Il fatto

Arrestato Patrizio Lomolino: aveva chiesto 3mila euro a un parente dell'ex boss Annacondia

Estorsioni, un male che ritorna? Sul "Romano" ricade anche l'aggravante del metodo mafioso, avrebbe richiamato in più occasioni la sua parentela con la famiglia Corda

Cronaca
Trani domenica 06 ottobre 2019
di La Redazione
Carabinieri (repertorio)
Carabinieri (repertorio) © n.c.

Estorsioni tentate e consumate, aggravate dal metodo mafioso. Con queste accuse i carabinieri, su ordinanza del gip del Tribunale di Bari, hanno arrestato Patrizio Romano Lomolino, 38enne originario di Roma, ritenuto esponente di spicco della criminalità tranese. L'operazione è stata conclusa venerdì sera con l'ausilio di militari e agenti della polizia di stato.

Dopo essere stato scarcerato nel novembre 2018, Lomolino avrebbe tentato di farsi dare 3.000 anche da un parente di Salvatore Annacondia, l'ex boss del Nord Barese, da anni diventato collaboratore di giustizia. L'estorsione non era riuscita perchè la vittima si era rifiutata di pagare ma secondo il gip Antonella Cafagna, che ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere, Lomolino aveva tentato di commettere il reato "giovandosi della fama criminale propria e dei suoi familiari". Lomolino è cognato di Giuseppe Corda ed avrebbe fatto leva "comunque, della collegata evocazione della forza degli ambienti mafiosi notoriamente presenti in Trani sin dall'epoca di Salvatore Annacondia, nonchè del diffuso clima di assoggettamento e di omertà degli imprenditori commerciali da tempo esistente" in città.

Tra febbraio e aprile scorso Lomolino avrebbe poi tentato di estorcere soldi (prima 300 euro e poi una somma imprecisata) anche a un imprenditore di onoranze funebri di Trani, che si era occupato del funerale del cognato e al quale non aveva sicuramente pagato un manifesto commemorativo. Lomolino è ritenuto dagli inquirenti a capo di un gruppo criminale del quale fa parte il cognato Giuseppe Corda, fratello di Vito (diventato collaboratore di giustizia da qualche tempo).

Le indagini, coordinate dal pm della Dda Giuseppe Maralfa, sono partite a fine novembre 2018 in seguito al ritrovamento di tritolo sotto un bidone collocato di fronte alla palazzina della polizia giudiziaria di piazza Marconi a Trani. Tritolo che, all'epoca, non si escluse potesse servire per attentati contro edifici istituzionali o comunque per fini estorsivi. Lomolino in passato ha scontato una condanna a 10 anni per la rapina all'ufficio postale di largo Petrarca a Trani risalente al marzo 2007, conclusasi con il ferimento grave di una guardia giurata.

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