La nota stampa

Velobox di via Falcone? Zero multe. Lo denuncia la consigliera Anna Barresi: "Solo effetto placebo"

«Sarebbe saggio evitare di acquistare altri velobox, ma soprattutto spendere soldi pubblici per continuare a mantenere degli strumenti a cui non viene dato seguito a nessuna repressione»

Cronaca
Trani martedì 18 aprile 2017
di La Redazione
Velobox di via Falcone
Velobox di via Falcone © n.c.

Anna Barresi, consigliera comunale di maggioranza, denuncia l'attuale situazione dei velobox di via Falcone. In una nota indirizzata al sindaco, al dirigente Didonna ed al comandante della Polizia Locale, la consigliera sottolinea: «Innanzitutto dobbiamo chiarire che in centro abitato l’installazione di postazioni fisse per il controllo della velocità è possibile solo nelle “strade urbane di scorrimento”. Spesso, nel linguaggio corrente, si utilizzano terminologie diverse da quelle “di Legge” e si finisce per confondere le “strade urbane di scorrimento” con la “strada principale del centro abitato”. Niente di più sbagliato. Strada urbana di scorrimento, così come definita dall’articolo 2 comma 3 punto D del vigente cds è una “strada a carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico, ciascuna con almeno due corsie di marcia, ed una eventuale corsia riservata ai mezzi pubblici, banchina pavimentata a destra e marciapiedi, con le eventuali intersezioni a raso semaforizzate; per la sosta sono previste apposite aree o fasce laterali esterne alla carreggiata, entrambe con immissioni ed uscite concentrate”. La conseguenza è che solamente quelle con le caratteristiche appena descritte, in centro abitato, possono vedere l’installazione delle postazioni per il controllo della velocità senza presenza dei verbalizzanti. Non è infrequente vedere postazioni in centro abitato, ma queste sono irregolari».

«A volte sono frutto di interpretazioni errate, conseguenti all’equivoco fra la possibilità di mancata contestazione ed il posizionamento dell’installazione stessa. In questo caso, quindi, pur consapevoli dell’impossibilità di posizionare ed utilizzare la postazione in centro abitato, l’hanno comunque installata su Via Giovanni Falcone confidando/sperando nell’effetto “placebo” dell’utente della strada che, intimorito dalla sua presenza è indotto comunque a rallentare. Ne consegue però che l'impiego per fini non sanzionatori non risulta coerente con la Circolare del Ministero dell'Interno prot. 300/A/10307/09/144/5/20/3 del 14.08.2009, "Direttiva per garantire un'azione coordinata di prevenzione e contrasto dell'eccesso di velocità sulle strade". Giova considerare, al riguardo, che l'eventuale rilevazione di violazioni del limite di velocità, senza la conseguente applicazione delle relative sanzioni ai sensi dell'art. 142 cc. 8, 9 e 9-bis del Codice, potrebbe configurare l'omissione di atti d'ufficio, mentre l'acquisizione di dispositivi non previsti dalle vigenti norme, e non finalizzati all'accertamento delle violazioni, potrebbe concretizzarsi nell'ipotesi di danno erariale. Qualora i manufatti in argomento vengano utilizzati come meri contenitori di misuratori di velocità debitamente approvati, si rappresenta che, se installati in centro abitato, essi devono essere presidiati dagli organi di polizia, in quanto allo stato attuale e come sono ubicati in Via Falcone a seguito della normativa il rilevamento a distanza delle violazioni del limite di velocità non è consentito in ambito urbano».

«La loro collocazione in centro abitato, ove sono utilizzabili solamente come contenitore di autovelox o similare con la presenza di pattuglia, può configurare responsabilità per distrazione nell’ipotesi di incidenti e - continua la Barresi -, in considerazione delle risorse impiegate, danno erariale trattandosi di attrezzatura classificabile solo come arredo urbano e non, invece, come segnaletica o complemento di segnaletica».

«Alla luce di quanto sopra evidenziato e suggerito, sarebbe saggio evitare di acquistare altri velobox, (si è pensato di volerli collocare su Via Martiri di via Palermo e Via Superga) ma soprattutto spendere soldi pubblici per continuare a mantenere degli strumenti a cui non viene dato seguito a nessuna repressione, evitiamo di far ricadere i costi sui cittadini, altrimenti il tutto rischia di diventare assurdo, paradossale e contro le attuali norme e Leggi. Per dovere di informazione si precisa che attualmente sono state elevate zero multe e sanzionate zero contravventori».

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