La struttura è stata ristrutturata e restaurata con fondi privati della Fondazione

Eccellenze tranesi: il Polo Museale

Ormai è una delle realtà culturali più vive grazie all'intervento della Fondazione Seca

Cronaca
Trani venerdì 19 febbraio 2016
di Redazione
Polo Museale in Piazza Duomo
Polo Museale in Piazza Duomo © Tranilive

Capitale di antichi regni e culla di civiltà lontane, Trani ha una storia che si perde nella storia stessa. Una città in cui arte e modernità si fondono con il mito e la tradizione. Una città dai mille volti e dalle mille contraddizioni. Un nome che la lega alla mitologia greca. Una Cattedrale simbolo di una grandezza da riscoprire, da far rinascere dalle ceneri. Innamorata e fedele, nuda e calda, calda come chi la abita.

A renderla ancora più splendida sono le realtà culturali che la popolano e tra queste non si può non citare il Polo Museale inaugurato nel 1975 per volontà dell'Arcivescovo Giuseppe Carata presso il Palazzo Addazi. Il patrimonio del museo si è arricchito considerevolmente nel tempo di opere e reperti di grande valore artistico e storico. La Fondazione S.E.C.A ha voluto dedicare un intero settore del Museo all'imprenditore italiano dalla multiforme personalità Adriano Olivetti, percorrendo tutta la strada evolutiva della sua produzione, partendo dalla prima macchina per scrivere creata dal padre nel 1908 fino ai primi personal computer. Il percorso espositivo consente di conoscere l'evoluzione meccanica ed estetica di quelle macchine che fino a qualche decennio fa erano parte integrante di qualsiasi ufficio e dei problemi relativi al passaggio, a volte traumatico, della macchina elettronica, circa 400 gli oggetti esposti nel Museo S.E.C.A., provenienti da tutto il mondo.

E’ necessario precisare che l’intera struttura è stata totalmente ristrutturata e restaurata con fondi privati della fondazione S.E.C.A e che a breve saranno inaugurate tutte le aree espositive con la molto probabile presenza di un rappresentante del Ministero dei Beni Culturali.
Il polo museale è stato apprezzato anche da Monti in occasione della sua visita a Trani e molti visitatori ne hanno ammirato qualità e grandezza.
Trani invece sembra quasi sorda dinnanzi a questa titanica impresa che ha reso vitale un centro che è stato per molti anni trascurato.  Molto probabilmente, nonostante il privatismo collimi con il concetto più ampio di cultura, sarebbe il caso di rimettersi nelle mani dei privati affinché Trani possa tornare a splendere di luce e vita.

Non dimentichiamo che sono moltissimi i centri culturali presenti nella città e che tuttavia sono poco noti e poco vitali così come i punti nevralgici del turismo tranese che sono ormai giunti ad un livello di infinito abbandono come nel caso del porto di Trani. Molte sono state le promesse fatte, poche quelle mantenute. Ma il tempo scorre e la città è stata ormai sorpassata da molti centri limitrofi che hanno saputo svolgere una lodevole e precisa strategia di arricchimento.

Molti hanno parlato di Trani, hanno raccontato di lei, hanno raccontato del suo marmo, hanno raccontato delle sue chiese, hanno raccontato della vita slow, del suo moscato, nettare degli dei. L’hanno chiamata città d’arte, città turistica, città dei musicisti, degli artisti, dei fotografi, del mangiare bene e del buon vivere. L’hanno fatto però molto tempo fa e il futuro adesso sembra oscuro, molto oscuro.

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