Riconosciuta aggravante metodo mafioso

Estorsioni a Trani, sette condanne davanti al Gup di Bari

Pene ridotte per i ‘pentiti’ Vito Corda e Pasquale Pignataro

Cronaca
Trani mercoledì 05 dicembre 2018
di La Redazione
Gruppo Corda
Gruppo Corda © TraniLive.it

Si è chiuso con sette condanne e un’assoluzione il processo in abbreviato, davanti al Gup di Bari, per il giro di estorsioni che ha riportato la paura a Trani, a cavallo tra 2016 e 2017. Oggi il Gup Rosa Anna De Palo, ha emesso la sentenza condannando sette degli otto imputati a pene comprese tra i 5 anni e 4 mesi e i 3 anni. Tra le persone condannate c’è anche Vito Corda, considerato il capo banda, che nel frattempo è diventato collaboratore di giustizia: proprio per questo la sua condanna è stata di 4 anni e 8 mesi. Ha beneficiato della riduzione di pena prevista per i collaboratori anche Pascquale Pignataro, condannato a 4 anni e 4 mesi. Le altre condanne hanno riguardato l'albanese Ilir Ghisti (a 5 anni e 4 mesi); Nicola Pecorella (4 anni e 8 mesi); Michele Di Feo (3 anni e 8 mesi), Giuseppe Corda, fratello di Vito (3 anni e 6 mesi); Nicola Petrilli (3 anni). Assolto Pasquale Pecorella, fratello di Nicola. Gli imputati rispondevano, a vario titolo, di concorso in estorsione continuata e aggravata dal metodo mafioso. In alcuni casi le estorsioni risultano solo tentate. Nella sentenza, così come richiesto dal pm della Dda Giuseppe Maralfa, è stata riconosciuta l’aggravante del metodo mafioso.

Tra le presunte vittime del giro di estorsioni c’erano gestori di bar e ristoranti, ma anche imprenditori della pietra di Trani. Vito Corda, soprannominato “il napoletano”, fu raggiunto da un provvedimento di fermo emesso dalla Procura di Trani il 29 gennaio 2017, mentre stava per fuggire nella Repubblica Domenicana. Successivamente Corda cominciò a collaborare con gli inquirenti. Gli altri presunti responsabili dei tentativi di estorsioni o di quella consumata sono stati arrestati nel corso di due operazioni dei carabinieri di Trani tra febbraio e marzo 2017 e, a conclusione dell’inchiesta, per 11 persone il gip di Bari dispose il giudizio immediato. Alcune posizioni sono finite davanti al Tribunale di Trani. Nell’ottobre scorso sono arrivate le condanne per altri due imputati processati davanti al Tribunale collegiale di Trani.

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