L'approfondimento

Passi carrabili: nessuno sa quanti siano a Trani

Un censimento vero e proprio manca, o comunque è ormai datato e nessuno riesce a fornirci ragguagli precisi. Solo 1.300 quelli regolari

Attualità
Trani martedì 07 dicembre 2021
di Sarah Avveniente
Esempio di passo carrabile irregolare
Esempio di passo carrabile irregolare © CoratoLive.it

Quante volte vi è capitato di vagare alla ricerca di un parcheggio, credere di averlo trovato e poi… maledizione, c’è il passo carrabile! Ma quanti sono questi benedetti passi carrabili? Sono tutti regolari? E sono tutti in regola con il pagamento del relativo tributo? Abbiamo voluto vederci chiaro e abbiamo scoperto una cosa che ci lascia alquanto interdetti. Nessuno sa quanti siano i passi carrabili in città. O meglio, si sa quanti sono quelli autorizzati, 1.300, ma non si sa quanti effettivamente ne siano esposti davanti a cancelli, portoni, locali al pian terreno. Potrebbero essere 2.000, 3.000, 5.000: nessuno lo sa. Già, perché di un vero e proprio censimento volto a determinare con precisione quanti e quali siano i passi carrabili legittimi non si fa ormai da tantissimi anni. E quando parliamo di passi carrabili legittimi, non facciamo riferimento ai cartelli farlocchi, quelli in cui non è indicato il numero di autorizzazione comunale, bensì di quelle autorizzazioni regolarmente concesse e magari decadute per mancata corresponsione del relativo tributo. Insomma, in città ci sono sicuramente tantissimi cartelli che non dovrebbero esserci. Questo significa posti auto tolti illegittimamente agli automobilisti, che magari rischiano di subire anche la beffa di una multa. E già, perché se il vigile urbano viene chiamato per una macchina che ostruisce un passo carrabile, non ha alcun elemento per controllare se quel cartello è o meno regolare, se dietro quel cartello c’è una regolare concessione o se questa sia decaduta. Tutto questo senza considerare il danno erariale provocato da chi espone i cartelli senza corrispondere il tributo. Insomma, il Comune dovrebbe avviare un controllo a tappeto per verificare che tutti i cartelli esposti corrispondano ad un’autorizzazione legittima e poi accertarsi che il contribuente sia in regola con il pagamento del tributo. Non solo: dovrebbe anche verificare i presupposti del rilascio del passo carrabile, ossia la presenza di un regolare rimessa d’auto. Secondo l’art. 3 del Codice della strada, infatti, il passo carrabile o carraio è “l’accesso ad un’area laterale idonea allo stanziamento di uno o più veicoli”. In sostanza si parla di uno sbocco di un’area privata su un’area pubblica davanti alla quale è posto un segnale di divieto che impedisce la sosta dei veicoli con lo scopo di consentire il passaggio di un mezzo in entrata o in uscita dalla zona privata. Facendo una passeggiata per le strade di Trani, i più attenti noteranno che non sempre gli stessi rispondano alla destinazione d’uso sopra riportata.

A Trani è compito dell’Ufficio Tecnico, area Lavori Pubblici, quello di rilasciare i permessi per la creazione di nuovi passi carrabili verificando che rispondano ai requisiti imposti dal Codice della strada. Primo fra tutti la destinazione d’uso ad autorimessa. Una volta ottenuta l’autorizzazione, da quanto abbiamo appurato, non sono previsti controlli periodici volti a verificare che i requisiti attestati rimangano immutati. La comunicazione di ogni successiva variazione è responsabilità del concessionario e "resta in mano alla Polizia Locale il controllo del territorio”. Non è lecito che vi siano passi carrabili davanti a vetrine di negozi, uffici, studi di professionisti privati e simili. Eppure passeggiando per le strade di Trani, in alcuni casi, sembra che lo sia.
Secondo un addetto dell'Ufficio Tributi da noi interpellato, la responsabilità di tali anomalie non è imputabile all’operato del suo ufficio, subentrato solo nel 2008 ad un incarico prima ricoperto da altri. “Da quell’anno sono stati rilasciati e autorizzati in media 15 passi carrabili l’anno, tutti idonei allo stazionamento di veicoli nell’area privata. I passi carrai che non rispondono a questa destinazione d’uso recano una data antecedente al 2008. La Polizia Locale potrebbe intervenire e revocare i passi carrabili abusivi ed illeciti, ma la situazione non è semplice: in alcuni casi si tratta di passi carrai in possesso di “regolare” autorizzazione e pertanto di un numero identificativo e che, magari, risultano anche in regola con il pagamento del tributo annuo".
In questa partita a ping pong, dove la responsabilità dell’illecito sembra rimbalzare da un ufficio ad un altro, la chiave di volta potrebbe essere quella di disporre dei controlli a tappeto per appianare la situazione e far acquisire a tutti i passi carrabili la corretta destinazione d’uso (in linea con quanto disposto dal Codice della strada).

Ad ogni buon conto, oggi l’unica certezza è che nella banca dati dell’Ufficio Tributi si contano circa 1.300 passi carrabili autorizzati, che apportano all’ente un’entrata tributaria pari a circa 60 mila euro annui. “L’intenzione”, assicura però l’assessore alle finanze e ai tributi Luca Lignola su nostra sollecitazione, "è quella di proporre alla Polizia Municipale un progetto di lavoro che permetta di censire e geolocalizzare i passi carrai”.

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I commenti degli utenti
  • Giacomo Ceci ha scritto il 08 dicembre 2021 alle 17:08 :

    Eppure oggi basterebbe un banale foglio di lavoro excel 😡😡😡 Rispondi a Giacomo Ceci

  • franco ha scritto il 07 dicembre 2021 alle 17:12 :

    ma siamo sicuri che quelli regolari-meglio- accertati- pagano il dovuto tributo...esimio assessore smuova la Polizia locale-una volta chiamati VIGILI URBANI- che faccia un dovere quello di censire effettivamente gli spazi concessi e il relativo e regolare pagamento di quanto dovuto. l'impiegato ha risposto in un modo perfetto dal punto di vista burocratico ma assolutamente carente come merito di ufficio.- Rispondi a franco

    Raffadle ha scritto il 08 dicembre 2021 alle 06:17 :

    Fare il censimento così come faceva la Gestor spa in 3000 comuni d'Italia per quanto riguardava le insegne luminose. Tutt'altro che facile. Rispondi a Raffadle