Il caso giudiziario

Chiavi della città: indagati il sindaco Bottaro, dirigenti e consigliere comunale

Accordi con l’ex patron del Bari per risollevare le sorti della Vigor Trani

Attualità
Trani venerdì 17 maggio 2019
di La Redazione
Conferenza stampa in Procura
Conferenza stampa in Procura © Tranilive.it

C’è anche il sindaco di Trani, Amedeo Bottaro, tra gli indagati a piede libero nell’inchiesta della Procura che, oggi, ha portato in carcere l’ex patrone del Bari Calcio, Cosmo Antonio Giancaspro. E con Bottaro risultano coinvolte altre quattro persone tra dirigenti e funzionari del Comune, non ché un consigliere comunale.

Le ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip di Trani, Lucia Anna Altamura, su richiesta della pm Silvia Curione, hanno riguardato in dettaglio Cosmo Antonio Giancaspro (che è stato portato in carcere, ma era già ai domiciliari per un'inchiesta della Procura di Bari), l'avvocato Michele Bellomo, Michele Amato, Emanuele Mosconi e Alberto Altieri, tutti ai domiciliari. Contestati a vario titolo i reati di associazione a delinquere, autoriciclaggio, appropriazione indebita aggravata, riciclaggio, peculato in concorso e abuso d'ufficio in concorso.

L'amministrazione comunale tranese, nel 2016, avrebbe contattato Giancaspro per risollevare le sorti della Vigor Trani. E Giancaspro sarebbe stato socio occulto e amministratore di fatto della Vigor, come dimostrato da varie operazioni finanziarie messe in atto tra gennaio 2017 e gennaio 2018 per il tramite dei prestanome Amato, Bellomo e Mosconi. Queste operazioni sono consistite in apporti di denaro nelle casse dell’asd per otlre 370mila euro, di cui oltre 32mila sottratti indebitamente alle casse di varie società del gruppo Giancaspro. In particolare dalle cassa parcheggi del Football Club Bari 1908 spa sono stati trasferiti oltre 62mila euro, gli altri provenivano da Apulia srl e L’Albicocco srl.

Il motivo che avrebbe spinto Giancaspro a finanziare la squadra tranese era quello – sostengono sempre gli inquirenti - di avviare una serie di trattative per ottenere appalti in città. Il sindaco Amedeo Bottaro è indagato per concorso in peculato con Altieri, Amato e Bellomo, nonché per falso ideologico e abuso d’ufficio. Bottaro, in attuazione dell’accordo stretto con Giancaspro nel settembre 2016, si faceva promotore presso la Giunta di una delibera con cui dava indirizzo al dirigente Leonardo Cuocci Martorano, di riconoscere in favore dell’asd Vigor Trani un illecito rimborso spese sostenute per la gestione dello stadio. Secondo gli inquirenti, infatti, si trattava di una motivazione di comodo, adottata al fine di occultare la reale ragione sottesa al pagamento di tali somme, pari complessivamente a 46mila euro, erogate poi a titolo di restituzione ad Altieri, Amato e Bellomo delle quote rivestite nella Asd. Il sindaco avrebbe anche sollecitato gli organi preposti a provvedere con priorità alla liquidazione delle corrispondenti fatture emesse dalla Vigor e, nelle stesse date del 2017 in cui l’asd otteneva il pagamento di questi fatture, la stessa procedeva al rimborso di Bellomo, Amato e Altieri. In questo modo Bottaro agiva “distraendo – si legge nell’ordinanza - il denaro del Comune di Trani dalla sua destinazione pubblica naturale e indirizzando al soddisfacimento degli interessi del sodalizio”.

Sono indagati anche l'ex segretario comunale Carlo Casalino (che risponde di falso ideologico per la sottoscrizione della delibera); il comandante della polizia locale, Leonardo Cuocci Martorano, il funzionario Pasquale Ferrante e il consigliere comunale Diego Di Tondo (per abuso d’ufficio).

I finanzieri questa mattina hanno perquisito alcuni uffici a palazzo di città, eseguito il sequestro preventivo di beni per un valore di 350mila euro del confronti dei 5 arrestati e di Bottaro (a quest'ultimo una quota di 46mila euro in solido con Altieri, Amati e Bellomo).

Durante una conferenza stampa, questa mattina, il procuratore Antonino Di Maio ha spiegato che l’operazione “è stata chiamata le chiavi della città perché si è potuto accertare che l’amministrazione di Trani aveva messo a disposizione molti aspetti rilevanti della sua vita economico-sociale e anche politica, alla Newco gestita da uomini di Giancaspro (in particolare Altieri e Mosconi) che avrebbe dovuto mettere a disposizione dell’amministrazione comunale di Trani una serie di strutture e apparato economico finanziari ma anche personali, per portare a termine alcuni degli appalti più importanti”. Il progetto era quello di creare – ha continuato il procuratore - “una newco a partecipazione mista pubblico-privato che si sarebbe occupata della commercializzazione dell’energia elettrica e del gas, un progetto di efficientamento energetico, la realizzazione di eventi nell’ambito dell’estate tranese, l’affidamento in gestione di uno storico locale comunale La Lampara, nonché la revoca della gestione dello stadio comunale che riguarda la Vigor Trani”.

“E’ attraverso la Vigor Trani, secondo un sistema consolidato già a Bari, che Giancaspro entra in contatto con la città di Trani e l’amministrazione comunale attraverso due uomini fidati, cioè Amato e Altieri (per qualche tempo ai vertici della società calcistica tranese, ndr)”.

“Noi riteniamo con grande scienza e serenità che se la Procura di Bari non avesse arrestato Giancaspro – ha precisato Di Maio - portandolo agli arresti domiciliari, interrompendo il nesso funzionale e relazione tra l’amministrazione comunale di Trani, il sindaco di Trani, gli uomini di Giancaspro, probabilmente la Newco e tutti i progetti che rientravano nell’ambito di questa società a partecipazione pubblico-privata sarebbero stati realizzati con grande spregio in materia di appalti pubblici, libera concorrenzialità e soprattutto degli interessi reali della città di Trani”.

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