Cronaca

Confesercenti Bat, "Bene il Comune di Trani sulle liberalizzazioni"

Il direttore provinciale Mario Landriscina traccia le linee guida per il futuro del commercio in città

07/02/2012
di redazione


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«Finalmente chiarezza nel Comune di Trani. Dopo circa due mesi, grazie anche all’intervento della Confesercenti di Trani, attraverso l’Ufficio Legale del suo Provinciale Bat si è provveduto ad emanare una precisa e chiara Ordinanza Sindacale, la n. 4 del 2 febbraio 2012». E' quanto scrive in una nota il Direttore provinciale Bat della Confesercenti, Mario Landriscina.

La vicenda è quella del recepimento in sede comunale delle disposizioni sul cosiddetto pacchetto delle liberalizzazioni. Disposizioni che hanno costretto a rimodulare gli interventi dell'Amministrazione comunale, rendendo nulli gli atti prodotti negli incontri già convocati dall'assessore Luca Memola e le organizzazioni di categoria dei commercianti. Incontri ai quali non hanno partecipato sia Confesercenti che Confcommercio di Trani.

«Le decisioni assunte nella riunione - scrive ancora Landriscina -, trasfuse in una Ordinanza, erano state adottate, dunque, senza il necessario parere preliminare delle Associazioni di Categoria dei Commercianti maggiormente rappresentative (in ispecie Confcommercio e Confesercenti), rilevato che i soggetti presenti non possedevano alcun titolo di rappresentatività, così come previsto dalla Deliberazione di Giunta Regione Puglia n. 1448 del 01.08.2008. Possiamo quindi orgogliosamente affermare che la professionalità e l’autorevolezza della Confesercenti provinciale Bat, eccellentemente assistita dagli avvocati Antonio Arzano e Luigi Di Terlizzi, componenti del nostro Ufficio Legislativo Provinciale, hanno aiutato il nostro Comune a prendere la saggia decisione di pubblicare l’Ordinanza Sindacale n. 04 del 3 febbraio 2012 con la quale anche il nostro Comune (Capoluogo di Provincia) si distingue nella Provincia, unitamente a quelli di S. Ferdinando e di Barletta, nel mostrare competenza tecnica e professionalità dei suoi dirigenti».

«Detto questo, però - sottolinea Mario Landriscina -, non si può comunque sottacere che la Confesercenti, da tempo, attraverso il sottoscritto, direttore provinciale con incarichi regionali in Assoturismo Puglia, aveva più volte invitato l’assessore competente, durante le riunioni tematiche avute in passato, a perseguire la strada della concertazione e del dialogo con tutti, distinguendo però le competenze tecniche dalle semplici manifestazioni di volontà espresse, singolarmente e/o in maniera collettiva, sotto varie forme, da parte dei cittadini e dei commercianti in genere. Entrando nel merito della nuova Ordinanza, sperando che faccia chiarezza definitiva e che, almeno fino a quando non cambieranno le normative statali, ci si convinca della primarietà delle Leggi dello Stato sulle Ordinanze Comunali (a tal proposito dovrebbe essere eticamente corretto da parte di tutti soggiacere sempre alle Leggi, non quando fa comodo, come successo in passato, quando le si sventolavano per far rispettare le chiusure domenicali, per esempio dei panifici) e ci permettiamo di proporre una lettura diversa della legge sulle liberalizzazioni e di affrontarla quale opportunità data alle imprese, alle comunità locali simili alla nostra, alle Associazioni di categoria, nel mettere in moto processi concertati di offerta di servizi, sia a livello commerciale che turistico, coinvolgendo, nella futura gestione delle nostre Città, in un’ottica di sostenibilità e di riequilibrio e riqualificazione degli Spazi e Quartieri Urbani, non soltanto l’Ente Locale, ma anche tutti gli uffici pubblici quali Poste, ASL, Municipalizzate, Acquedotto, ecc., nonché le Banche, Assicurazioni, Farmacie, Notai e Studi Professionali, medici e non. Noi riteniamo, cioè, che sia giunto ormai il momento di ripensare le Città, come la nostra, in maniera globale ed integrata, affrontandone i problemi a livello di Sistema ed evitando inutili sprechi economici per interventi “spot” che poco incidono sulla economicità e sulla qualità della vita dei cittadini, oltre che dei turisti, di cui spesso si auspica aumentino i flussi, puntando erroneamente ed unicamente sugli spettacoli (sperperando danaro pubblico), anziché effettuare veri interventi strutturali per il miglioramento delle Politiche di accoglienza del Turista».

«Sono questi i temi - conclude Landriscina - che tratteremo nelle nostre riunioni dirigenti, sia a Trani che nei Comuni limitrofi, oltre che ai livelli provinciali Bat, sapendo che, come avviene in tutte le categorie, si esprimeranno pareri discordi che tenteremo di comporre con idee e progettualità costruttive, possibilmente sfruttando finanziamenti e contributi possibili, non certamente cavalcando populisticamente posizioni di retroguardia e/o alzando barricate con chiamata alle armi dei commercianti, soci e non. Abbiamo purtroppo la consapevolezza della gravità del momento storico che viviamo e, a differenza di altri, riteniamo sia l’ora di fare tutti un passo indietro. Il nostro comparto, già duramente attaccato dai provvedimenti sulle liberalizzazioni, anziché concentrarsi su una battaglia persa, farebbe bene a fare quadrato perché vengano applicati tali principi anche sulle grandi lobby che bloccano seriamente il Paese Italia (Banche, Professioni, Farmacie, ecc, in primis), concentrandosi sulla richiesta a gran voce di minore fiscalità (divenuta ormai insopportabile e che spesso ci fa qualificare come evasori), maggiore credito (oramai ridotto al lumicino ed a costi che fanno arricchire solo le Banche), maggiore professionalità e formazione specialistica degli imprenditori piccoli e medi e soprattutto pari dignità rispetto alle altre categorie economiche».

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