L'iniziativa

Un flash mob per dire "Basta" alla violenza sulle donne

L'iniziativa del Liceo Classico De Sanctis: appuntamento oggi alle ore 19 in via San Giorgio

Attualità
Trani lunedì 25 novembre 2019
di La Redazione
L'iniziativa di Save in via San Giorgio per il 2018
L'iniziativa di Save in via San Giorgio per il 2018 © TraniLive.it

In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, fissata per il giorno 25 novembre 2019, il Liceo “De Sanctis” di Trani intende manifestare il proprio impegno sociale e civile.

Il Dirigente Scolastico dello storico liceo tranese, la prof.ssa Grazia Ruggiero, ha promosso un’azione peculiare di sensibilizzazione, rivolta a tutta la cittadinanza, su una tematica purtroppo così attuale e urgente, in continuità sia con analoghe manifestazioni avvenute negli anni passati, sia con il progetto PTOF di Teatro Moderno, da sempre schierato su questioni di attualità:due anni fa è stato messo in scena uno spettacolo dedicato proprio all’emergenza sociale del femminicidio, dal titolo “L’onta di Lucrezia”, a testimonianza della costante e continua attenzione del “De Sanctis” verso attività volte a combattere da un punto di vista educativo e culturale il fenomeno della violenza contro le donne.

Per il prossimo 25 novembre l’appuntamento è previsto alle ore 19.00 in via San Giorgio: sarà messo in scena un flash mob ad alto impatto emotivo, dal quale si leverà un coro unanime: “Il silenzio uccide la dignità. Stop ai femminicidi!”. Questo è lo slogan che ha dato anche il titolo al cortometraggio realizzato dalle studentesse del liceo “F. De Sanctis” e che sarà visionato presso la Biblioteca Comunale “G. Bovio” di Trani, durante la manifestazione contro il femminicidio organizzata dalla FIDAPA per domenica 24 novembre alle ore 18.00.

Durante il flash mob gli studenti del “De Sanctis” esprimeranno il proprio dissenso rispetto alla violenza esercitatasulle donne, testimoniando la necessità di una società civile chenon può far finta di non vedere e sentire. Alla manifestazione, aperta a tutta la città di Trani, parteciperà in modo sinergico l’Associazione Culturale “Trani Tradizioni”.

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I commenti degli utenti
  • Maria P. ha scritto il 27 novembre 2019 alle 00:28 :

    Purtroppo oggi aderire alle iniziative contro la "violenza sulle donne" in troppi casi vuol dire accettare la propaganda di genere, Lgbt. Le posizioni vanno rispettate ma non si può infiltrare un discorso di nascosto. Rispondi a Maria P.

  • salvatore di gennaro ha scritto il 25 novembre 2019 alle 13:22 :

    Questa è la causa ed io, essendo del '47, ho vissuto, da testimone, questa continua involuzione. Come reagire ora? Certo non si può dire alla donna di tornare indietro, anche se sarebbe augurabile, in lei, una maggiore consapevolezza di quanto realmente valga, in modo da tenere alto questo valore, ma si può: 1) insegnare fin dalle prime classi di scuola, il rispetto, da parte dell'uomo, per tutto ciò che è fisicamente più debole o più svantaggiato di lui; 2) invitare le donne a non accettare mai incontri con probabile pericolosità; 3) punire assai duramente i maschi violenti, fin dalla prima volta in cui dovesse manifestarsi la loro natura cattiva. Servirebbe da stimolo a controllarsi, notando che la società, intesa innanzitutto come istituzioni, è pronta a difendersi da questi uomini. Rispondi a salvatore di gennaro

  • salvatore di gennaro ha scritto il 25 novembre 2019 alle 12:50 :

    Fino alla prima metà degli anni '60 vi era ancora una distinzione sociale fra uomo e donna, e il primo, solitamente, rispettava una certa "aura di sacralità" e il ruolo di "angelo del focolare" della moglie, spesso casalinga. Dalla seconda metà degli anni '60, per poi emergere negli anni '70, la donna, assieme ad una consapevolezza diversa del suo essere, ha sempre più voluto diventare simile all'uomo, nel modo di comportarsi, di parlare, di ambire. Questo ha creato un certo disorientamento, o disappunto, nel maschio, che si è trovato ad avere vicino più un competitore che una compagna. Ciò ha messo, progressivamente e sempre con maggiore intensità, in evidenza l'aspetto peggiore del maschio stesso: quello dell'animale che non si sentiva più la parte determinante della coppia. Rispondi a salvatore di gennaro