Rino è infermiere e scrittore, ogni volta che si ferma nasce una storia

Alveare. "La pistola ad aria compressa". La rubrica di Rino Negrogno

Chissà cosa avrebbero fatto o detto nella loro vita se non ci fossero stati i migranti, se non avessimo diviso l’Italia in nord e sud

Attualità
Trani venerdì 20 luglio 2018
di La Redazione
Campo rom
Campo rom © Tranilive.it

Ieri a Roma una bambina rom di quindici mesi è stata ferita, probabilmente da un proiettile di pistola ad aria compressa. Sua madre, vedendo la bambina piangere, si è accorta che sanguinava dalla schiena e l’ha portata al Pronto Soccorso dell’ospedale Bambino Gesù di Roma, dove ha subito un intervento chirurgico. Durante l’operazione, dalla schiena della bambina, è stato estratto un corpo estraneo metallico simile a un piombino di una pistola ad aria compressa. La bambina è ancora ricoverata in prognosi riservata e rischia di restare paraplegica.

Spero ardentemente che sia una valutazione errata e che il corpo estraneo non sia un proiettile da arma ad aria compressa, ma se così fosse, questo sarebbe un episodio incommensurabilmente drammatico. Non si conosce, se esiste, il farabutto che ha sparato, ma possiamo facilmente comprendere almeno due cose: la prima è che anche i governanti, ma non solo quelli attuali, stanno contribuendo a creare un clima di tensione e di odio sempre maggiori. Quelli attuali lo fanno esplicitamente, parlando di invasioni, di persone che dovrebbero restare a casa propria, come facevano fino a qualche tempo fa con i meridionali e noi, siccome ci riguardava, ci risentivamo e li chiamavamo polentoni. Adesso che non ci riguarda, siamo d’accordo. Quelli precedenti, invece, hanno contribuito a creare lo stesso clima, se non con l’inerzia, quando andava bene, con una politica che non ponesse al centro, l’interesse del popolo.

La seconda considerazione che farei è quella sul profilo psicologico dell’eventuale sparatore: un vigliacco, uno che spara di nascosto a una bambina o, quantomeno, a una donna che reca in braccio una bambina. Non spara con una pistola vera, non vuole uccidere, è troppo vigliacco per farlo, è un razzista ignorante, gli hanno spiegato che i suoi insuccessi e le sue frustrazioni non dipendono da lui, ma dagli stranieri, dai Rom e, probabilmente, dai migranti. Non è completamente padrone delle sue azioni, non sa nemmeno che con una pistola ad aria compressa si può rendere paraplegica una bambina di quindici mesi, pensa soltanto di esternare il suo odio e la sua incapacità di realizzarsi, con un piccolo dolore e per questo basta una pistola ad aria compressa.

Certamente non è felice, come potrebbe essere felice una madre con una bambina in braccio.

Vorrei aggiungere un’altra considerazione: penso che, ammesso che le Ong siano associazioni di malaffare, come dicono i razzisti per giustificare la loro natura o se proprio dovesse essercene qualcuna o persino più di una siffatta, quasi tutte diciamo, preferirò sempre quelle associazioni che con i loro loschi affari lucrano salvando persone che rischiano di morire, a dei politici che costruiscono la loro fortuna alimentando un clima di odio e di tensione e che altrimenti, loro, non esisterebbero.

Chissà cosa avrebbero fatto o detto nella loro vita se non ci fossero stati i migranti, se non avessimo diviso l’Italia in nord e sud, se Davide Mengacci o Mike Buongiorno non avessero presentato il Pranzo è servito o La ruota della fortuna.

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