L'evento

"Teoria della classe disagiata" e il futuro di una generazione

Con l’autore, Raffaele Alberto Ventura, discuterà a Trani venerdì 20 aprile, alle ore 18.30 presso il locale La Lampara, il giornalista Massimiliano Martucci e Vito Manzari (I Colloqui di Martina Franca)

Cultura
Trani martedì 17 aprile 2018
di La Redazione
Teoria della classe disagiata
Teoria della classe disagiata © n.c.

Cosa succede se un’intera classe sociale, sconfitta e tradita nelle proprie aspirazioni, scopre improvvisamente “che quelli che considerava diritti sono in realtà privilegi e che non basteranno né l'impegno né il talento a difenderla dal terribile spettro del declassamento?.

Questo dramma vive oggi la generazione dei 30-40enni, che, nati borghesi con la convinzione di poter migliorare la propria condizione sociale, sono invece costretti a rimandare l’età adulta collezionando titoli di studio e lavori temporanei nell’attesa che le promesse vengano mantenute.

Il libro di Raffaele Alberto Ventura, “Teoria della classe disagiata” (Minimum Fax), è un saggio fondamentale per scrutare con disincanto gli orizzonti di questo “eterno presente” ed interrogare le responsabilità dell’attuale classe dirigente. Con l’autore, Raffaele Alberto Ventura, discuterà a Trani venerdì 20 aprile, alle ore 18.30 presso il locale La Lampara (via De Gemmis,1), il giornalista Massimiliano Martucci e Vito Manzari (I Colloqui di Martina Franca).

L’incontro è frutto di una comune riflessione e di una nuova interessante collaborazione tra I Dialoghi di Trani ed I Colloqui di Martina Franca, due tra le più importanti rassegne culturali organizzate nella Regione Puglia. La serata è promossa in collaborazione con l’Università Popolare di Santa Sofia e Associazione Culturale “Donne in Corriera”.

Questa riflessione sul libro di Raffaele Alberto Ventura vuole costituire un’ulteriore tappa di avvicinamento verso la XVII edizione dei Dialoghi di Trani (18-23 settembre) che affronterà il tema “Paure”, e la V edizione dei Colloqui di Martina Franca (1-2 giugno) che si interrogherà sull’ossimoro “Industria senza Industria”.

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