Il fatto

In bici con il cuginetto in zona Conche, bimbo di 12 anni scivola e cade sugli scogli

Ha riportato fortunatamente solo tre fratture dopo un volo di circa 5 metri. Strade e sbocchi bloccati da proprietà private, il padre del bimbo ha deciso di portarlo in autonomia in ospedale

Cronaca
Trani sabato 06 giugno 2020
di La Redazione
La scogliera in
La scogliera in "zona Conche", luogo in cui si è verificato l'incidente © TraniLive.it

Il fatto è accaduto nel pomeriggio del 4 giugno, intorno alle 19: due cuginetti decidono di affrontare un percorso costiero in bicicletta, raggiungendo la "zona Conche", dopo le Matinelle, percorrendo l'impervia stradina sulla falesia. Uno dei due, 12 anni, è scivolato con la bici ed è caduto sugli scogli sottostanti dopo un volo di circa 5 metri. Le urla del 12enne e quelle del cuginetto hanno richiamato l'attenzione dei residenti che hanno allertato subito il padre del bimbo caduto e dei soccorsi.

Sul posto è giunto prontamente il padre del piccolo che ha deciso di portare suo figlio in autonomia in ospedale, prima presso l'ospedale di Bisceglie e successivamente è stato trasportato presso l'Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bari, dove è ricoverato. Il 12enne ha riportato 3 fratture e tanto spavento. Sul posto dell'incidente ieri il genitore del bimbo si è recato con i carabinieri di Trani per un sopralluogo ma per l'incidente non vi è coinvolgimento di terzi, come ci fanno sapere dal Comando della Compagnia dei carabinieri.

L'incidente rimette in luce il problema "accessi" e sicurezza falesia: la stradina che avrebbe permesso ai soccorsi di raggiungere quanto più velocemente la zona è bloccata da un cancello. È proprietà privata ma di fatto si tratta di una servitù di passaggio, utilizzata da decine di bagnanti ogni estate.

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I commenti degli utenti
  • Luigi GRASSITELLI ha scritto il 08 giugno 2020 alle 06:29 :

    Caro Sindaco Bottaro infatti segnalo che poco prima di giungere al ponte Lama c’è un cancello scuro che impedisce di accedere ad una stradina asfaltata (sicuramente dal comune) che porta al mare proprio sotto la clinica abbandonata. Rispondi a Luigi GRASSITELLI

  • Un Tranese disgustato ha scritto il 07 giugno 2020 alle 10:44 :

    Sia chiaro che non si pretendono parcheggi ma che l'accesso al mare sia garantito, giungendoci a piedi o in bici. Inoltre per una città che dice di essere turistica, avere una grossa porzione di spiaggia inaccessibile è un controsenso. Basti vedere i nostri vicini biscegliesi come hanno valorizzato e si sono presi cura del loro lungomare rendendolo completamente accessibile alla popolazione, senza creare sopprusi come da noi. Personalmente credo che Bisceglie possa fregiarsi del titolo di città turistica e balneare, in quanto ha tutta la costa accessibile e il rapporto tra lidi privati e pubblici è a metto vantaggio del pubblico. Rispondi a Un Tranese disgustato

  • Un Tranese disgustato ha scritto il 07 giugno 2020 alle 10:32 :

    Cedute proprio per la realizzazione di urbanizzazioni tra cui le aree a parcheggio per la collettività non areae a parcheggio private per i proprietari delle ville antistanti, che si arrogano un altro diritto chiudendo con catene e lucchetti tali aree. Tutti sanno questo e questa situazione va avanti da decenni per coprire chi ha interessi in quelle zone, creando una spiaggia di fatto privata a servizio dei soli residenti delle ville, l'amministrazione, le forze dell'ordine e chi di dovere sono stati ciechi per decenni, la popolazione muta accetta tali privazioni dei propri diritti, bisognerebbe fare una raccolta di firme e portare la situazione a livello regionale e statale perché ricordo a tutti che il mare è demanio e l'accesso alle spiagge deve essere sempre e comunque garantito. Rispondi a Un Tranese disgustato

  • Un Tranese disgustato ha scritto il 07 giugno 2020 alle 10:25 :

    L'accesso alle spiagge che vanno dalle Matinelle sino a ricongiungersi con la litoranea di Bisceglie è sempre impedito dai proprietari delle ville che chiudono fisicamente gli accessi al mare con cancelli, apprporiandosi di un diritto della popolazione, poiché il mare è un bene comune e per legge l'accesso al mare deve essere sempre garantito; cosa che a Trani da anni è ignorata. Se gli accessi fossero stati garantiti questo evento non si sarebbe neanche verificato in quanto i ragazzini avrebbero potuto raggiungere le spiagge da strade sicure e non percorrendo il bordo di una falesia. Inoltre le aree cedute al comune per le urbanizzazioni dalle ville che sono prospicienti la s.s.16 sono tutte chiuse con catene impedendo alla popolazione il parcheggio in tali aree, ma tali aree sono state Rispondi a Un Tranese disgustato