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Invasione di parrocchetti monaci, la nota di Fareambiente: "Pericolo per cittadini ed ecosistema"

"Una minaccia che potrebbe determinare conseguenze devastanti anche per le ripercussioni sull’avifauna autoctona (passeri, merli, pettirossi e usignoli)"

Attualità
Trani domenica 06 settembre 2020
di La Redazione
Mandorle assalite dai Parrocchetti verdi
Mandorle assalite dai Parrocchetti verdi © Coldiretti

L’allarme lanciato dalla Coldiretti Puglia sull’invasione di una specie di avifauna “aliena” individuata nei pappagalli meglio identificati come “parrocchetti monaci” e/o “parrocchetti dal collare”, "Non può e non deve essere sottovalutato non solo per i danni che provocano alle produzioni agricole mandorlicola e frutticola ma anche per la minaccia che rappresentano per il nostro eco-sistema ambientale locale oltre che per la sicurezza e la stessa salute dei cittadini per via non solo del pericolo rappresentato dai loro nidi che arrivano a pesare fino a 150 kg" scrive il coordinatore regionale di Fareambiente, Benedetto Miscioscia.

"Ma il pericolo è presente anche per le malattie che possono trasmettere agli uomini come la psittacosi (malattia infettiva), l’influenza aviaria o la salmonellosi. Una minaccia che potrebbe determinare conseguenze devastanti anche per le ripercussioni sull’avifauna autoctona (passeri, merli, pettirossi e usignoli) e portare alla sua estinzione a causa della pericolosa e impari competizione innescata".

"Un vero e proprio pericolo per il nostro ecosistema naturale e per la nostra salute che non va sottovalutato e che le istituzioni preposte, innanzitutto la regione, hanno il dovere di prendere urgentemente in considerazione. Infatti il parrocchetto monaco, originario dell’America meridionale, unitamente a quello del collare, originario dell’Africa, sono le uniche specie esotiche a carattere invasivo stabilmente nidificate in Italia che destano preoccupazione anche per la velocità impressionante con la quale si riproducono. Specie, peraltro, la cui introduzione è vietata in Europa dal 2007. Insomma una vera e propria invasione di specie “aliene” che non appartengono al nostro naturale Habitat che va assolutamente fermata e/o ridimensionata di cui la nostra Regione deve prendere in seria e doverosa considerazione, prima che si perda completamente e pericolosamente il controllo come sta succedendo con i cinghiali" conclude Miscioscia.

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I commenti degli utenti
  • Gina ha scritto il 08 settembre 2020 alle 16:57 :

    Ma invece di pensare ai pappagalli, pensate a fare una disinfestazione per liberare la città dai topi e dalle blatte. Vergognatevi. Rispondi a Gina

    Silvio Spaventa ha scritto il 10 settembre 2020 alle 11:36 :

    Scusa non ti offendere ma proprio non hai capito una mazza di quello che c'era scritto nell'articolo. Rispondi a Silvio Spaventa

  • Rosalia Apostolo ha scritto il 07 settembre 2020 alle 10:17 :

    Da quando questi pappagalli hanno nidificato a dismisura nella zona in cui abito ( lama Martina), sono scomparsi passeri, pettirossi e altra avifauna che la popolavano. Ritengo che sia urgente, anche per la tutela della nostra salute, prendere provvedimenti seri e urgenti. Rispondi a Rosalia Apostolo