Il caso

Molestie verbali su Facebook, consiglieri comunali al centro dell’attenzione. Nota di Volpe (Fi)

Il responsabile del dipartimento provinciale Cultura di Forza Italia chiede al sindaco di prenderne le distanze

Politica
Trani mercoledì 06 gennaio 2016
di Redazione
Facebook, repertorio
Facebook, repertorio © n.c.

«Solo qualche mese fa dai banchi della maggioranza del consiglio comunale di Trani si era levato l’invito ad un uso maggiormente responsabile dei social network da parte di chi si occupa di politica. Eppure solo ieri su Facebook due esponenti del consiglio comunale, di quell’area, hanno avuto modo di apostrofare una Donna simpatizzante di destra come “di facili costumi” sino a giungere a paragonarla, in uno slancio tipico del peggior branco, ad una “zo***la”. Non è importante, qui, capire a chi fossero rivolti gli epiteti e le offese ignobili. È fondamentale condannare l’episodio senza se e senza ma».

La denuncia giunge dal Responsabile del dipartimento cultura del circolo provinciale Bat di Forza Italia, Luca Volpe. «Episodio che già grave di per sé diventa più che intollerabile in quanto tenuto da esponenti del Consiglio Comunale. Quanto verificatosi non può non riportare alla memoria quel “la destra torni nelle fogne” dell’ex Sindaco di Roma, Marino. A Roma, forse come a Trani, furono i primi sintomi del tracollo del centrosinistra al governo della Città. Il tenore delle offese si commenta da solo e ben definisce chi le fa. Quello che preme evidenziare è l’assoluto spregio nei confronti del mondo delle Donne già martoriato da un maschilismo ancora troppo duro a morire e che dovrebbe trovare in ogni esponente della politica contemporanea un fermo antagonista».

«Il tutto è avvenuto alla “presenza” (virtuale, ndr) del Presidente del Consiglio Comunale che, si auspica, prenda immediatamente le distanze e si unisca alla condanna di questi comportamenti. Si fa appello, altresì, al Sindaco, avv. Amedeo Bottaro, e all’Assessore alle Pari Opportunità, Debora Ciliento, affinché possano manifestare pubblicamente il loro fermo disappunto e, al tempo stesso, la loro solidarietà alla vittima di tanta violenza verbale che, anche per questo motivo, auspichiamo rimanga fortissimamente nell’anonimato».

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