L'intervista

Coronavirus: "Non vedo l'ora di abbracciare la mia famiglia a Trani"

La testimonianza della dott.ssa Santa, operatrice sanitaria in Lombardia

Attualità
Trani venerdì 27 marzo 2020
di Antonio Digiaro
Dott.ssa Santa de Simola, operatrice sanitaria in servizio in provincia di Monza
Dott.ssa Santa de Simola, operatrice sanitaria in servizio in provincia di Monza © n.c.

Numerosi sono gli operatori sanitari alle prese con questa pandemia, tanto pericolosa quanto assurda. L'emergenza Coronavirus è una sfida per tutti gli operatori sanitari: non solo sotto l'aspetto operativo, ma anche sotto quello emotivo. Oggi i nostri riflettori si fermano in provincia di Monza dove dal 2006 risiede una famiglia di origini tranesi: Santa e Gianluca, con i piccoli Daniele e Serena. La Dott.ssa de Simola occupa la posizione di Responsabile dei servizi di ristorazione in ospedali, cliniche private e RSA, gestendo il personale operante, la produzione e i controlli igienico-sanitari.

In questo periodo la sua professionalità è messa maggiormente alla prova: è necessario garantire i servizi nonostante il moltiplicarsi dei contagi da Covid-19, ma il problema più grande è il sovraffollamento dei reparti, tutelando la salute degli operatori delle mense, degli ammalati e della sua stessa famiglia. Bisogna pensare anche a tutto il personale sanitario, medici, infermieri e paramedici che in questo momento presidiano gli ospedali, fornendo loro tutto il supporto.

Qual è la situazione che si prospetta giornalmente davanti ai tuoi occhi?

Il pericolo è sempre dietro l'angolo in una terra, quella brianzola, dove il virussi sta insediando sempre più. Se penso al Policlinico di Monza dove fino a dieci giorni fa avevamo soltanto dieci ricoveri per Covid-19 e ad oggi sono più di 160. Vedo situazioni veramente inimmaginabili. Per non parlare di Bergamo, dove purtroppo si lavora in un tetro silenzio, alternato solo dal suono delle sirene. A tutto questo, si aggiunge la paura e la responsabilità di non diventare veicolo del virus, per cui si rende necessario cambiare i dispositivi individuali di protezione ad ogni ospedale e casa di cura visitata, con conseguente scarsità di mezzi. Insomma non è un periodo facile e semplice.

Come riesci ad equilibrare il legame famiglia-lavoro?

Dopo una giornata infinita, con turni massacranti, si torna a casa e ci sono i tuoi figli e tuo marito ad aspettarti. Mi hanno disegnato l’arcobaleno, mi incoraggiano e mi ricordano che “andrà tutto bene”. Mi rassereno, ma fin quando non sarà tutto passato non potremo mai dirci completamente sereni.

Tra i tanti impegni, riesci a ritagliare un piccolo spazio per la tua città nativa?

Certo, come potrei non pensarci. Lì ho il mio cuore, i miei genitori, i miei fratelli, le mie amiche. Con la mia famiglia mi sento quotidianamente, per fortuna oggi esistono diversi dispositivi per vedersi oltre che per sentirsi. Sono tranquilla perché vedo che stanno bene, le notizie che giungono riportano dati ancora sotto controllo in Puglia, spero non arrivi la situazione emergenziale vissuta qui.

Vuoi lasciarci un consiglio?

Io consiglio di rimanere a casa ed uscire lo stretto necessario. Per fortuna non è un virus che viaggia nell’aria, ma si trasferisce per contatto. Quindi è necessario evitare occasioni di promiscuità e assembramento. Si esca il meno possibile così tutto finirà prima. Sono certa che Andrà tutto bene. Anche perché non vedo l'ora di tornare per una bella vacanza in famiglia a Trani.

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