ai danni del figlio di un magistrato, sarebbero stati trattati come dei veri delinquenti. È gente che dalla società non merita nessuna seconda chance. Rispondi a Luigi Cormio