Pro e contro

Vaccini e pericoli, tutto quello che c’è da sapere

L'intervento del pediatra Domenico Carbone e del ginecologo Carlo Avantario

Cronaca
Trani sabato 04 aprile 2015
di La Redazione
Vaccini e pericoli
Vaccini e pericoli © n.c.

«Tra le scoperte scientifiche, compiute dall’uomo nel corso della storia, le vaccinazioni sono da considerarsi tra le intuizioni più importanti. Nel corso degli anni, l’uomo è intervenuto molteplici volte, sia sull’ambiente dove è vissuto, modificandolo, sia su se stesso, cambiando i comportamenti per migliorare le proprie condizioni di vita e gli standard della propria salute. I microrganismi (batteri e virus), forme viventi microscopiche, che da sempre hanno condizionato il corso della storia attraverso epidemie disastrose e continue morti spesso inspiegabili, sono stati controllati, spesso debellati, grazie ai vaccini».

A ricordarlo, in una nota, sono il pediatra Domenico Carbone ed il ginecologo Carlo Avantario.

«Le vaccinazioni - scrivono i due medici - agiscono sul sistema immunitario, realizzando un efficace sistema difensivo contro le malattie infettive. Ma qual è l’assetto legislativo in Italia?  In Italia sono obbligatorie, per i nuovi nati, le vaccinazioni contro la difterite dal 1939, la poliomielite dal 1966, il tetano dal 1968 e l’epatite B dal 1991. A queste, si aggiungono le vaccinazioni consigliate, contro l’haemophilus influenzae di tipo B, la pertosse, il morbillo, la parotite, la rosolia, il papilloma virus, il meningococco, lo pneumococco e la varicella, oltre al vaccino antinfluenzale, fortemente raccomandato nei soggetti a rischio. L’obbligatorietà dei vaccini ha reso possibile, negli anni, la scomparsa di alcune malattie come la poliomielite e la difterite e la netta riduzione di incidenza del tetano e dell’epatite B».

«Da alcuni anni - spiegano le ragioni di questo intervento -, i vaccini sono sotto la lente d’ingrandimento e le notizie, a volte strumentali, sugli effetti collaterali e sui rischi connessi alla loro somministrazione, mettono in allarme le mamme, alle quali bisognerebbe dare tutte le spiegazioni necessarie. Gli  studi scientifici, nel corso del tempo, hanno dimostrato come, le probabilità di contrarre una malattia naturale, con le complicanze severe di alcune malattie infettive, siano enormemente più elevate rispetto alle possibili complicanze conseguenti alla somministrazione di  vaccini. Ciò premesso, sorgono spontanee alcune domande: è utile effettuare le vaccinazioni, dal momento che nei paesi industrializzati, tra cui l’Italia, diverse malattie infettive gravi sono scomparse? Vale la pena esporre soggetti appena nati, ad eventuali effetti collaterali o a possibili reazioni avverse, con l’assenza di malattia sul territorio nazionale? Tutte queste domande vengono poste da molte persone e anche da molti medici».

«Le infezioni - ricordano i dottori Carbone e Avantario - sono presenti in tutta la loro drammaticità nei paesi in via di sviluppo e a scarso livello di igiene, in una società in cui, sempre più, i viaggi hanno abbattuto le distanze e i tempi di percorrenza e un qualsiasi microrganismo può fare il giro del mondo, ritrovandosi anche dove da tempo era scomparso. La vaccinazione è un diritto individuale, ma anche un  dovere nei confronti dell’intera collettività. Infatti, il propagarsi di una malattia infettiva, il cui contagio avviene esclusivamente da uomo ad uomo, si può bloccare con la vaccinazione di tutta la popolazione. L’obiettivo della vaccinazione è, quindi, tutelare la collettività, ma anche l’individuo, dal pericolo di contagio di una malattia particolarmente grave e spesso fatale. I vaccini attuali garantiscono elevata efficacia e rischi tendenti allo zero».

«Ma allora, cosa bisogna fare - si chiedono - per ripristinare la fiducia delle mamme verso i vaccini? Prima di tutto, aprire un dialogo proficuo con loro, perchè è lecito, da parte dei genitori, richiedere la somministrazione frazionata del vaccino esavalente per il proprio bambino, o solo per  alcuni dei vaccini in esso  contenuti e che tale richiesta sia soddisfatta ed assecondata, proprio nell’ottica di una comunicazione trasparente. Spesso, tale richiesta viene respinta a causa della non disponibilità, da parte delle ASL, di vaccini monovalenti. Bisogna ricostruire la fiducia medici-mamme-strutture vaccinali, attraverso alcune scelte semplici: consenso informato, che non vuol dire una semplice sottoscrizione di un documento, ma un confronto chiaro sul rapporto costo-beneficio dei vaccini; possibilità di scelta, da parte delle mamme, tra le vaccinazioni non obbligatorie; modalità di scelta, se uno o più vaccini insieme. Insomma, un vero e proprio “piano” personalizzato delle vaccinazioni, concordato con il pediatra di base, in maniera che i genitori, all’atto della vaccinazione, non si trovino a decidere tra il tutto e il nulla».

«L’assessore regionale alla salute e la Direzione generale della Asl bat - concludono - dovrebbero attivarsi, attraverso opportuni indirizzi, in questa ottica. Insomma, un piano che ponga al centro di un atto terapeutico così importante, la dignità delle persone e la loro libertà di scegliere, è chiedere troppo?»

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