Rino è infermiere e scrittore: ogni volta che si ferma, nasce una storia

Quel San Nicola che non ci sarà, come la voce inconfondibile di Pina

Dopo 35 anni di servizio e cinque mesi, la vigilessa Pina De Feudis, ha salutato il corpo della Polizia locale, i colleghi storici e gli amministratori che hanno avuto modo di conoscerla, pronta per il pensionamento

Attualità
Trani sabato 01 agosto 2020
di Rino Negrogno
La festa per il pensionamento della vigilessa Pina de Feudis
La festa per il pensionamento della vigilessa Pina de Feudis © TraniLive.it

Tra i tanti riti che quest’anno non si reitereranno per la festa patronale, ci sarà quello della vigilessa Pina De Feudis che sbraita per le concessioni degli spazi ai venditori ambulanti. Per Pina, manco a farlo apposta, oggi è il suo ultimo giorno di lavoro prima della meritata pensione, e se questo maledetto Covid-19 non ci avesse messo lo spike, lo zampino, l’avremmo vista per l’ultima volta tra i ragazzi di colore, intenta a depennare quelli non in regola con le concessioni. Forse avrebbe urlato di meno, essere consapevole di svolgere il suo ultimo turno di lavoro, forse l’avrebbe resa più accomodante.

O forse no. “Negrogno – urlava ogni volta incontrandomi nel bel mezzo delle bancarelle – parli facile tu che non devi sistemare le cose in questo caos!”.

Ma Pina è di una bontà infinita, urla, urla, ma in realtà è di una bontà e umanità infinita. Fingeva di arrabbiarsi con gli ambulanti non in regola, ma poi le dispiaceva non poter accontentare tutti e, se avesse potuto, avrebbe chiuso non un occhio ma entrambi.

Mancherà la sagra del mare, le vecchiette che commosse ringraziano Dio perché ha concesso loro un altro anno per ritrovarsi in ginocchio dinanzi al Santo, mentre i vecchietti, seduti sul muretto, brandiscono la tesa; la processione che passa sommessa, l'odore d'incenso che ghermisce il mio passato, trascinandomi nelle domeniche mattine di mia madre che mi obbligava a recarmi in chiesa per la messa; i fuochi d’artificio che irrompono e gli applausi che scrosciano.

Mancheranno gli uomini che accompagnano le loro mogli a spasso soltanto in queste occasioni e, per non camminare troppo, si fermano a quelle bancarelle dove, solerti, gli imbonitori dimostrano come si deterga perfettamente il pavimento o si mondino geometricamente le patate. Restano immobili come innamorati, con gli occhi sgranati per tutto lo sproloquio dell'avvincente promotore e, quando egli termina, il marito, suadente, come se stesse per dichiarare il suo eterno amore, la voce serafica e un braccio preservatore che cinge la spalla, bisbiglia: «Amore lo vuoi?».

Mancheranno i giovincelli che invece, per nulla allettati, passano irriverenti, con un'insolenza che esprime il loro rispetto congenito, la loro devozione sospesa e una bevanda alcolica tra le mani.

Ma soprattutto, quando un giorno potremo riprendere a fare tutte queste cose, ci mancherà la vigilessa Pina che urla tra i venditori ambulanti, come una vigilessa cattiva, che in realtà è di una bontà e umanità infinita.

Auguri Pina per la tua pensione, ma al prossimo San Nicola il Pellegrino, torna sul porto a lanciare uno dei tuoi urli.

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