Il fatto

Bambini "respinti" all'ingresso per obblighi vaccinali non rispettati. La vicenda

«Devo rispettare la normativa vigente per fare bene il mio lavoro, non posso obbligare i genitori ad osservare le disposizioni»

Cronaca
Trani giovedì 17 maggio 2018
di La Redazione
Scuola San Paolo, Trani
Scuola San Paolo, Trani © Tranilive.it

Lunedì e martedì fuori da scuola. È accaduto ad alcuni bambini non in regola con gli obblighi vaccinali e frequentanti la materna del Primo circolo didattico del De Amicis. I genitori hanno richiesto l'intervento delle forze dell'ordine e così lunedì si sono presentati i Carabinieri e martedì agenti della Polizia di Stato in borghese. Martedì è stata richiamata l'attenzione della stampa, quando personale scolastico ha impedito l'ingresso a bambini sospesi temporaneamente dalla frequenza in attesa della presentazione di documentazione che potesse permettere al dirigente di ritirare il provvedimento temporaneo.

«Devo rispettare la normativa vigente per fare bene il mio lavoro, non posso obbligare i genitori ad osservare le disposizioni. Mi dispiace che i bimbi martedì siano rimasti fuori da scuola un'ora ma non è di certo colpa nostra se sono state ignorate le comunicazioni della scuola» dice il dirigente scolastico Paola Valeria Gasbarro che preferirebbe si mantenessero toni bassi e ci fosse meno clamore per il bene dei bambini. Invece la questione è arrivata anche sulla stampa nazionale.

Quattro bambini della scuola San Paolo non avrebbero iniziato il ciclo vaccinale (ad uno dei quattro pare manchi solo un vaccino) ma ci sarebbe un altro bambino del plesso Dell'Olio. La dirigente, in verità, ci fa sapere che la comunicazione è stata inoltrata a dieci famiglie in totale ma alcuni genitori subito dopo l'ultima comunicazione non avrebbero più accompagnato i bimbi a scuola. Martedì, all'esterno della scuola, alle 9.30, i genitori dicevano la loro ai giornalisti: «Vogliamo chiarimenti, non abbiamo i paraocchi ma vogliamo chiarimenti dalla Asl. Noi possiamo chiedere informazioni sui vaccini, è un nostro diritto e alla fine dei colloqui avremmo valutato ma non siamo stati diffidati dalla Asl».

Ora sui social e i gruppi Whatsapp girano le foto dei bimbi con i cartelli in mano, all'esterno della scuola, mentre dormono in pieno giorno e la denuncia dei genitori si fa più accesa nei toni. Il caso è giunto alle orecchie anche dei parlamentari della Lega.

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