L'intervista

Cieco dalla nascita, Nicola ci racconta la sua vita “a tutto volume”

La storia del 17enne contraddistinta dalla sua tenacia e dal suo incredibile talento musicale: un esempio da seguire per chi si abbatte difronte al primo ostacolo

Attualità
Trani martedì 04 agosto 2020
di Gabriele Losappio
Intervista a Nicola
Intervista a Nicola © AndriaLive

La storia di Nicola Pio Nasca, 17enne di Trani, alunno del liceo linguistico C. Troya, ad Andria, dove a settembre si troverà a frequentare l'ultimo anno di liceo, ci insegna che il concetto di normalità è quanto mai relativo. La cecità è sicuramente una difficoltà notevole che si porta con sé sin dalla nascita, ma col tempo l’ha scoperta essere anche un’opportunità per sviluppare un talento non comune, quello musicale. Se da un lato viene creata una barriera visiva che limita l’autonomia, dall'altro Nicola è riuscito a potenziare in maniera notevole gli altri sensi, usandoli molto più di quanto facciamo noi. Il suo rapporto col pianoforte, con cui si esprime da sempre, è la prova che i non vedenti, se ricevono i diritti di cui hanno bisogno e se integrati totalmente nel tessuto sociale, possono vivere una vita dignitosa. O, come nel suo caso, una vita fuori dall'ordinario.

Nicola inizia con una piccola tastiera e delle demo per captare i primi suoni con l’udito. Ha cinque anni quando inizia a frequentare una scuola di musica. La sua prima lezione fu particolare: non voleva assolutamente entrare in aula, ma dopo parole di stima del maestro ha iniziato a macinare “chilometri di spartiti”. Più tardi inizia a esibirsi anche in pubblico, principalmente in saggi. Inizialmente “l’udienza” era formata da “pochi eletti”: i genitori dei discenti. Non riusciva a nascondere le sensazioni che provava, tanto da sperare di finire la performance il prima possibile a causa della sua forte timidezza.

La musica, negli anni, lo ha aiutato tantissimo a superare questa barriera caratteriale. Col tempo è aumentata anche la caratura dei suoi brani, così come il livello della giuria dei concorsi a cui prendeva parte e l’esigenza del pubblico spettatore. Nonostante questo, lui riusciva a trasportare gli ascoltatori nei suoi pezzi e, soprattutto, nel mondo delle sue emozioni.

Al di là della riproduzione dei brani è un amante dell’improvvisazione, facendo della versatilità il suo punto di forza: riesce infatti a toccare un po’ tutti i generi, passando dalla musica leggera a quella della tradizione napoletana, giungendo alla trap e ai ritmi e suoni contemporanei. Questo gli ha permesso di conoscere tante figure nel mondo musicale e dell’arte in generale, uno su tutti Vittorio Sgarbi.

L’esperienza in conservatorio, iniziata nel gennaio 2017, sta rappresentando una tappa fondamentale per lo sviluppo del suo talento. Questo percorso di studio sta aiutando a migliorare la sua autostima. Ha acquisito una buona autonomia di lettura.

Nonostante tutto però la cecità qualche nota di sfavore la porta con sé: Nicola afferma di non condurre una vita “quotidianamente normale”, anche se il concetto di normalità è molto “soggettivo”. Bisogna imparare a superare gli ostacoli e Nicola lo fa affidandosi alla musica per comunicare e per interagire con gli altri.

È un tipo molto tecnologico. Durante l’intervista, negli studi della nostra redazione, Nicola mi parla di domotica e opportunità evidenti che l’innovazione tecnologica ha donato ai non vedenti e comunque a coloro che hanno limiti fisici: «Utilizzo l’Iphone per informarmi. Il mio dispositivo è dotato di una sintesi vocale capace di trasformare tutto ciò che è presente nello schermo in un messaggio audio che posso ascoltare senza problemi. A scuola e in conservatorio utilizzo il PC, anch'esso dotato di una sintesi vocale e di alcuni software che riescono a decifrare simboli e note musicali, ad esempio».

Nicola è ottimista sul futuro e sull'integrazione, sempre auspicata, dei diversamente abili nel tessuto sociale e culturale.

Il porto sicuro? «Mamma e papà sono la mia forza. Mi aiutano in tutto e per tutto. Non solo economicamente ma anche emotivamente. Un esempio? Ho recentemente partecipato al CIMP (Concorso Internazionale Musicale Pesaro). A convincermi è stato mio padre nonostante fossi titubante sulla modalità di esibizione: una performance on line, in diretta streaming, la trovavo molto limitante dal punto di vista sonoro e, oltretutto, vincolante per la difficoltà di emozionare attraverso il filtro di uno schermo. I fatti però mi hanno smentito: in una competizione a cui hanno preso parte 1000 partecipanti, mi sono posizionato terzo nella classifica generale e primo nella classifica dei pianisti tra gli italiani, ricevendo il premio “school prize“ con relativa borsa di studio e la partecipazione al concerto di gala.

Il mio obiettivo – continua Nicola - è sfatare il mito dell’indifferenza. Attraverso la tenacia, lo studio e la passione anche i limiti che sembrano insormontabili si possono superare. Tutto va affrontato con la consapevolezza di fare ciò che si ama: non c’è spazio per i pregiudizi e ci basta sapere che ci sarà sempre qualcuno a credere nei nostri mezzi».

La sua storia può e deve essere un insegnamento, non solo ai non vedenti ma a tutti coloro che si abbattono al primo ostacolo. «Ognuno ha potenzialità diverse; ognuno è unico, irripetibile, ed inimitabile». Nicola è una forza della natura. Si autocritica, cerca sempre il massimo e non si accontenta mai di ciò che ha già fatto: un modello da seguire e da ammirare.

A lui e a tutti i “Nicola” che ci leggono rivolgiamo il nostro “grazie” per averci fatto presente l’essenziale che spesse volte è davvero “invisibile agli occhi”.

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