La novità

Demenza senile, nella Bat nasce uno sportello di ascolto per contrastare povertà in terza età

Istituito uno sportello di ascolto nato grazie alla collaborazione tra Universo Salute Opera Don Uva della sede di Bisceglie e l’Associazione Orizzonti composto da un team multidisciplinare

Attualità
Trani martedì 20 luglio 2021
di La Redazione
Anziani soli
Anziani soli © n.c.

Essere poveri aumenta del 50% le probabilità di andare incontro a grave declino cognitivo e raddoppia il rischio di sviluppare la demenza senile. È la conclusione a cui è giunto uno studio pubblicato su Jama Psychiatry che per la prima volta dimostra che il benessere economico nella terza età incide sulla salute cerebrale più del livello di istruzione. 

La demenza senile è una delle condizioni di salute più temute dagli esperti di salute pubblica a livello globale, che lancia sfide impegnative ai sistemi sanitari di molti Paesi nel mondo. L’andamento della sua diffusione è tenuto sott’occhio dagli epidemiologi in cerca di fattori che facilitano o sfavoriscono il suo insorgere. Le ultime statistiche nei Paesi occidentali mostrano una riduzione del 20 per cento dei casi negli ultimi decenni soprattutto nelle persone con elevati livelli di istruzione. 

Il rischio di demenza si riduce tra le persone benestanti in confronto a quelle con minori risorse economiche. Può dipendere da molti fattori. Le differenze nello stile di vita e i fattori di rischio medici sono rilevanti, dimostrando pertanto l’importanza delle influenze socio-economiche sull’incidenza della demenza. 

Questa patologia a carattere neurodegenerativo non affligge soltanto la persona affetta, ma anche l’intero nucleo familiare.

Il primo campanello d’allarme è frequentemente caratterizzato da deficit di memoria a breve termine e da alterazioni del comportamento con iniziale comparsa di apatia, perdita completa di interesse e facile irritabilità se contraddetti.

La demenza, infatti, è spesso correlata a quelli che vengono definiti disturbi comportamentali.

I sintomi di demenza possono essere suddivisi in: precoci, intermedi e tardivi.

La persona pertanto va assistita in tutti i suoi bisogni e la famiglia necessita di essere supportata.

Nasce così l’esigenza di istituire uno “Sportello demenze” al fine di fornire la possibilità di ascolto, supporto e sostegno alle persone assistite e a chi si prende cura di loro.

Tale sportello di ascolto nasce grazie alla collaborazione tra Universo Salute Opera Don Uva della sede di Bisceglie e l’Associazione Orizzonti, ispirandosi alle opere di carità del padre fondatore Don Pasquale Uva e al “medico dei poveri” San Giuseppe Moscati, entrambi accomunati dallo spirito solidaristico di impronta cattolica ed impegnati da sempre per far fronte alla povertà sociale.

Tale sportello demenze ha come fine quello di fornire aiuto ai più fragili, condividendo appieno le attività di promozione sanitaria e socio-assistenziale verso i più bisognosi.

Il team sarà composto da un’équipe multidisciplinare composta da:

medici, psicologhe, assistente sociale e coordinatrice infermieristica dell’Unità di riabilitazione Alzheimer della sede di Bisceglie.

Metodo di erogazione del servizio

Il servizio sarà rivolto al pubblico ed aperto un giorno alla settimana. In tale occasione grazie alla turnazione delle varie figure professionali dell’equipe si potranno raccogliere tutte le informazioni legate al percorso di cura ed assistenza del paziente, in vista di un comune obiettivo: il benessere del paziente.

Prestazioni

Saranno offerti a titolo gratuito colloqui conoscitivi del paziente e/o del caregiver, ascolto e supporto ai bisogni espressi.

Inoltre, il servizio valutando la richiesta indirizzerà i familiari delle persone con demenza a specifici punti/centri e strutture di riferimento.

Sarà fornita inoltre la possibilità di una valutazione funzionale ed una valutazione di primo livello della sfera cognitiva nei casi in cui se ne richieda la necessità.

«Bastano un paio di decenni di povertà e di disagi economici per compromettere le capacità cognitive e anticipare sensibilmente l'invecchiamento – ha spiegato Angelo Guarriello, Presidente dell’Associazione Orizzonti. «Gli effetti si vedono presto, quando si è ancora relativamente giovani. Anche a 50-60 anni. Questo sportello è espressione della necessità di capire, sensibilizzare e cercare di generare soluzioni al fenomeno povertà anche nella sua importante inter-relazione con i processi cognitivi».

Due gli incontri dedicati al benessere psicologico, con accesso libero dai 50 agli 80 anni, in programma presso il Poliambulatorio solidale S.Giuseppe Moscati di Trani (presso i locali della Parrocchia dello Spirito Santo): il 19 e il 26 luglio dalle ore 16 alle 17.00.

Lascia il tuo commento
commenti