I risultati del sopralluogo dell'ente ministeriale

Rifiuti scoperti e pozze di percolato, l'ISPRA conferma il "pericolo discarica"

Il Comitato "Chiudiamo La Discarica" risponde ai dati emersi e cerca di smuovere gli amministratori locali

Attualità
Trani venerdì 29 giugno 2018
di La Redazione
Discarica di rifiuti
Discarica di rifiuti © n.c.

Il sopralluogo effettuato dall'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (I.S.P.R.A.) nella discarica Amiu di Trani in data 14 giugno 2018 ha confermato le numerose criticità ambientali connesse alla carente gestione del percolato e delle acque meteoriche. Il Comitato "Chiudiamo La Discarica", con i presenti Antonio Procacci, Mariagrazia Cinquepalmi e Francesco Bartucci, risponde ai dati emersi e sollecita l'amministrazione locale ad un intervento immediato.

Al sopralluogo era assente l’Amministratore Delegato Ing. Guadagnuolo, ma vi era un dipendente AMIU che, unitamente all’Assessore Di Gregorio ha potuto rispondere alle numerose domande poste dai tecnici dell'ente facente capo al Ministero dell'Ambiente. Le criticità sono state accertate, oltre che dalle rilevazioni video-fotografiche, anche dal verbale di sopralluogo che annota lo stato dei luoghi ed esse risultano "legate sia alla presenza di rifiuti scoperti ed esposti all’ambiente, sia alle diffuse pozzanghere di percolato sulla superficie topografica del Lotto 3" sottolinea il Comitato. "Tali pozzanghere se considerate unitamente alla presenza del percolato nella vasca di fondo dello stesso lotto inducono a ritenere che nel corpo della discarica vi sia un notevole carico di percolato che esercita sul fondo un elevato carico idraulico potenzialmente in grado di lacerare la barriera di fondo e le sponde laterali. Tale situazione è, probabilmente, altrettanto grave di quella che portò al sequestro della Magistratura nel 2015 se si considera che a tutt’oggi, così come dichiarato ai tecnici ISPRA, l’emungimento avviene unicamente dal lotto 3 e non dai lotti 1 e 2"

Inoltre, Procacci, Cinquepalmi e Bartucci sottolineano: "Se è pur vero che i lotti sono idraulicamente comunicanti è anche vero che l’emungimento del percolato unicamente dal lotto 3 è certamente insufficiente ed estremamente costoso considerato che il servizio di prelievo e trattamento viene esternalizzato con un gravoso dispendio di risorse economiche che si riflettono sulle imposte locali attraverso la T.A.R.I.. E’ noto, infatti, che sui di cittadini di Trani gravi una T.A.R.I. tra le più elevate d’Italia"

Le rilevazioni hanno anche rilevato la mancata copertura in superficie dei lotti 1 e 2 a mezzo capping, causando una inefficiente gestione delle acque meteoriche e la conseguente possibile infiltrazione del percolato nel corpo della discarica. Inoltre è emerso che la torcia che dovrebbe bruciare il biogas evidenzia un anomalo basso valore della percentuale del gas rispetto all’ossigeno, probabilmente legato alla presenza di vapore acqueo nelle tubazioni, mentre risultano incompiuti anche gli interventi di messa in sicurezza e quelli connessi al completamento del Piano di Caratterizzazione. "Gli stessi tecnici dell’I.S.P.R.A. in sede di sopralluogo - aggiunge il Comitato - hanno dichiarato che l’eventuale investimento per la realizzazione dell’impianto di percolato in sito verrebbero ammortizzati in circa sei mesi, confermando quanto da noi insistentemente asserito negli ultimi tre anni in ogni sede e che a tutt’oggi non ha avuto ancora una risposta plausibile dai gestori e dagli enti preposti".

Infine, Procacci, Cinquepalmi e Bartucci concludono: "Ci preme ricordare che anche se da oggi la discarica di Trani fosse dichiarata ufficialmente chiusa con un atto amministrativo della Regione, ed avviata la fase trentennale di post-esercizio, i gravosi costi economici permarrebbero unitamente ai rischi ambientali e sanitari. E’ inevitabile giungere alla conclusione che la discarica di Trani costituisca una vera e propria iattura per tutti i cittadini. Vorremo che a questa pleonastica convinzione giungessero anche gli amministratori locali che sinora non hanno espresso pubblicamente alcuna considerazione in merito e che a volte mal celatamente confidano nella rischiosa riapertura".

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