Gli diagnosticano un linfoma di Burkitt, «L'esperienza più bella della mia vita»

La storia di Michele, daltonico della vita: «Non vedo più né nero né grigio»

«Non è la paura di morire, ma il coraggio di vivere a fare la differenza!», Michele Balducci ci racconta la sua esperienza con la malattia

Attualità
Trani domenica 29 ottobre 2017
di Vincenzo Avveniente
Michele Balducci e la sua chitarra
Michele Balducci e la sua chitarra © Alessandro Ziantoni

Un timidissimo adolescente riccioluto alle prese con la tipica routine fatta di scuola, musica ed amici. Michele faceva tutto, ma ancora ‘’senza appetito per la vita’’. Dover poi fare i conti con un linfoma di Burkitt, tumore di forma maligna, è stato per lui ‘’il modo più originale’’ per riempire il vuoto di una vita piatta.

All’inizio del suo quarto anno di liceo, Michele viene ricoverato presso il reparto di Ematologia dell’ospedale Dimiccoli di Barletta, accolto al settimo piano (per lui, il suo settimo cielo) da un’equipe medica formata da ‘’professionisti, soprattutto nell’emozionare’’, sottolineando un legame particolare con il Dott. Tarantini, che Michele definisce il Patch Adams della situazione.

Sì, ammette qualche minuto di avvilimento subito dopo aver ricevuto la notizia della diagnosi ma è inevitabile, è umano. Però è riuscito subito a reagire e a capire che il primo passo per vincere questo ‘’gioco’’ sarebbe stato affrontare i trattamenti con naturalezza e coraggio, adattandosi a tutto ciò che accade con resilienza, rafforzandosi dopo ogni urto. Trasforma persino le cure in amici, una su tutte la sua cara ‘’Filomena, la chemio che mena’’. Parte da sé stesso il messaggio di Vita più incredibile, parte da lì la scoperta di un potere meraviglioso, quello di stimolare il sorriso degli altri e incitarli a Vivere, cercando di scatenare una diffusione di amore senza fine.

Michele decide di diffondere il suo messaggio di Vita anche oltre le mura della sua stanza, cominciando a pubblicare su Facebook alcuni video cantando con un talento eccezionale e suonando con la sua immancabile chitarra. Nasce poco dopo la sua pagina Facebook Mikyleaks, spazio virtuale in cui oltre a video personali, posta i più disparati contenuti di inno alla felicità. ‘’L’obiettivo del blog è di costruire una rete di contatti dove la condivisione ci renda più forti, perché se io mi apro all’altro, l’altro si aprirà a me ed insieme sarà più facile oltrepassare gli ostacoli dei nostri giorni’’, spiega Michele. La pagina oggi conta più di 1700 seguaci, un successo che neanche lui stesso si sarebbe mai aspettato e che sostiene di essergli servito da aiuto. La speranza è che possa rivelarsi un mezzo virale di divulgazione di Vita e motivazione, attraverso musica e sorrisi.

Le cure terminano nel giugno del 2016 e con grandissima forza di volontà Michele riesce a recuperare l’anno di liceo e raggiungere gli esami di maturità con i suoi compagni di classe. Ora studia Scienze della Comunicazione a Roma e continua ancora a sprizzare un’energia coinvolgente. Definisce il tumore come ’’l’esperienza più bella della sua vita’’, perché è con questo che ha scoperto il profondo valore di ogni singolo secondo della vita. Scherzosamente dice anche di essere daltonico, poiché non riesce a vedere più né il colore nero né quello grigio.

È testimone di un’esperienza meravigliosa, sempre più desideroso di comunicare alla gente il gusto della vita che tutti possono assaporare, pur senza dover passare da una dura malattia. «Si vive una volta sola, cogliete ogni momento e gioite per tutto. Ridete anche senza motivo e ricordate che non si sorride mai da soli».

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