Sviluppi giudiziari

Processo estorsioni a Bari: il pentito Vito Corda fa dichiarazioni spontanee in videoconferenza

Chiesta una riduzione di pena per l’altro collaboratore di giustizia, Pasquale Pignataro

Cronaca
Trani mercoledì 12 settembre 2018
di La Redazione
Aula bunker di Bitonto
Aula bunker di Bitonto © Tranilive.it

Si conoscerà il 30 novembre la sentenza per il processo, in corso a Bari, sul giro di estorsioni che ha allarmato Trani a cavallo tra 2016 e 2017. Alla sbarra, davanti al Gup Anna Rosa De Palo, con il rito abbreviato, ci sono otto delle 11 persone finite in manette nei primi mesi del 2017, tra cui anche Vito Corda, nel frattempo diventato collaboratore di giustizia.

Questa mattina, nell’aula bunker di Bitonto, la parola è passata di nuovo al pm Giuseppe Maralfa, che il 2 marzo aveva già chiesto per gli otto imputati condanne dai 10 anni ai 2 anni e 8 mesi di reclusione. L’accusa si è riportata alla replica scritta che aveva depositato nei giorni scorsi, a conclusione delle discussioni degli avvocati. La novità sostanziale riguarda la riduzione di pena richiesta per Pasquale Pignataro che, a fine marzo, aveva dichiarato di voler collaborare e a giugno aveva reso dichiarazioni in udienza. Per lui l’accusa aveva invocato una condanna a 10 anni, che in forza dell’attenuante riconosciuta per la collaborazione scende a 2 anni e 8 mesi; mentre a Corda era già stata riconosciuta l’attenuante, dal momento che la sua decisione di collaborare risale a oltre un anno fa, con una richiesta di reclusione a 4 anni e 8 mesi.

Sempre durante l’udienza odierna nell’aula bunker di Bitonto, Vito Corda, collegato in videoconferenza, ha rilasciato dichiarazioni spontanee, confutando sostanzialmente (secondo la sua versione) le dichiarazioni sulla composizione del gruppo di estortori fatte, in precedenza, da Pignataro. L’udienza è stata rinviata per le repliche della difesa al 16 novembre. La sentenza è prevista per il 30 novembre.

Gli imputati rispondono, a vario titolo, di concorso in estorsione continuata e aggravata dal metodo mafioso. In alcuni casi le estorsioni risultano solo tentate.

Il processo in abbreviato davanti al Gup di Bari riguarda, oltre che Vito Corda e Pasquale Pignataro, anche l'albanese Ilir Gishti (per lui è stata chiesta una condanna a 8 anni), Nicola Pecorella (6 anni e 3 mesi), Pasquale Pecorella (6 anni e 3 mesi), Michele Di Feo (4 anni e 2 mesi), Giuseppe Corda (4 anni), Nicola Petrilli (2 anni e 8 mesi).

Si svolgono, invece, a Trani i processi nei confronti degli altri tre presunti estorsori arrestati l’anno scorso. In particolare, quello contro Michele Regano e Armando Presta si svolge davanti alla sezione collegiale sempre nelle forme del rito alternativo, dopo che i due imputati non erano stati ammessi all’abbreviato condizionato dal Gup di Bari. Per loro l’accusa, il 12 giugno scorso, al termine della requisitoria ha chiesto condanne, rispettivamente, a 6 anni e 8 mesi e 6 anni e 3 mesi. Il 18 settembre sono previste le repliche dei difensori. Davanti ad altra sezione del Tribunale di Trani, infine, è a processo anche Domenico Pignataro, che aveva optato da subito per il rito ordinario dopo che il Gip di Bari aveva disposto il giudizio immediato.

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