Il personaggio

Trani piange Emanuele Gianolio, uomo di cultura innamorato delle sue radici

"In realtà questa città ha una sua intimità nascosta e misteriosa che emerge dai secoli bui del Medio Evo ed anche da più lontano nel tempo, fatta di segni che si intuiscono" scriveva di Trani

Cultura
Trani sabato 30 dicembre 2017
di La Redazione
Emanuele Gianolio
Emanuele Gianolio © n.c.

È morto Emanuele Gianolio, storico ed ebraista tranese. Nel 200 pubblicò il libello "Gli ebrei a Trani e in Puglia nel Medioevo" tutt'oggi disponibile in Biblioteca e acquistabile su alcune piattaforme online. Socio della Lega Navale, Gianolio non ha mai nascosto il proprio amore per le sue radici. Di seguito pubblichiamo un suo intervento, un "invito" a scoprire la bellezza di Trani.


Trani è una bella e ridente cittadina affacciata sul basso Adriatico a est del promontorio del Gargano, ricca di monumenti storici fra cui la famosa Cattedrale romanica protesa verso il mare.

Tutto questo è senz'altro vero ed aggiungerei pure la cordialità e l'ospitalità dei tranesi verso i forestieri, infatti San Nicola Pellegrino, patrono della città, egli stesso di origine greca, ne è considerato il protettore.

Per chi viene a Trani da turista distratto basterà ammirare la Cattedrale, il Castello Svevo, lo splendido giardino pensile, il Monastero di Colonna: ne sarà appagato.

In realtà questa città ha una sua intimità nascosta e misteriosa che emerge dai secoli bui del Medio Evo ed anche da più lontano nel tempo, fatta di segni che si intuiscono, che non sono evidenti ma si percepiscono poco a poco; solo chi saprà inoltrarsi e penetrare in questa realtà antica cogliendone le tracce residue potrà dire di conoscerla veramente.

Racconta la leggenda che il nome Trani deriva dal mitico eroe greco Tirreno che ebbe a fermarsi in questi luoghi, fondandola.

Storicamente Trani è nominata per la prima volta nella "Tabula Peutingeriana", una carta da viaggio romana conservata a Vienna, nei secoli seguenti la si trova pure menzionata in una carta geografica araba, ai tempi dell'emirato di Bari sotto il nome di Al Tranah.

Fu certamente centro importante per i Longobardi ed i Bizantini che se la contesero, infatti la sua prima murazione, in parte ancora visibile, risale a quel periodo.

Nel 1063 furono emanati a Trani gli "Statuta et Ordinamenta Maris", forse la prima legge del mare adottata nel Mediterraneo medievale.

Dalla antica chiesa dei Cavalieri Templari che si affaccia sul porto, narrano, sia partita la prima crociata; sicuramente fu base di imbarco per i crociati.

Proseguendo nei secoli, Federico II, il grande imperatore, non esitò a far impiccare sul più alto torrione del castello il figlio del doge Tiepolo, che lo aveva tradito mentre la flotta veneziana incrociava a vista ed ancora è in questo castello che Manfredi il figlio prediletto di Federico ebbe in sposa Elena Comneno, principessa d'Epiro, nel 1258 e qui dopo la sconfitta di Benevento, con l’inganno, ella fu consegnata con i suoi figli agli sgherri dell'Angioino.

Potrei continuare parlandovi della saga degli Hohenstaufen o delle grandi famiglie ebraiche di Trani che monopolizzavano i commerci con le Repubbliche Marinare; potrei mostrarvi il luogo dove era un arsenale navale di Venezia durante la sua dominazione e raccontarvi del periodo della decadenza, di quel '700 in cui i tranesi abbandonati i commerci vedono la loro città diventare culla del diritto prima come sede della Sacra Regia Udienza e poi della Corte d'Appello delle Puglie fino a giungere al saccheggio di Trani nel 1799 da parte delle armate francesi.

Ma tutto ciò non credo vi farebbe penetrare lo spirito di questa città antica e moderna nello stesso tempo.

Per afferrarne il significato recondito bisogna girare per il Borgo Antico, salire le scale della Porta Aurea con il torrione bizantino a fianco, superare i confini della Giudecca, il quartiere ebraico con le antiche sinagoghe tuttora esistenti, percorrere le stradine dai nomi misteriosi: Via Stregatizze, Via La Giudea, quella del miracolo dell'ostia fritta, i fondaci di London e di Swezia ancora così contrassegnati, immaginare questo mondo di traffici con i magazzini di spezie, di lane pregiate, di sete d'oriente, di incenso e di pietre preziose.

Solo così si può intuire l’animo antico di questa città, forte ed astuto, intelligente e contraddittorio, fiero e vile nel contempo ma pur sempre vitale nei secoli.

E se capiterete a Trani d'inverno quando la gelida tramontana investe il suo castello proteso sul mare, forse vi parrà di sentire,nel sibilo del vento che rimbomba fra quelle mura possenti, il pianto degli ultimi Svevi eredi di una gloria perduta.

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