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Dal castello di Monopoli al cimitero di Bitonto, viaggio nella Puglia del mistero

Un minitour in tre tappe ci porta a scoprire le leggende che si celano dietro alcuni dei luoghi più suggestivi della provincia di Bari

Trani venerdì 13 ottobre 2017
di Elena Albanese
Castello di Monopoli
Castello di Monopoli © Valentina Ninno

La Puglia, si sa, è posto turistico per eccellenza. Al turismo balneare di massa, quello che si divide tra Salento e Gargano, negli ultimi anni si stanno aggiungendo altri modi di viaggiare nella nostra regione. Che è ricchissima, oltre che di lunghi tratti di costa e bel mare, anche di paesaggi sconfinati, storia e cultura millenarie, arte, architettura, enogastronomia e molto altro ancora.

E allora cominciano pian piano a moltiplicarsi i pellegrini che si incamminano sulla via Francigena, i biker che attraversano la Murgia sulle imprescindibili due ruote. Insomma, coloro che si godono lo spazio circostante cercando di “dilatare” il tempo attraverso un procedere lento, che approfondisca e dia importanza ai dettagli.

Ma non solo. La Puglia è anche un affascinante territorio di folklore, inteso nella sua accezione originaria, che deriva da folk (popolo) e lore (sapere). Cela ancora nei suoi meandri danze particolari, aspetti religiosi, ricette antiche, medicine tradizionali e - perché no? - leggende su fantasmi, folletti, sirene, streghe…che i nostri nonni e genitori ci hanno raccontato e tramandato.

«È ricca di mistero sotto ogni sasso, tra i capitelli del Barocco, nelle storie relative ai Lauri, i folletti dispettosi». Tra gli edifici più cult come non citare, per esempio, «Castel del Monte ad Andria, e poi i castelli di Trani e di Pulsano, il museo Faggiano di Lecce… Sono tutti luoghi di presunta infestazione spiritica». Di fantasmi, insomma.

Parola di Mario Contino, che agli appassionati del genere ha dedicato il portale Pugliafolklore.it, evoluzione web del suo libro “Puglia misteri & leggende”, che si prefigge l'obiettivo di riscoprire, salvaguardare e divulgare questa l’antica cultura pugliese. Attraverso il sito si organizzano eventi che intendono promuovere il territorio pugliese, agevolando un turismo differente, diversificato e destagionalizzato, come avviene negli Stati Uniti o in Scozia.

E allora facciamoci guidare, virtualmente, in questo piccolo tour tutto nostrano nella provincia di Bari.

Partiamo dal castello Carlo V di Monopoli, a sud del capoluogo. Custodisce una leggenda secondo la quale, al suo interno, dimorerebbe uno spirito femminile che suonerebbe un tamburo per attirare l'attenzione. “La dama con tamburo”, cita la leggenda. Una donna che perse il suo amore in mare; il suo compagno fu vittima di un naufragio, lei non seppe rassegnarsi e ogni notte usciva e suonava lo strumento nella speranza che lui, solo creduto disperso, facesse ritorno. Molti pescatori affermano di aver visto questa figura evanescente e di aver ascoltato i colpi del tamburo durante le notti di burrasca.

Risalendo verso nord, ci spostiamo in un altro castello, quello di Sannicandro di Bari. In questo maniero dimorerebbe lo spettro di Mencia, una donna che subì una sorte atroce. Era il 1540 circa, lei era una ragazza giovane e decisa a vivere libera. Il destino volle che si innamorasse di un giovane e affascinante ufficiale spagnolo e purtroppo l'unione fu giudicata impossibile. I due fuggirono, ma furono catturati e dopo un severo interrogatorio l’ufficiale spagnolo fu condannato a morte tramite impiccagione, che fu eseguita davanti agli occhi della ragazza. Mencia si lasciò morire di stenti, e molte leggende narrano la presenza del suo spettro, pallido e privo dei bulbi oculari, noto infatti come “La dama senza occhi”.

Il nostro viaggio finisce nel cimitero di Bitonto, tra i più antichi di Italia, in cui molti testimoni giurerebbero di aver visto ombre nere muoversi furtivamente nel buio; altri di aver sentito strane voci provenienti da zone nelle quali non si trovava nessuno. Si tratta di una leggenda relativamente giovane, ma che si è diffusa rapidamente non solo in Puglia, ma in tutta Italia.

Le tre tappe sono vicine fra loro e facilmente raggiungibili anche in un solo giorno, o in una sola notte. Se ne avete il coraggio.
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