L'appuntamento con i volti e le storie dei tranesi "emigrati"

HumansfromTrani. #11 Carlo: "Vivete pienamente quello che la realtà vi offre"

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Attualità
Trani domenica 14 gennaio 2018
di La Redazione
Carlo Dragonetti
Carlo Dragonetti © n.c.

1) La paura più grande quando hai lasciato Trani la prima volta?

La prima volta che sono andato via da Trani è stato durante il mio quarto anno di liceo quando, per un quadrimestre, ho partecipato ad un programma di scambio Intercultura in Austria. Questa è stata una delle prime volte in cui ho avvertito quella paura tutta umana di abbandonare il proprio porto sicuro e di muoversi verso orizzonti inesplorati a caccia di nuove possibilità di crescita. Pensavo che il tempo e le esperienze mi avessero forgiato e che quindi la volta successiva, in direzione Milano per l’università, non l’avrei avvertita, eppure così non è stato! Quando poi dall’Italia e dall’Europa ho iniziato le mie esperienze (letteralmente) dall’altra parte del mondo (Pechino, Cina - Vancouver, Canada ed ad oggi ancora Cina, a Shanghai) la paura è diventata voglia di fare e credo sia stata proprio questa la chiave di volta di tutto.

2) Cosa ti rende felice lì dove sei e cosa ti rende felice quando torni qui?

Nel 2013 sono arrivato in Cina e sin dal primo momento sono rimasto affascinato da qualcosa di completamente diverso dalla mia bella Italia: questo mondo complesso e misterioso riesce continuamente a provocarmi e, finora, non è ancora riuscito a saziare il mio irrefrenabile desiderio di scoperta e la mia grande curiosità. Tutto ciò non vuol dire che tornare a casa non mi renda felice perché non ci sono novità, anzi! La famiglia e gli amici sono sempre il motivo principale per cui, quando posso, affronto mediamente 15 ore di aereo, 3 scali e tanta stanchezza. E poi, vabbè, non dimentichiamoci che gli strascinati a Shanghai non ci sono.

3) Cosa ti manca di più e cosa ami del luogo in cui ti trovi?

Avendo avuto la fortuna di viaggiare in quasi 40 nazioni del mondo, su quattro diversi continenti, devo dire che finora non ho ancora trovato un luogo dove si viva “comodi” come da noi. In primis avverto la mancanza delle persone con cui sono cresciuto, la famiglia e gli amici che, come dicevo mi spingono sempre a tornare. Ma anche il nostro porto, i caffè alle tre, gli scorci della giudecca, la pasta cotta “giù al forno” con le polpette e i piatti di mare non ve li nomino neanche, perché più scrivo più aumenta la malinconia. La sicurezza che c’è a Trani, l’oggettiva bellezza del nostro centro e centro storico, la qualità della vita ma anche la nostra “slowezza” rende la vita a Trani sicuramente meno amara della grigia e veloce Shanghai. Con questo non voglia dire che in una delle metropoli più tecnologiche del mondo (se non la metropoli più tecnologica del mondo) si viva male. La vita qui scorre veloce e tutto, tra grattacieli, parchi e templi, è a portata di click: Dimenticate le ore di fila alle poste con la macchina in doppia fila su via Giovanni Bovio o anche quelle in banca con la macchina senza grattino. Ah.. e visto che ci siete dimenticate anche il grattino, qui anche quello si paga con il telefono. Per Shanghai giro con il mio vespino rigorosamente elettrico e vado ovunque senza inquinare, navigando nella miriade di opportunità che, una città con lo stesso numero di abitanti di mezza Italia, può offrire.

4) Cosa pensi di poter dire a chi sta per lasciare Trani per qualche motivo?

Il consiglio principale è sicuramente quello umano: la centralità dell’io e dei nostri desideri umani prescindono dal luogo dove viviamo, che sia Trani o Shanghai. Andando via porterete con voi i vostri “drammi” (dal greco che significa propriamente “fare” e “azioni”) ovunque nel mondo perché il desidero di felicità e di compimento che abbiamo sono innati. Pertanto il consiglio umano è quello di vivere pienamente quello che la vostra realtà vi offre senza dimenticare che comunque si può fare meglio; Sì, anche altrove! Quindi è questo il motivo per cui non dovete avere paura. Il consiglio pratico, invece, è quello di partire sempre con due valigie: una di cibo e una di vestiti.

5) Cosa potrebbe spingerti a tornare?

Da circa 4 anni porto avanti un progetto con il mio migliore amico che si chiama Italian?Yes! Con questo travel blog (che, con rammarico riesco a seguire sempre meno assiduamente in prima persona vista la mia lontananza) stiamo riscuotendo un immenso successo: ad oggi siamo arrivati a circa 70mila follower tra Facebook ed Instagram! Non solo viaggiamo per conto nostro (Iran, Cina, Giappone, Capo nord, Stati Uniti on the road e soprattutto Islanda, etc) per scoprire nuove mete da poter proporre a chi poi verrà in viaggio con noi, ma portiamo Trani nel mondo! Nel frattempo i progetti aumentano e nuove idee nascono continuamente. Ci piacerebbe fare sempre meglio ed entrare nel mercato del turismo cinese per riuscire a fare la stessa cosa con destinazione finale Trani e la Puglia. Questa si che sarebbe una buona ragione per tornare!

6) Che idea ti sei fatto della tua città d'origine, ora che sei lontano/a?

Nel complesso, bisogna ammettere che per chi Trani la vive tutti i giorni, non c’è forse (solo) l’idillio di cui raccontavo prima. Per chi torna solo una o due volte l’anno come me, l’impressione è che la città faccia sempre qualche passo in avanti ma che poi non si dimentichi di farne qualcuno indietro. Ma sulle potenzialità sul futuro, condivido pienamente le parole del mio Mentore tranese a Shanghai, avv. Vittorio Franzese: “Sono fiducioso: le nuove generazioni hanno un potenziale enorme e competenze vastissime, oltre ad una consapevolezza e ad un senso morale generalmente più spiccato, […] con un maggiore attaccamento al territorio potremo finalmente sfruttare al meglio un potenziale infinito come quello della nostra città.” In conclusione sono convinto che un giorno ci tornerò stabilmente nel nostro gioiello del Mediterraneo, anche solo per mettere a disposizione le mie competenze acquisite in giro per il mondo!


Carlo Dragonetti ha vinto una borsa di studio del Governo cinese per un master in relazioni internazionali all’università Normale di Shanghai. Nel frattempo porta avanti il progetto di Italianyes e collabora con aziende italiane che vogliano lavorare in e con la Cina.


HumansFromTrani - Il futuro passa anche da chi ha lasciato questa terra. Per poco, per molto, per sempre. Da chi tornerà con competenze diverse, da chi la guarderà da lontano ma saprà sempre da dove è partito. Sulla scorta del progetto famoso in tutto il mondo, HumansOfNewYork, e anticipando la pagina "People from Trani" di Wikipedia abbiamo posto 6 domande (sempre le stesse) a decine di tranesi emigrati nei luoghi più disparati. Se volete segnalarci persone da intervistare e contattare scriveteci su Facebook o alla nostra mail: redazione@tranilive.it

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