La nota della cgil

Nuovo contratto lapidei, Disabato: «Importante impatto su Andria e Trani»

In busta paga circa 97 euro in più. Novità anche su welfare e diritti

Attualità
Trani mercoledì 06 novembre 2019
di la redazione
Cava
Cava © n.c.

Era scaduto il 31 marzo scorso, dopo 7 mesi è stato rinnovato: aumenti salariali e conquiste sul piano del welfare e dei diritti. Trovato così l’accordo tra Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil e la rappresentanza datoriale per il rinnovo del ccnl lapidei industria che interessa 25 mila addetti in Italia e ha anche un’importante ricaduto sulla Bat, con le città di Trani e Andria dove grande è la presenza del settore lapideo. “L’aumento salariale – spiegano i sindacati – è pari a 97 euro al livello C, diviso in tre tranche: la prima di 29,10 euro a giugno 2019, la seconda di 19,40 euro a dicembre 2020 e l’ultima, di 48,50 euro, a gennaio 2022. Si tratta di 1.144,60 euro in tre anni, somma più alta dell’inflazione prevista dall’Istat, con aumenti certi e senza verifiche ex post.

«Siamo soddisfatti per il risultato raggiunto a livello nazionale dai sindacati che conferma l’efficacia del modello contrattuale attuato dalle nostre categorie nei settori dei materiali da costruzione, che si aggiunge ai rinnovi già fatti di cemento e laterizi e manufatti» commenta Nico Disabato, segretario Fillea Bari-Bat. Si completa così il lavoro sui tre settori industriali dei materiali delle categorie, per i quali era stata presentata un'unica piattaforma con l’obiettivo di iniziare un processo di integrazione tra i rispettivi ccnl.

«Come fatto nei contratti precedenti, anche qui abbiamo ottenuto l’impegno alla costruzione di un unico sistema bilaterale per rafforzare e implementare le relazioni industriali. Inoltre – si legge nella nota delle segreterie nazionali – abbiamo conquistato buoni avanzamenti sul welfare: per quanto riguarda la previdenza complementare Arco, abbiamo ottenuto un aumento dello 0,70% del contributo a carico delle aziende che a regime passerà dall’1,80 al 2,50 per cento (con quota fissa a carico dei lavoratori che resta all’1,30 per cento, per un totale quindi di 3,80 per cento), mentre per il fondo di sanità integrativa Altea l’aumento ottenuto è di 2 euro, passando da 13 a 15 euro mensili esigibili per ogni lavoratore del settore».

Tra gli obiettivi c'è anche un welfare sempre più sociale e tarato sui bisogni delle persone: L’elemento di garanzia retributiva nelle aziende in cui non è praticata la contrattazione di secondo livello, infatti, viene aumentato di 20 euro (190 euro annui totali). L’accordo prevede poi una migliore gestione delle concessioni del lavoro part time, una maggiore attenzione sul tema conciliazione vita lavoro. Nel testo c’è anche il miglioramento della normativa vigente sui contratti a tempo determinato e somministrazione a termine, con un tetto del 25 per cento complessivo. E maggiori tutele per le donne che hanno subìto violenza e sono state inserite in percorsi di sostegno; oltre all’estensione del congedo matrimoniale alle unioni civili. Anche tutto il tema della sicurezza e del rispetto ambientale è stato rafforzato, sia con l’introduzione della figura dell’Rlssa nelle imprese sopra 50 dipendenti, sia con un contributo di 4,25 euro al mese per ogni lavoratore a carico delle imprese da versare al fondo Altea per un progetto di prevenzione sulla salute e sicurezza dei lavoratori.

Entro la fine del mese si svolgeranno le assemblee anche nelle aziende del territorio in cui sarà illustrata l’ipotesi di accordo ai lavoratori del settore.

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