Il fatto

Ragazzo affetto da sindrome di Down sale sul treno sbagliato, l'intervento di uno studente tranese

La disavventura ha avuto un lieto fine grazie alla tempestività dell'intervento dello studente

Cronaca
Trani giovedì 13 febbraio 2020
di La Redazione
Trenitalia (foto repertorio)
Trenitalia (foto repertorio) © n. c.

E' stato un gesto normale salvare quel ragazzo: era in preda al panico, cercava aiuto, era spaesato e disorientato”. Queste le parole dello studente tranese all’indomani della vicenda che l’ha visto in prima linea per salvare un pendolare affetto dalla sindrome di Down, a bordo del treno regionale della tratta Foggia – Bari.

Sergio, questo è il nome del ragazzo down, salito su quel treno, a bordo del quale avrebbe dovuto trovare ad attenderlo un docente universitario per proseguire insieme il viaggio fino a Bari e partecipare ad un evento presso l’Ateneo. “Ho preso il treno delle 7.36 dalla stazione di Trani, diretto all'università, trovo un posto libero, mi siedo e comincio a leggere i miei appunti. Arrivati a Bisceglie, all’improvviso ho sentito qualcuno che si lamentava: mi dirigo verso il ragazzo, era solo, cercava aiuto, non sapeva dove fosse”: quel ragazzo era Sergio, cercava il suo professore, che in realtà non era mia salito sul quel treno.

“Mi sono avvicinato a Sergio, lo tranquilizzo, gli offro dell'acqua da bere, cerco di capire dove fosse diretto. Subito arriva la chiamata sul cellulare del ragazzo, era il prof”: Sergio non avrebbe dovuto prendere quel treno, ma il treno successivo, insieme ad i suoi compagni. “Prendo il telefono del ragazzo e mi accordo con il professore: ti aspettiamo alla stazione di Bari, prof”.

“Sergio è più tranquillo, siede vicino a me. Iniziamo a parlare, a ridere e scherzare con un gruppetto di altri ragazzi, seduti vicino a noi. Il treno prosegue la sua marcia, Sergio non vede l'ora di arrivare a destinazione”. Durante la corsa, all'insaputa dei due protagonisti, il padre del ragazzo, rendendosi conto che il figlio non era in treno con gli altri, chiedeva aiuto alla Polizia Ferroviaria affinché lo rintracciasse. Il personale del Settore Operativo di Bari Centrale, acquisita la notizia, è salito a bordo del treno interessato, rintracciando immediatamente il giovane.

“C'era movimento in treno, – continua lo studente tranese – tutti cercavano Sergio, ma non capivo che le ricerche fossero per lui. Io e Sergio eravamo immersi nelle nostre chiacchierate e risate. Arrivati a Bari, il Personale del Settore Operativo di Bari Centrale, con la Polizia Ferroviaria, prende in consegna Sergio che sarà poi affidato al professore nel frattempo sopraggiunto. E io giungo nella mia università. Mi sono sentito in dovere di aiutare quel ragazzo, nell'indifferenza di molti”.


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I commenti degli utenti
  • Croce antonietta ha scritto il 13 febbraio 2020 alle 14:21 :

    A volte basta poco ..cmq il proff..poteva avvisare i genitori....senza far intervenire..ka polizia... Rispondi a Croce antonietta

    Nicoletta ha scritto il 13 febbraio 2020 alle 17:30 :

    Perché il padre non ha chiamato Sergio sul cellulare invece di allertare la polizia? Rispondi a Nicoletta

  • Giovanni RANDOLFI ha scritto il 13 febbraio 2020 alle 13:40 :

    Sei davvero una BELLISSIMA persona pochi come noi avrebbero fatto ció di cui sei stato protagonista. Purtroppo è vero basta vedersi intorno e tutti chini sugli schermi dei propri smartphone infischiandosene di quanto accade tutt’intorno. Rispondi a Giovanni RANDOLFI