La protesta sotto Palazzo di Città

Sciopero della fame ad oltranza. "Licenziati ad arte", le parole amare di 7 guardie giurate

Michele Marulli, portavoce del sit-in di protesta, ha detto che prima del 31 ottobre ci sono stati parecchi incontri con le istituzioni. Tutti senza soluzione

Attualità
Trani martedì 07 novembre 2017
di La Redazione
Cartello esposto dalle guardie giurate Amiu in sciopero
Cartello esposto dalle guardie giurate Amiu in sciopero © TraniLive.it

Da questa mattina hanno dato il via allo sciopero della fame ad oltranza. Sono sette, tutti con famiglie a carico. Fino al 31 ottobre hanno sorvegliato la discarica e la sede aziendale di Amiu. Oggi i mezzi utilizzati da loro sono depositati ed al loro posto sono in azione vetture e strumenti di telecontrollo marchiati Vegapol. L'azienda subentrante, che aveva avuto rapporti lavorativi con Amiu circa dieci anni fa, non ha voluto assumere le sette unità in quanto non c'era la salvaguardia della clausola sociale. Con Vegapol cambiato il contratto, la vigilanza non è più fissa ma "a ronda" e con questo cavillo burocratico l'azienda ha avuto in mano la possibilità di scegliere se assumere o meno le dieci ex guardie giurate.

Michele Marulli, portavoce del sit-in di protesta, ha detto che prima del 31 ottobre ci sono stati parecchi incontri con le istituzioni, «Ci avevano detto che avrebbero fatto una proroga, avrebbero trovato una soluzione ma ci sentiamo solo presi in giro. Loro giustificano quanto accaduto per un problema economico, dicono che devono rispettare ciò che dice la Corte dei Conti, ma a nostro modo questo non è un risparmio».

Sotto il gazebo installato di fianco all'ingresso del Comune in via Tenente Morrico, c'è un cartellone che fa riferimento alle dieci assunzioni del 31 dicembre 2015: «Hanno trovato una soluzione per quelle 10 unità, non capiamo perché non l'abbiano trovata anche per noi».

Rimarranno sotto Palazzo di Città fino a che non avranno una risposta. Saranno lì anche di notte. «Ieri abbiamo avuto l'ultimo contatto con il sindaco ma quello che abbiamo capito è solo che abbiano costruito un'operazione perfetta per lasciarci fuori. Ci avevano chiesto di aspettare 48ore ma ne sono passate 96. Ci hanno chiesto altre 48ore, proprio ieri. Noi intanto siamo così da una settimana»

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