Tutto è nato da un’esperienza personale dopo una frattura al gomito e lunghissimi tempi di riabilitazione, solo parziale oltretutto

A lezione di futuro: gli studenti dello Jannuzzi incontrano l'inventore tranese Fabrizio Granieri

L'ingegnere ha mostrato agli studenti “NeverMind”, il prototipo di una sorta di “braccio bionico” che consente il rapido recupero del 100% della funzionalità dell’articolazione del gomito, ma non solo, senza postumi invalidanti

Attualità
Trani martedì 05 novembre 2019
di Lucia M. M. Olivieri
A lezione di futuro: gli studenti dell'Itis
A lezione di futuro: gli studenti dell'Itis "Jannuzzi" incontrano l'inventore Fabrizio Granieri © AndriaLive

A lezione di futuro: così gli alunni della 1^ B dell’indirizzo di meccanica e meccatronica dell’Itis “Jannuzzi” di Andria hanno potuto imparare da un vero inventore cosa significhi ideare un dispositivo innovativo e brevettarlo.

Ieri infatti l’ingegner Fabrizio Granieri, tranese ma di “adozione” andriese, in quanto docente dell’Istituto industriale, ha mostrato agli studenti “NeverMind”, il prototipo di una sorta di “braccio bionico” che consente il rapido recupero del 100% della funzionalità dell’articolazione del gomito (ma non solo) senza postumi invalidanti.

Fruibile h 24, sotto ogni indumento, durante sport e sott’acqua: per questo “Never mind”, nessuna preoccupazione di doversi recare presso centri di fisioterapia e rimanere un’ora ogni due giorni a fare riabilitazione parziale.

Come ha spiegato ai giovani futuri ingegneri meccanici, tutto è nato da un’esperienza personale dopo una frattura al gomito e lunghissimi tempi di riabilitazione, solo parziale oltretutto, che l’hanno indirizzato a pensare a come migliorare il processo: «Ma è la curiosità – spiega l’ing. Granieri - che deve spingere ognuno di voi a chiedervi come arricchire la vostra vita, di cosa avere bisogno e come cercarlo o addirittura inventarlo». Sì, perché più di 1200 ore di lavoro e almeno altre 300 di stampa in 3D e assemblaggio di componenti di varia natura hanno dato vita a questo esoscheletro che può consentire al gomito, dopo un iniziale periodo di riposo di 15 giorni (e non 40 come nella fisioterapia classica) e senza il peso del gesso, di svolgere tutti i tipi di movimento naturali come quello di flesso estensione, prono supinazione e loro combinazione. Impostati i parametri, prima il paziente attivamente con forze proprie effettua l’estensione o la prono supinazione del gomito e poi il dispositivo elettricamente estende la sola sezione di movimento finale e memorizza il risultato. NeverMind inoltre è dotato di un microchip associato via bluetooth a una app per cellulari, in modo che ortopedici e fisioterapisti possano seguire l’evoluzione della terapia, consentendo al braccio di estendersi, piegarsi o ruotare man mano che la riabilitazione procede.

Tante le domande dei ragazzi, in particolare sulle procedure per l’acquisizione del brevetto: attualmente “NeverMind” ha superato la prima selezione all’Uibm, l’Ufficio italiano brevetti e marchi, che ne certifica l’originalità e l’inventività e l’ing. Granieri sta vagliando diverse proposte di aziende di protesica medica che dovranno produrre gli esemplari di NeverMind da testare in campo clinico.

Quali i punti a favore dell’invenzione?

«NeverMind riduce il tempo di immobilizzazione e quindi atrofizzazione del tendine, è attivo solo quando serve, è utilizzabile 24 ore su 24, 7 giorni su 7, in qualunque condizione ma soprattutto segue adattandosi qualsiasi movimento del gomito (o delle altre articolazioni se configurato per le altre articolazioni): questa è la novità più importante».

Quale il consiglio per i giovani studenti? «Studiate, appassionatevi, traete da ogni disciplina tutto ciò che potrà servirvi in futuro, non considerandola un obbligo ma un’opportunità per darvi nuove strumenti di pensiero. Abbiate ambizioni: io sono riuscito ad essere selezionato tra i 700 che da tutto il mondo possono esporre alla Maker Faire di Roma, la fiera internazionale in cui appassionati di tecnologia, educatori, pensatori, inventori, ingegneri, autori, artisti, studenti, chef, artigiani 2.0, insomma tutti coloro che creano e stupiscono con la forza delle proprie idee. Createvi contatti già tra i vostri compagni di scuola: io collaboro attivamente con altri ingegneri che mi supportino dal punto di vista elettronico e informatico, insieme si possono raggiungere obiettivi sempre più alti».

Nel video l’introduzione al funzionamento di “NeverMind” durante l’appassionante lezione di futuro.

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