Le cave di bauxite hanno rappresentato un’importante risorsa per l’economia della Puglia

Cave di bauxite: dall'estrazione di alluminio a luoghi turistici

Nonostante la produzione attuale di bauxite sia quasi nulla in Italia, il nostro Paese è stato a lungo uno dei principali estrattori di questa particolare roccia

Contenuti Suggeriti
Trani martedì 30 giugno 2020
di La Redazione
Cave di bauxite: dall'estrazione di alluminio a luoghi turistici
Cave di bauxite: dall'estrazione di alluminio a luoghi turistici © Pixabay

Nonostante la produzione attuale di bauxite sia quasi nulla in Italia, il nostro Paese è stato a lungo uno dei principali estrattori di questa particolare roccia, spesso definita la madre dell’alluminio per la sua ricca concentrazione di allumina e di ossidi di alluminio. A poter contare su importanti giacimenti di bauxite è stata per un lungo periodo soprattutto la Puglia, in cui è tutt’ora possibile ammirare le colorate cave di bauxite, divenute oggi vere e proprio destinazioni turistiche o punti strategici per foto spettacolari. Se al momento le cave di bauxite si limitano ad essere per lo più punti turistici, che ruolo ha avuto il nostro Paese nell’estrazione di questa roccia?

Storia della bauxite

Come anticipato, l’Italia è stata nel corso della storia uno dei principali Paesi produttori di bauxite. Nonostante questo minerale non sia l’unico da cui è possibile ricavare l’alluminio, i suoi bassi costi l’hanno reso nel tempo una delle principali fonti per l’estrazione di questo elemento. Negli anni ’40 del secolo scorso, infatti, l’Italia produceva più del 9% di bauxite mondiale, posizionandosi al sesto posto dopo Paesi come la Francia e la Jugoslavia, e ben il 17,7% della produzione europea. L’estrazione di bauxite è stata a lungo incentivata dalla necessità di ottenere dosi massicce di alluminio, utilizzato soprattutto per l’industria bellica, ma l’importante dispendio di energia per la sua estrazione ne ha nel tempo limitato la produzione. Oggi, infatti, la maggior parte della produzione di alluminio non è più legata direttamente alla bauxite, ma piuttosto al riciclaggio, che permette così di produrre il cosiddetto alluminio secondario. Per quanto riguarda l’estrazione diretta, invece, tra i principali produttori mondiali figurano oggi Paesi come la Cina, l’India, l’Australia e la Guinea, che si contende le prime posizioni in classifica fin dalla prima metà del secolo scorso. Come spiegato in precedenza, però, le cave di bauxite sono in Italia per la maggior parte dismesse: nonostante il prezzo dell’alluminio risulti tutt’ora tra i più bassi, ingenti costi derivano invece dall’elettrolisi dell’allumina, processo che permette di trasformare l’ossido estratto dalla bauxite in alluminio primario. Nonostante l’Italia non sia più tra i principali Paesi produttori, però, le cave di bauxite restano tutt’ora una delle mete preferite dai turisti e dalla popolazione locale, soprattutto in Puglia e nel basso Salento, dove la presenza di ex cave ha dato origine a fenomeni naturali veramente straordinari.

Le cave di bauxite come luoghi turistici

Vista la loro particolarità e i loro colori, le cave di bauxite rappresentano ad oggi una meta molto gettonata dai turisti di tutta Italia. Guardando alla Puglia, ad esempio, una delle cave più note si trova a Spinazzola, in provincia di Barletta-Andria-Trani. La cava, attiva tra il 1950 e il 1978, è stata dismessa all’inizio degli anni ’80 a causa della forte concorrenza con le materie prime provenienti dall’Africa, ma non è mai stata coperta, proprio per lasciare ai turisti e ai curiosi la possibilità di ammirarla. Le cave di Spinazzola si trovano infatti a breve distanza dal Castello medievale del Garagnone, di fondazione normanna, e raggiungerle è quindi d’obbligo se ci si trova nei paraggi. Spingendosi ancora più a sud, invece, non ci si può certo tralasciare l’importanza delle cave di bauxite di Otranto, in provincia di Lecce, che hanno a lungo alimentato l’economia del territorio. Come le cave di Spinazzola, anche le cave di bauxite di Otranto sono state dismesse alla fine degli anni ’70 del secolo scorso dopo essere state attive per cerca un ventennio, e rappresentano oggi una meta turistica molto apprezzata. Pur essendo meno profonde rispetto a quelle di Spinazzola, le cave di bauxite di Otranto hanno però una particolarità in più, ovvero la presenza di un piccolo lago. Il lago delle cave di Otranto è, tra l’altro, proprio il risultato di una falda di acqua sorgiva incontrata durante gli scavi. Per quanto il laghetto di Otranto sia tra i più suggestivi del Salento, Otranto non è certo l’unico comune della bassa Puglia a poter contare sulla presenza di ex cave di bauxite: un’altra molto suggestiva è quella che si trova in cima alla serra di Poggiardo, sempre in provincia di Lecce.

Le cave di bauxite hanno rappresentato un’importante risorsa per l’economia della Puglia: in passato per l’estrazione di alluminio, oggi per il turismo.

Lascia il tuo commento
commenti