L'intervento

Cultura, Lattanzio, (M5S): Il digitale a scuola stumento di valorizzazione efficace

"Cultura come bene comune significa raccogliere nuove sfide. Penso ad esempio al turismo che in regioni come la Puglia è un asset economico fondamentale e che può essere ulteriormente sviluppato"

Cronaca
Trani domenica 14 aprile 2019
di La Redazione
Paolo Lattanzio, Movimento 5 Stelle
Paolo Lattanzio, Movimento 5 Stelle © n.c.

"Oggi stiamo vivendo un vero e proprio cambiamento culturale e abbiamo il compito di promuovere una nuova percezione della cultura, intesa come bene comune. L'approccio al patrimonio culturale, materiale e immateriale, deve realizzarsi cioè attraverso la valorizzazione e il coinvolgimento delle comunità", afferma il portavoce del MoVimento 5 Stelle Paolo Lattanzio, intervenuto oggi a Trani al convegno "Scuola e DigiCultHer insieme per la titolarità culturale degli studenti. Patrimonio culturale, sviluppo territoriale, cittadinanza digitale", nell'ambito della quarta edizione della "Settimana delle Culture Digitali", promossa dalla Rete Digital Cultural Heritage Arts & Humanities School, che riunisce oltre 70 soggetti tra università, enti di ricerca nazionali, istituti di cultura, associazioni e altre organizzazioni.

"Cultura come bene comune significa raccogliere nuove sfide. Penso ad esempio al turismo che in regioni come la Puglia è un asset economico fondamentale e che può essere ulteriormente sviluppato, grazie ad uno uso intelligente e strategico del digitale. In Commissione Cultura alla Camera stiamo lavorando proprio sull'integrazione tra cultura e digitalizzazione. Abbiamo lanciato un'indagine conoscitiva che ci porterà in giro per l'Italia alla scoperta dei luoghi e delle scuole di eccellenza che si sono impegnati nella promozione e nella diffusione di un approccio umanistico alla cultura e che stanno raccogliendo la sfida e i vantaggi del digitale", prosegue Paolo Lattanzio.

"La scuola ha ovviamente un ruolo principale, innanzitutto nel colmare quel gap conoscitivo che ancora esiste rispetto al digitale. L'Italia è uno dei pochi paesi in cui ancora non esistono percorsi seri di educazione all'uso critico dei nuovi media. Questi sono compiti a cui la scuola, con il supporto delle istituzioni e delle comunità, deve saper rispondere. La scuola, cioè, deve essere un vero e proprio hub di competenze, perché è qui che le ragazze e i ragazzi devono imparare a coltivare i propri sogni e le proprie capacità. Le idee, la creatività, le competenze digitali delle nuove generazioni sono fondamentali per il rilancio del nostro patrimonio culturale. Attraverso i nuovi media e grazie al digitale, i giovani possono raccontare una storia unica di bellezza e di cultura e noi dobbiamo essere pronti a sostenerli in questo percorso, investendo sulla loro creatività e sulla loro formazione, come ad esempio il Dipartimento per le politiche giovanili sta provando a fare con il bando Fermenti".

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